‘La società automatica’, se ne parla a Roma con Bernard Stiegler

L’automazione integrata è il risultato principale di quella che viene chiamata «l’economia dei dati». Organizzando processi di feedback alla velocità della luce (attraverso i social network,oggetti comunicanti, chip RFID, sensori, azionatori, calcoli intensivi su dati di massa chiamati big data, smart city e robot di ogni tipo) tra consumo, marketing, produzione, logistica e distribuzione, la reticolazione generalizzata implica un drastico declino dell’occupazione in tutti i settori – dagli avvocati agli autisti, dai medici ai magazzinieri – e in tutti i paesi.

L’automazione completa e diffusa fu largamente anticipata – in particolare da Karl Marx nel 1857, da John Maynard Keynes nel 1930, da Norbert Wiener e Georges Friedmann nel 1950, e da Georges Elgozy nel 1967. Tutti questi pensatori vi vedevano la necessità di un cambiamento economico, politico e culturale radicale. È giunto il momento di questo cambiamento.

Di tali argomenti dibatteranno a Villa Medici lunedì 7 ottobre, ore 19:00, il giornalista de “Il Manifesto” Marco Liberatore e il filosofo Bernard Stiegler, autore del saggio La Società automatica (Meltemi, 2019), che verrà presentato ed illustrato durante l’incontro.

L’iniziativa rientra nel ciclo di incontri “omaggio a Leonardo” MONDO MACCHINA E MONDO VIVENTE, organizzati da Ambasciata di Francia in Italia e Institut français Italia.

  Una cena nel cuore della Capitale per sostenere le donne vittime di violenza e i loro figli.
Maxi installazioni fotografiche, performance di danza e una mostra con 15 scatti d’autore per combattere
L’autunno romano ha il profumo, i colori, i sapori di Erotic Lunch. Al Rumah |
Anche quest’anno la basilica di San Camillo celebra la solennità dei defunti con un REQUIEM
E' partita da Piazza Duomo, a Milano, la prima tappa di "In the name of Africa", la

Marche: alla scoperta dei sapori regionali

Giosuè Carducci ne celebrava la varietà e un grande intellettuale del Novecento come Carlo Bo, marchigiano d’adozione, le definiva un piccolo miracolo di nobiltà, capace di adattarsi alla terra senza violarla né offenderla. E poi ne decantava il brodetto.
Le Marche sono già nell’etimo e per ragioni storiche, culturali, geografiche una terra di confine e di incontro. Un luogo di mille luoghi anche a tavola dove, lungo il filo rosso della cucina rurale, a volte minuziosamente preservata, altre volte riveduta e corretta. A partire dai vincisgrassi, versione locale delle lasagne meno nota e per questo ancor più affascinante, per continuare con stoccafisso e porchetta.

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In Ricette delle Marche, il nuovo volume di Slow Food Editore in libreria da domani 3 luglio, troviamo 100 ricette divise tra antipasti, primi, secondi, contorni e dolci e un approfondimento sugli ingredienti tipici del territorio, sulla loro origine e sul loro utilizzo: carni, salumi, pesci, farine e cereali, formaggi, verdure e frutti.

 

Ogni ricetta, selezionata dalla curatrice Bianca Minerdo, oltre a essere spiegata con chiarezza nei minimi dettagli, indica il tempo previsto di esecuzione e spesso si conclude con una chicca: una variante magari vegetariana, una curiosità etimologica oppure più semplicemente un consiglio per l’accompagnamento o sul periodo dell’anno più indicato.

Ricette delle Marche

Collana: Ricettari Slow Food

Pagine: 128

Prezzo: 9,90 €
Già disponibile on line su www.slowfoodeditore.it.

 

Prossimamente per Slow Food Editore anche:

 

Ricette per stare insieme (in libreria il 18 luglio)

La convivialità è il primo ingrediente del mangiare bene: senza la buona compagnia, nessun piatto è memorabile. Proprio al valore dell’amicizia e della condivisione è dedicato questo volume della collana Ricettari Slow Food.

Tante ricette per stare assieme attorno a un tavolo, ma anche su un prato o davanti alla tv: dagli spuntini golosi per la merenda ai piatti pensati ad hoc per i grandi convitti, dalle torte salate da preparare in anticipo alle teglie da infornare all’ultimo, passando per fresche insalate di pasta. Una guida per l’ospite perfetto divisa per stagioni.

 

Il tuo cibo è il mio cibo (in libreria il 18 luglio)

Il cibo ci unisce come niente altro al mondo e, anzi, più siamo diversi a tavola e più ci sentiamo uguali. Perché scoprire nuovi sapori, nuovi usi e nuove abitudini culinarie non fa altro che parlarci di un luogo che chiamiamo casa, ancor più quando siamo lontani.

Da queste considerazioni, mai così attuali, nasce l’idea di portare in Italia il libro di Chris Ying e di René Redzepi, cioè l’editor gastronomico e il cuoco più celebrati dell’ultimo decennio. Parte della collana Terramadre, Il tuo cibo è il mio cibo ci accompagna attraverso luoghi e tempi lontani per scoprirli molto più vicini del previsto grazie proprio alle tradizioni gastronomiche. Dal pane basso che tutte le culture utilizzano per avvolgere la carne alle foglie usate a ogni latitudine per cuocere al vapore, fino all’universale pollo fritto, nessuno è straniero quando si è seduti a tavola.

 

Pesce. Pesca e cucina del nostro mare (in libreria a luglio)

Attraverso fotografie d’autore, un viaggio lungo le coste italiane alla scoperta delle piccole comunità di pescatori che ancora oggi praticano e tramandano il rispetto per il mare e per le sue usanze culinarie. Tra storie, testimonianze, ricette e consigli per l’acquisto delle materie prime, il primo libro di Slow Food Editore dedicato al mondo del pesce è un inno alla sostenibilità, alla resilienza e ai sapori della tradizione.

 

Botanica della birra (in libreria a luglio)

Un titolo che va oltre la pubblicazione tecnica diventando in tutto e per tutto un prezioso volume da sfogliare, grazie alle bellissime illustrazioni a china realizzate di proprio pugno dall’autore Giuseppe Caruso. L’opera descrive con rigore scientifico le quasi 500 specie vegetali utilizzate per fare la birra, attraverso schede e box di approfondimento su usi antichi e moderni. Ogni scheda fornisce nomenclature e classificazioni, morfologia e distribuzione geografica, il dettaglio su quali parti della pianta vengano utilizzate nel brassaggio, l’eventuale tossicità, la composizione chimica e le possibili applicazioni brassicole di ogni specie.

Botanica della Birra – collana Slow Book – si chiude con un utilissimo glossario ed è pensato per soddisfare la curiosità di un sempre più vasto pubblico di artigiani della birra casalinga, ma anche le esigenze dei professionisti del settore.

 

Dal 10 novembre 2019 all’8 marzo 2020 si tiene presso la settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona, la
A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con
Amicizia, amore per il territorio, per l’arte, per chi è in difficoltà. Sono questi i
Il 26 settembre apre a Macerata, in via Mattei 41, il primo ristorante Old Wild West
Torna la festa dei sapori antichi, unici e golosi: sabato 7 e domenica 8 settembre,

“Mi dispiace, suo figlio è autistico”

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, l’Istituto Serafico di Assisi si fa promotore di un’importante iniziativa di sensibilizzazione con la presentazione del libro

“Mi dispiace, suo figlio è autistico” di Gabriella La Rovere.

L’evento si svolgerà lunedì 1° aprile alle ore 17:30 presso la sede dell’Istituto Serafico.

 

Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, istituita nel 2008 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per migliorare la qualità della vita delle persone con autismo, permettere loro di godere di pari opportunità e di condurre una vita significativa come parte integrante della società. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a livello globale, 1 bambino su 160 ha un disturbo dello spettro autistico[1], mentre secondo gli studi più recenti in Italia l’autismo colpisce 1 bambino su 100, coinvolgendo oltre 500mila famiglie. Per celebrare la Giornata Mondiale, l’Istituto Serafico di Assisi ha organizzato un evento di sensibilizzazione volto a promuovere le reali esigenze delle persone che l’autismo lo vivono in prima persona attraverso la testimonianza diretta di Gabriella La Rovere, medico, mamma di Benedetta e autrice del libro Mi dispiace, suo figlio è autistico”. L’evento di presentazione del libro è previsto per lunedì 1° aprile alle ore 17:30 e si svolgerà presso la sede dell’Istituto Serafico, in Viale Guglielmo Marconi, 6 – Assisi.

«Con questa iniziativa vogliamo parlare di autismo attraverso la testimonianza di chi lo vive quotidianamente. Perché solo ascoltando le reali esigenze di chi vive accanto a persone neurodiverse possiamo davvero comprendere come intervenire in questo ambito. In un momento storico così difficile, in cui tutto viene decodificato in termini faziosi o letto in un’ottica individualistica, abbiamo bisogno di far fiorire la cultura», dichiara Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi.

Per le persone con Disturbi dello Spettro Autistico il cammino verso la piena cittadinanza è ancora all’inizio. Permangono importanti ostacoli nell’utilizzo di tecnologie assistive, come i costi poco accessibili, la scarsa consapevolezza del loro potenziale e soprattutto la mancanza di formazione. Bisogna fare poi i conti con gli elevati costi delle terapie, che mettono letteralmente in ginocchio le famiglie. Si stima infatti che per assistere i propri bimbi, spendano in media tra i 1000 e i 2000 euro al mese (in alcuni casi anche di più), per tutta la vita. Purtroppo non tutte le Aziende Sanitarie offrono sostegno ai genitori e anche quando il servizio è previsto, le liste d’attesa lunghissime non consentono di intervenire precocemente. Infine, ma non per importanza, bisogna tenere conto della carenza di insegnanti specializzati all’interno della scuola. Secondo l’Istat nell’anno scolastico 2017-2018[2], a fronte di oltre 43 mila alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado con un disturbo dello sviluppo (quasi il doppio rispetto ai 22 mila dell’anno scolastico 2013-2014), nel 13% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico.

«Ricostruire una cultura che parta dalla verità del primato della vita e dalla reale esperienza umana è tanto urgente quanto ripensare i servizi per le persone con autismo e per le loro famiglie. Perché una società che mette al bando la diversità è disumana e irragionevole. L’opera del Serafico è da sempre orientata a valorizzare le risorse e le peculiarità di ogni singolo individuo. Noi non lavoriamo sui limiti, ma sulle infinite potenzialità dei nostri bambini e ragazzi. È proprio questa la strada maestra che la politica dovrebbe intraprendere per ritrovare la via dello sviluppo e della sostanziale democrazia. Una strada accessibile a tutti, anche in termini economici, che non conosca disuguaglianze e discriminazioni, ma che possa far fiorire la bellezza e il talento di ognuno, senza lasciare nessuno indietro», conclude la Presidente Di Maolo.

Negli ultimi tre anni, il 39% degli utenti che si sono rivolti all’Unità Diagnostica dell’Istituto Serafico presentava problematiche riconducibili aiDisturbi dello Spettro Autistico (ASD). Si tratta di un insieme eterogeneo di alterazioni del neurosviluppo, causate da fattori genetici o ambientali, la cui condizione compare in età infantilema accompagna il soggetto per tutta la vita, con diverse possibilità relativamente all’acquisizione di autonomia personale. La definizione “spettro autistico” indica che tali disturbi colpiscono ciascuna persona in modo differente variando da una lieve a una grave sintomatologia, ma in generale sono sempre caratterizzati da una compromissione della capacità di interazione socialedella capacità di comunicazione, o dalla presenza di comportamenti, interessi e attività stereotipate. Attraverso una valutazione multifunzionale e multidisciplinare, gli specialisti del Serafico definiscono e sviluppano per ogni bambino o ragazzo un progetto individuale, riconoscendo il ruolo determinante della famiglia quale parte necessaria per la sua attuazione, nonché la collaborazione con le altre figure professionali in ambito sanitario, sociale e scolastico.

«Il progetto individuale prevede percorsi educativi-abilitativi-riabilitativi e laboratori di pedagogia speciale che hanno l’obiettivo di fornire risposte concrete ai bisogni emergenti dei nostri ragazzi, sviluppare e migliorare le potenzialità di ciascuno di loro e garantire un ambiente familiare e sociale inclusivo e solidale. In questo ambito, è fondamentale investire sulla formazione di personale specializzato e per questo, in accordo con le linee guida internazionali, a giugno avvieremo un corso ABA (analisi applicata del comportamento), un metodo molto efficace già utilizzato in altri Paesi che favorisce la riduzione di comportamenti disfunzionali, migliora e aumenta la comunicazione, l’apprendimento e i comportamenti socialmente appropriati», dichiara il Dott. Sandro Elisei, Direttore Sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi e coordinatore del Centro di Ricerca “InVita”. «La complessità di questi disturbi rappresenta una sfida anche per il nostro Centro di Ricerca, attualmente impegnato su due progetti: un progetto di ricerca innovativo con l’attivazione di un laboratorio espressivo a mediazione artistica e tecnologica finalizzato a favorire la comunicazione e una maggiore integrazione e consapevolezza di sé attraverso esperienze simbolico-espressive; e uno studio sulla gestione delle autonomie nei ragazzi con autismo», conclude il Dott. Elisei.

LA TESTIMONIANZA DI GABRIELLA LA ROVERE: LA LOTTA QUOTIDIANA DI UN GENITORE PER LA DIFESA DEI DIRITTI DI UN FIGLIO AUTISTICO

 

«È arrivato il momento di cominciare a considerare l’umanità come una polifonia di voci e strumenti differenti che, nonostante le dissonanze, suonano insieme», sono le parole tratte dal libro Mi dispiace, suo figlio è autistico” di Gabriella La Rovere, medico e mamma di Benedetta, una ragazza di 26 anni alla quale nel 1993 è stata diagnosticata la sclerosi tuberosa, una malattia genetica rara alla quale si è aggiunto anche l’autismo.

Quella di Gabriella La Rovere è la testimonianza di un rapporto speciale, perché essere genitori di bambini autistici significa essere l’unico tramite tra loro e il mondo esterno, farsi portavoce presso le istituzioni e l’opinione pubblica di ferme richieste di attenzione a bisogni unici, di esigibilità di diritti spesso negati. Gabriella racconta quanto abbia dovuto combattere quotidianamente per garantire a Benedetta inclusione e pari opportunità, plasmando il proprio tempo libero sulle esigenze di apprendimento di sua figlia perché, spiega, «i bambini autistici riescono a decodificare la realtà solo se la vedono, non hanno il pensiero astratto».

L’autrice racconta la sua vita accanto a Benedetta attraverso episodi quotidiani tratti da una realtà in apparenza normale ma dove, ad esempio, andare a fare la spesa potrebbe causare una crisi. Mette in evidenza i problemi da affrontare quando si parla di autismo, dalla difficoltà a trovare insegnanti competenti e percorsi scolastici adeguati, al forte impatto economico che le terapie hanno sulle famiglie, fino alla totale mancanza di una vera cultura della disabilità e della diversità. Ma il racconto di Gabriella è anche un inno alla vita, perché né lei né Benedetta si sono mai arrese e insieme hanno conquistato traguardi inimmaginabili. «Bisogna trovare la forza per non mollare mai, perché c’è sempre una possibilità di miglioramento, anche quando sembra tutto nero». Benedetta oggi studia le lingue e le percussioni, per le quali dimostra uno spiccato interesse, svolge tanti laboratori a fianco di professionisti del settore ed è la gioia più grande di Gabriella.

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