Ancona, ‘Toccare la bellezza. Maria Montessori Bruno Munari’

Dal 10 novembre 2019 all’8 marzo 2020 si tiene presso la settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona, la mostra TOCCARE LA  BELLEZZA Maria Montessori Bruno Munari.

 

L’esposizione è promossa e organizzata dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, in collaborazione con la Fondazione Chiaravalle Montessori e l’Associazione Bruno Munari.

 

È possibile percepire, riconoscere ed apprezzare la bellezza anche tramite il tatto?
E se si volesse promuovere questa consapevolezza estetica presso chiunque voglia sperimentare tale possibilità, quali strategie si potrebbero porre in essere?

 

Esploriamo tutta la ricchezza di questi interrogativi con l’aiuto di due tra i più illustri personaggi della cultura italiana moderna, riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo e per la prima volta insieme. Entrambi, pur muovendosi in ambiti assai diversi, si sono posti queste stesse domande, occupandosi degli argomenti in questione, che in questa mostra diventano oggetto di uno specifico approfondimento.

 

L’esposizione offre dunque l’opportunità per un’ampia e complessa riflessione incontrando il pensiero e i materiali di Maria Montessori e le idee e i lavori originali di Bruno Munari.

 

L’allestimento, a cura di Fabio Fornasari, ha come filo conduttore il tatto, al quale sono ispirati i nuclei tematici che scandiscono il percorso: le forme, i materiali, la pelle delle cose, manipolare e costruire, alfabeti e narrazioni tattili.

 

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere per tutti, nessuno escluso, una significativa esperienza della tattilità dal punto di vista artistico ed estetico.

 

Del poliedrico artista e designer Bruno Munari saranno esposte oltre 100 opere (tra cui un nucleo importante prestato da Roberto Arioli), e lavori editoriali, che testimoniano come tutto il suo lungo percorso creativo, a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso, sia stato sempre caratterizzato da una forte attenzione ai temi della multisensorialità – della tattilità in particolare – e dall’impiego a livello artistico di una grande quantità e varietà di materiali naturali e industriali anche a fini pedagogici.

 

Di Maria Montessori verranno presentati sia il modello educativo, sia i numerosi materiali, con particolare riferimento a quelli inerenti l’educazione sensoriale e della mano, quest’ultima considerata da lei stessa come “l’organo dell’intelligenza”.

 

La mostra è anche un’occasione per celebrare, nel 2020, la ricorrenza dei 150 anni dalla nascita di Maria Montessori.

 

Il percorso della mostra è arricchito da approfondimenti, ambienti e stanze interattive. Gli approfondimenti intendono far conoscere sia i principi culturali ed esperienziali ai quali i due protagonisti hanno fatto riferimento all’inizio e durante il loro percorso professionale, sia alcune applicazioni, sviluppi, riscontri e influenze, che il loro operato ha determinato e sta determinando attualmente. Tra gli ambienti allestiti in mostra, si troverà la ricostruzione di un’aula montessoriana, oltre ad ambienti interattivi, come “Il bosco tattile” ideato da Munari, dove il fruitore sarà protagonista di coinvolgenti e inusuali esperienze tattili e multisensoriali.

 

Durante il periodo della mostra, con la partecipazione di esperti, saranno organizzati laboratori didattici per le scuole e le famiglie secondo il metodo Bruno Munari e il modello montessoriano nonché workshop e giornate di formazione rivolti ai docenti, educatori ed operatori museali.

 

Sabato 25 gennaio 2020 è previsto un convegno internazionale legato al tema della mostra, con la partecipazione di esperti e illustri relatori.

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Ancona, ‘La sonnambula’ in scena al Teatro delle Muse

La Stagione Lirica 2019 del Teatro delle Muse propone venerdì 11 e domenica 13 ottobre un nuovo allestimento de La sonnambula di Vincenzo Bellini.

L’opera in due atti su libretto di Felice Romani, musica di Vincenzo Bellini, appare per la prima volta nel ricostruito Teatro delle Muse di Ancona diretta dal direttore Alessandro D’Agostini, la regia e le scene sono di Cristian Taraborrelli, i costumi di Angela Buscemi e i video di Fabio Massimo Iaquone. Nel cast Amina è Veronica GranatieroElvino è Marco Ciaponi, il Conte Rodolfo è interpretato da Alessandro Spina, Isabel De Paoli (Teresa), Maria Sardaryan è Lisa, Giuseppe Toia Alessio, Anzor Pilia (Un notaio).

L’opera è una nuova produzione della Fondazione Teatro delle Muse.

Amina – La somnambule di Eugène Scribe e Germaine Delavigne – è circondata dalla piccola comunità di una valle alpina, pronta a reagire con ingenuità, credula superstizione e pettegolezzo a quanto accade alla ragazza, inconsapevole del suo sonnambulismo. A suggello della storia, le violette che Elvino dona all’amata come pegno d’amore, appassite nello spazio d’un giorno. Opera semiseria, considerata uno dei capolavori di Bellini, vede nel finale Amina discolpata che sposa felicemente Elvino.

Cristian Taraborrelli pensa alla scena “Come se dal tetto sconquassato del palcoscenico cadesse neve”. Neve come sospensione del tempo e dello spazio, neve che confonde i contorni e cambia le prospettive. Sospensione della percezione dei suoni.

Neve che cancella, per divenire tela vergine del racconto e dei sentimenti.

Una tela bianca e cristallina, che ha la qualità di mutare forma e assecondare gli spazi fisici e psicologici dei personaggi (…) -.

La nuova produzione è firmata per la regia e le scene da Cristian Taraborrelli, figura di primo piano nel panorama del teatro italiano, scenografo per diverse produzioni d’opera di Giorgio Barberio Corsetti, Adriano Sinivia, Stefano Vizioli, e regista di due fortunate produzioni contemporanee: La Jura di Gavino Gabriel a Cagliari e de Il Colore del Sole di Lucio Gregoretti a Jesi e Modena. I costumi sono di Angela Buscemi, che ha al suo attivo Don Carlo al Mariinski di San Pietroburgo, Rondine a Messina, My fair Lady a Trieste, Cavalleria Rusticana a Rovigo. Lo spettacolo si avvarrà dei video di Fabio Massimo Iaquone, uno dei pionieri dell’intermedialità e dell’applicazione della videoarte nell’ambito del teatro e dell’opera, che ha collaborato con registi come Robert Wilson e Giorgio Barberio Corsetti, realizzando diverse produzioni d’opera con Cristian Taraborrelli.

Sul podio salirà Alessandro D’Agostini, che si è andato affermando in questi ultimi anni soprattutto nel repertorio belcantistico: ha diretto Il Barbiere di Siviglia a Firenze e a Parma, Guglielmo Tell La fille du Régiment nel circuito lombardo, Fra Diavolo a Palermo. Condurrà una squadra di giovani artisti al debutto nell’opera belliniana.

Protagonista sarà Veronica Granatiero, che nel 2018 fu un applaudito Oscar nella produzione anconetana de Un ballo in maschera. Amina giunge dopo esperienze mozartiane – la Contessa delle Nozze di Figaro e Zerlina nel Don Giovanni a Nizza e prima di quelle cimarosiane nel Matrimonio Segreto a Verona: un percorso che sottolinea la linea che attraverso la scuola napoletana – di cui Bellini fu tra gli ultimi esponenti – porta la cantabilità settecentesca nella nuova temperie romantica.

Elvino sarà Marco Ciaponi, il giovane tenore che – dopo il primo premio al Concorso Voci Verdiane di Busseto, nel 2015 – alterna Mozart, belcanto e Verdi nei maggiori teatri europei, con incursioni nella Giovane Scuola per Manon Lescaut – Edmondo e Lampionaio – alla Scala e Pagliacci – Beppe – ad Amsterdam.

Il basso marchigiano Alessandro Spina, che è diventato una presenza costante nei più importanti teatri italiani (nel corso di quest’anno in Scala canta in CenerentolaTraviata e Masnadieri, a Bari in Bohème), sarà il Conte Rodolfo.

Lisa sarà Maria Sardaryan, soprano armeno, proveniente dall’Accademia osimana: interprete nel Flauto Magico della Regina della notte nei Teatri lombardi e di Pamina al Massimo Bellini di Catania, ha cantato nelle grotte di Frasassi per il programma televisivo Meraviglie di Alberto Angela. 

Isabel De Paoli, che ad Ancona ha cantato Quickly nel Falstaff del 2015, sarà Teresa, Giovanni Toia, baritono palermitano più volte impegnato nelle produzioni del Teatro Massimo, sarà Alessio e Anzor Pilia, tenore georgiano – allievo dell’Accademia lirica di Osimo – che ha mosso i primi passi al Festival Pucciniano di Torre del Lago, sarà il Notaio.

Come di consueto l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini”, il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” con Maestro del Coro Davide Dellisanti e l’Orchestra di Fiati di Ancona.

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La Stagione Lirica 2019 di Ancona a cura della Fondazione Teatro delle Muse presenta tra settembre

Ancona, Stagione Lirica 2019: due nuovi allestimenti

La Stagione Lirica 2019 di Ancona a cura della Fondazione Teatro delle Muse presenta tra settembre e ottobre al Teatro delle Muse due nuovi allestimenti, nuove produzioni de La traviata di Giuseppe Verdi e La sonnambula di Vincenzo Bellini.

Il cartellone si apre venerdì 20 settembre con replica domenica 22 settembre al Teatro delle Muse con La traviata di Verdi, con direttore Andrea Sanguinetti, regia di Stefania Panighini, scene Andrea De Micheli, costumi Veronica Pattuelli. L’appuntamento è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse in co-produzione con Daegu Opera House Sud Korea e IMG Artists.

La seconda opera in scena alle Muse sarà venerdì 11 ottobre e domenica 13 ottobre La sonnambula, opera in due atti su libretto di Felice Romani, musica di Vincenzo Bellini, dal ballet-pantomime La somnambule ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe

con direttore Alessandro D’Agostini, regia e scene di Cristina Taraborrelli e costumi di Angela Buscemi e video di Fabio Massimo Iaquone. L’opera è un nuovo allestimento Fondazione Teatro delle Muse.

Come di consueto sono previsti gli appuntamenti con le guide all’opera al Teatro delle Muse la domenica precedente i debutti.

 

Giungono dal cuore del romanticismo europeo i due titoli della Stagione Lirica del Teatro delle Muse “Franco Corelli” di Ancona: La traviata di Giuseppe Verdi e La sonnambula di Vincenzo Bellini.

Entrambi s’incentrano su un personaggio femminile, definito attraverso un aggettivo che giudica la prima dal punto di vista della morale comune, la seconda da quello scientifico, che salva la protagonista dalla riprovazione collettiva.

Attorno a Violetta Valery – la Signora delle Camelie di Alexandre Dumas figlio, che racconta di una donna in carne ed ossa, Alphonsine Plessis – c’è la Parigi non ancora Ville Lumière ma già capitale del mondo artistico e intellettuale, capace di fabbricare miti e di distruggerli tra le spire di una vita febbrile.

 

Amina – La somnambule di Eugène Scribe e Germaine Delavigne – è circondata dalla piccola comunità di una valle alpina, pronta a reagire con ingenuità, credula superstizione, pettegolezzo e riprovazione a quanto accade alla giovine, inconsapevole del suo sonnambulismo.

Per Verdi e Bellini la verità risiede nei sentimenti delle protagoniste, nel dolore profondo che imprime nelle loro anime un amore pieno ed incondizionato. Un fiore è il suggello di entrambe le storie: la camelia offerta ad Alfredo da Violetta, perché la riporti “quando sarà appassita”, il mazzo di violette che Elvino dona all’amata come pegno d’amore, appassito nello spazio d’un giorno. La Traviata muore, augurando ad Alfredo una pudica vergine come moglie legittima; Amina è discolpata e sposa felicemente Elvino, che ha vinto le sue gelosie.

 

Nelle sue scelte artistiche il Teatro delle Muse continua a ricercare e valorizzare giovani talenti da tutto il mondo e a proporre nuove produzioni che mettano in rilievo le notevoli possibilità realizzative del Teatro e l’alta professionalità delle sue maestranze. La direzione artistica della Stagione Lirica è del Maestro Vincenzo De Vivo.

 

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