Al Ministero della Salute l’appuntamento sul futuro dell’HIV

All’incontro, promosso da SIMIT, sono presenti alcuni dei principali decisori politici, dal Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ad alcuni dei membri della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato

Leggi tutto “Al Ministero della Salute l’appuntamento sul futuro dell’HIV”

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere.
Sono 7 gli Universitari italiani che hanno partecipato all’edizione europea di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il
Eliminare il virus si può, ma restano da curare ancora i due terzi dei pazienti

SANA: le novità presentate in Fiera a Bologna

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere. Le 950 referenze che partecipano alla mostra allestita al Centro Servizi di BolognaFiere rappresentano quanto di meglio è stato studiato e realizzato nell’ultimo anno dalle aziende espositrici di SANA per l’intero comparto biologico e naturale.

I prodotti di SANA Novità sono suddivisi nelle tre categorie di manifestazione: Food (44%)Care&Beauty (48%) e Green Lifestyle (8%). Tutti caratterizzati da una sempre più chiara attenzione alla salvaguardia dell’ambiente che – come dimostrano le soluzioni esposte in Fiera – può trovare applicazione nei più diversi ambiti della quotidianità.

LE ULTIME TENDENZE A SANA
Da una prima visita alla mostra SANA Novità sono numerosi gli spunti interessanti per pubblico e operatori. Nel settore alimentazione si nota innanzi tutto la capillarità dell’offerta, che spazia dal burro vegetale di mandorle alla bio-tisana al pomodoro, dalle caramelle al chewing-gum naturali, dall’olio alle farine, dal caffè ai liquori, dalla frutta essiccata al porridge ayurvedico, ai mental drink.
Interessante, perché dà voce a un fenomeno in crescita in ambito food, è la maggiore consapevolezza sul fronte eco-pack. La pasta, per esempio – proposta in tanti formati e in tante varietà, come quella con grano saraceno fermentato a bassa temperatura o quella colorata a base di verdure (zucca o barbabietola) e legumi (lenticchie gialle o rosse) – si presenta a SANA 2019 con soluzioni di packaging ecocompatibili (cavallotti in carta ecologica e sacchetti biodegradabili). Un trend che si ritrova nelle insalate in busta che, oltre a essere rigorosamente bio, sono confezionate in modo compostabile e plastic free.
In ottica green, spicca sicuramente l’olio spray che, in un solo gesto, riduce gli sprechi e i consumi di grassi.  Non mancano le proposte dei sempre più richiesti stracchini, mozzarelle e yogurt di origine vegetale.

Ottimo per arricchire pietanze dolci e salate e perfetto conservante naturale per carni e insaccati l’estratto di fico d’India, particolarmente apprezzato in ambito cosmetico per le sue proprietà antiossidanti.

Passa dal Food al Care&beauty – altro settore dinamico e in ascesa – anche l’aceto balsamico. Se in abbinamento all’aceto di mele viene proposto anche come bevanda digestiva e dissetante, a SANA il balsamico si ritrova protagonista persino nelle formulazioni di saponi, creme e latte per il corpo.

Nuova formulazione per l’estratto di albero di giada che, addolcente, impreziosisce con note fresche e agrumate un’intera linea cosmetica, come per la gomma di Tara e le molecole di vino giacchiato che – unite all’acido ialuronico – sono da provare in una crema rassodante e anti-invecchiamento. L’alga sendatu si dimostra invece utilissima nel ripristino degli strati più superficiali dell’epidermide e quindi ideale per lozioni lenitive e riparatrici.

Innovativo anche l’uso della polvere shikakai, in abbinamento all’estratto di neem e ai microgranuli di noccioli di albicocca, per un balsamo con proprietà detergenti, o in un vero e proprio shampoo, arricchito con decotto ayurvedico ricco di principi attivi.

Rimanendo alla cura del capello, è in mostra lo scrub lavante a base di polvere di lava vulcanica, mentre – tornando più in generale ai prodotti per la cura del corpo – cresce il numero di referenze presentate in confezioni sostenibili. Dagli spray, anche in questo caso pensati per ridurre sprechi e consumi, ai deodoranti ai dopobarba in eco-pack, ai cosmetici in vaso pratici e ricaricabili, che abbinano efficacia e sostenibilità.

Tante le proposte sul fronte integratori, dalle capsule per contrastare il colesterolo a quelli per affrontare la menopausa o ridurre la cellulite.

Dal settore Green Lifestyle arrivano proposte per l’ambiente e per la casa: c’è la bottiglia che, filtrando l’acqua dalle impurità, consente di rinunciare più facilmente alle monouso, e c’è il kit “zero spreco” – composto da piatto, bicchiere e posate, realizzato in metalceramica – che contribuisce a sua volta alla riduzione della plastica. C’è il bambù, legno flessibile e che si rigenera 30 volte più rapidamente di altre piante, indicato per accessori e arredamento, ma anche per fazzoletti e tovaglioli, come pure per foulard, pellicce e tessuti ecologici e resistenti. Ci sono i piccoli elettrodomestici per fare il formaggio in casa, le essenze per gli ambienti e c’è l’armadio in carta di bio riso. Ci sono i detergenti enzimatici e quelli realizzati con ingredienti alimentari ecologici e biologici, la cui acqua di scarico può essere usata per l’irrigazione di colture bio. Ci sono i gioielli aromatici realizzati con semi di piante tropicali che permettono letteralmente di indossare la propria fragranza preferita. E tanto altro ancora.

IL PREMIO
Appuntamento imperdibile per restare aggiornati sulle ultime novità bio e naturali, SANA Novità offre ai visitatori della manifestazione la possibilità di votare il proprio prodotto preferito, uno per categoria merceologica. Sarà possibile votare fino alle 11.00 di lunedì 9 settembre. I vincitori di SANA Novità saranno annunciati nella stessa giornata di lunedì.

Per la prima volta riunite le 16 tavole originali e la ricostruzione del Polittico grazie
Maxi installazioni fotografiche, performance di danza e una mostra con 15 scatti d’autore per combattere
Bologna - Non una mostra ma un vero e proprio “laboratorio” di storia e cultura

Ricerca biomedica, sette talenti italiani a Cambridge

Sono 7 gli Universitari italiani che hanno partecipato all’edizione europea di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il programma di Fondazione Amgen che consente agli studenti italiani delle facoltà medico-scientifiche di effettuare per due mesi estivi un tirocinio retribuito, presso i laboratori di alcuni tra i più prestigiosi Istituti di ricerca europei, su progetti in campo biomedico e biotecnologico.

 

Si tratta di un programma esclusivo che offre agli studenti l’opportunità di sperimentare la vera vita da laboratorio insieme a un team di colleghi internazionali di pari livello, confrontandosi con gli aspetti concreti della ricerca scientifica, dalla formulazione di ipotesi teoriche alla loro verifica sperimentale.

A fronte di oltre 90 candidature ricevute, i talenti italiani sono stati selezionati dai cinque Istituti europei che aderiscono al programma, sulla base di risultati accademici, esperienze professionali attività extra curriculari e la  padronanza della lingua inglese.

L’ETH di Zurigo ha ospitato Sofia Sandalli, Università di Aberdeen, Scozia

L’ Istituto Pasteur di Parigi ha ospitato Nicolò Battisti, Università di Trento e Simone Procaccia, Università La Sapienza

L’Università Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera ha ospitato Jacopo Razzauti, Università di Cork, Irlanda.

Il Karolinska Institutet di Stoccolma ha ospitato Nicole Innocenti, University College Cork, Irlanda; Vittoria Martinolli,  Università degli Studi di Milano; Daniele Scarcella, Scuola Superiore di Catania.

Come tutti gli anni, a conclusione del programma, i partecipanti dell’edizione europea si sono incontrati a Cambridge per condividere i risultati dei propri lavori. Quest’anno sono 78 i partecipanti provenienti da 50 tra College e Università di 19 Paesi d’Europa.

Al simposio che si è tenuto al Clare College di Cambridge fino al 3 settembre, si sono alternate relazioni di Professori universitari volti a ispirare i partecipanti e presentazioni di esponenti di spicco della Ricerca Amgen, tese a illustrare l’innovativo approccio che sta consentendo alla multinazionale americana di ampliare la portata del suo impegno nello sviluppo clinico.

I giovani studenti potranno così riflettere sulle caratteristiche peculiari che deve avere il Ricercatore: tenace, ma non testardo, riflessivo ma capace di prendere decisioni, sicuro di sé ma non arrogante e soprattutto onesto prima di tutto con se stesso, oltre che generoso, perché la vita di laboratorio si fonda su un grande lavoro di squadra.

 

Amgen Scholars è uno dei programmi messi a punto dalla Fondazione Amgen per promuovere la cultura scientifica nei Paesi in cui la multinazionale opera.

Dal 2009, anno in cui il programma è stato avviato anche in Italia, sono 33 i giovani talenti del nostro Paese che hanno potuto prendere parte ad Amgen Scholars nelle Università europee, due dei quali hanno partecipato al programma in Istituti giapponesi.

Questi talenti rappresentano il futuro della Ricerca e sono coloro che risponderanno alla domanda di salute di domani; è dunque importante contribuire alla loro crescita culturale, aiutandoli nel loro ingresso in un ambito tanto complesso quanto affascinante come quello della Ricerca scientifica.

“Amgen Scholars è un’esperienza unica per i giovani talenti nelle scienze della vita – ha dichiarato Soren GiesePresidente e Amministratore delegato di Amgen in Italia –  E mi fa molto piacere rilevare come anche quest’anno, con 7 partecipanti, la ‘delegazione’ italiana sia altamente qualificata. Con questo programma, Fondazione Amgen conferma il suo ruolo di primo piano nel sostenere la crescita di una nuova generazione di ricercatori, mentre  favorisce la maturazione in Italia di un ambiente culturale sempre più orientato all’innovazione nel campo biomedico”.

In totale sono 361 i partecipanti all’edizione del 2019 di Amgen Scholars, provenienti da 210 tra College e Università di 35 Paesi e “arruolati” nei laboratori di 24 tra le più prestigiose Università di tutto il mondo. Il 65% dei partecipanti prenderà la laurea nel 2020; le principali aree di studio di provenienza sono Biologia, Bio-Chimica, Biotecnologie e non mancano interfacoltà ibride che uniscono materie come Ingegneria, Informatica e Biologia.

Con oltre 16 anni di attività è possibile misurare anche il contributo che programmi come Amgen Scholars hanno avuto nel futuro professionale di chi vi ha partecipato: oltre il 97% degli studenti ha continuato la carriera universitaria e alcuni hanno inoltre assunto ruoli importanti in ambito accademico, industriale e governativo in tutto il mondo, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti, come la Rhodes Scholarship, il NIH Director’s New Innovator Award e una presenza nell’elenco di Forbes dei 30 Under 30 in Healthcare.

Le selezioni per potersi candidare all’edizione del 2020 prenderanno il via il prossimo novembre: gli studenti interessati potranno trovare informazioni sul programma sul sito www.AmgenScholars.com e seguire l’iniziativa su Twitter (@AmgenFoundation).

 

 

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere.
Eliminare il virus si può, ma restano da curare ancora i due terzi dei pazienti

Epatite C: Campania modello virtuoso per l’implementazione delle nuove terapie

Eliminare il virus si può, ma restano da curare ancora i due terzi dei pazienti

“Un’azione così incisiva è stata favorita anche dall’ampia diffusione dell’infezione. Dopo la Lombardia, la Campania è la regione che ha effettuato il maggior numero di trattamenti” precisa il prof. Nicola Coppola

 

Siamo testimoni di un’opportunità straordinaria nella storia della ricerca medica. Eliminare e vincere l’epatite C è possibile ma l’ultimo miglio da compiere è il più faticoso nel far emergere il maggior numero di pazienti affetti dal virus spesso persino inconsapevoli di questa malattia, subdola, il cosiddetto “sommerso”. Per questa ragione c’è grande dinamismo e attenzione da parte di ricercatori, clinici, associazioni pazienti, industria farmaceutica, e naturalmente in accordo con i decisori politici e le istituzioni nel richiedere questo grande ultimo sforzo per dare la spallata finale alla malattia e neutralizzare i possibili serbatoi del virus. E fioriscono le iniziative in tutt’Italia, e la Campania costituisce qui esempio di buone pratiche.

 

A NAPOLI CONFRONTO TRA TUTTI GLI ATTORI PRESENTI – Si tiene a giovedì 30 maggio a Napoli, presso la Sala Elba del Grand Hotel Santa Lucia, Via Partenope, 46 il convegno “HCV – L’approccio della Regione Campania nel garantire al paziente l’accesso alle terapie innovative” organizzato da MA Provider con il contributo non condizionato di Gilead Sciences. L’iniziativa intende affrontare in maniera analitica tutte le componenti di sistema, dal coinvolgimento della medicina di base, alle attività del tavolo tecnico, per evidenziare l’importanza cruciale di un approccio strutturato e della opportuna gestione integrata del paziente affetto da HCV, per procedere alla effettiva eradicazione della patologia sul territorio.

I recenti progressi scientifici permettono di eliminare il virus in oltre il 95% dei casi, con terapie gratuite nei centri prescrittori, di facile assunzione, della durata di poche settimane e senza effetti collaterali.

In Campania i pazienti affetti da epatite C attualmente sottoposti a trattamento sono oltre 20mila. La maggior parte risiede a Napoli; seguono Caserta, poi Avellino, Salerno e Benevento. “È un risultato molto importante – sottolinea il Prof. Nicola Coppola, Direttore universitario UOC Malattie Infettive, AO Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.Tuttavia, resta ancora molto da fare. Abbiamo trattato solo un terzo dei pazienti affetti dal virus dell’epatite C. Adesso è importante creare delle reti tra i centri specialistici e le istituzioni laddove sono ancora presenti dei soggetti da trattare. I clinici hanno fatto la loro parte, creando dei link tra medicina territoriale e centri di secondo livello. Adesso l’esigenza è quella di creare dei percorsi semplificati per queste popolazioni, altrimenti sarà difficile raggiungere l’obiettivo del WHO dell’identificazione del 90% dei pazienti e del trattamento di almeno l’80% entro il 2030. La sinergia è possibile grazie a dei tavoli tecnici attorno ai quali siedano tutti gli attori coinvolti: istituzioni, specialisti, associazioni pazienti, imprese. Finora su questo la Campania si è proposta come un modello virtuoso. Un’azione così incisiva è stata favorita anche dall’ampia diffusione dell’infezione, un’urgenza epidemiologica ineludibile: la prevalenza dell’epatite C in Campania è superiore alla media. Dopo la Lombardia, la Campania è infatti la regione che ha effettuato il maggior numero di trattamenti”.

Considerando l’alta prevalenza di HCV nella popolazione generale in Italia, è necessario identificare possibili strategie per aumentare la diagnosi e il trattamento delle persone infette. Ad oggi i trattamenti antivirali avviati in Italia sono circa 180 mila, ma si stima che siano rimasti da trattare circa 200mila pazienti. Le terapie di ultima generazione sono disponibili e gratuite già da tempo per tutti, ma l’eliminazione dell’infezione resta un problema: sia poiché bisogna convogliare i pazienti con diagnosi nota verso le strutture autorizzate alla cura sia in quanto restano da effettuare gli screening necessari per fare emergere il “sommerso”.

 

L’IMPEGNO DELLA REGIONE CAMPANIAPDTA MODELLO REPLICABILE – La Regione Campania negli ultimi 5 anni ha avviato una linea strategica mirata all’emersione del «sommerso» e all’immediata erogazione sul territorio delle terapie di ultima generazione, consentendo una vera «presa in carico» del paziente affetto da HCV, per garantirne globalmente la migliore gestione procedurale e terapeutica. L’azione della Regione ha consentito di sfruttare al meglio in ambito locale il finanziamento previsto dal “Fondo innovativi” e, grazie all’identificazione ed implementazione di un PDTA specifico e ad un confronto costante con le associazioni pazienti, la governance costituita rappresenta un esempio da analizzare, valutare e prospettare alle altre Regioni.

In questi anni la Regione Campania ha svolto un lavoro straordinario nel risanamento dei bilanci della sanità e ha fatto partire diversi nuovi progetti. Tra questi, ricordo un piano ospedaliero organizzato e le stesse reti dell’emergenza – spiega il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. – Abbiamo ricercato la collaborazione degli specialisti e delle associazioni dei pazienti in modo da creare assieme un network efficace per la salute dei singoli. Vorrei sottolineare anche l’impegno della regione, fra le poche in Italia, ad aver implementato il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), un impegno che resta per noi assoluto e che ci vedrà comunque sempre in prima linea– prosegue De Luca – In questa seconda fase, di contrasto e lotta contro l’epatite C, avverto forte l’imperativo, quasi una missione, di far emergere il “sommerso” e tutte quelle migliaia di persone colpite dal virus, talora persino ignare della malattia. Curarsi è una scelta di grande civiltà per sé e per gli altri – conclude il Presidente –che riguarda migliaia di donne e uomini affetti da questa malattia, e il poterlo fare nelle nostre strutture colloca oggi la Regione Campania all’avanguardia in Italia”.

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere.
Sono 7 gli Universitari italiani che hanno partecipato all’edizione europea di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il