Milano, Castello Sforzesco: l’omaggio a De Andrè

Lo spettacolo è un viaggio attraverso l’opera di Fabrizio De André, e di conseguenza un viaggio attraverso i temi a lui cari: gli ultimi, i diseredati, la guerra, la libertà, la giustizia sociale, il potere, la morte, l’amore, la terra… In una sola parola: l’uomo.

Tra le canzoni rimbalzano qua e là, come un’eco, le parole di poeti, scrittori, commediografi che per assonanza ne allargano lo sguardo come a renderlo – se possibile – ancora più universale: Baudelaire, Caproni, Rostand, Saba, Romana, Jammes…

La scelta del titolo, ripreso da una canzone dall’album “Anime salve”, nasce da una osservazione semplice e singolare, e cioè che sia la prima canzone del primo album (“Preghiera in gennaio”) sia l’ultima canzone dell’ultimo album (“Smisurata preghiera”) sono invocazioni a Dio. É curioso constatare che il percorso artistico di un ateo, anticlericale e anarchico si apra e si chiuda con una preghiera. Ma, ripercorrendo tutta l’opera, è evidente e lampante la forte spiritualità che ha segnato l’artista, una spiritualità laica di chi crede fortemente nell’uomo e nel suo desiderio di giustizia, un uomo legato alla terra ma con lo sguardo e il cuore bramoso di infinito.

Porto Potenza Picena, “Viaggio intorno a casa”

Lo si può leggere di lui sfogliando le pagine del mensile Arte o del Venerdì di Repubblica. Si può sentire di una sua mostra alla Biennale di Venezia o a Palazzo Montecitorio. Oppure lo si può incontrare venerdì alle 18 a Porto Potenza Picenapresso lo spazio MayDay. Lui è il fotografo di Senigallia Lorenzo Cicconi Massi.

“Torno indietro in una strada bianca appena percorsa. Tutto quello che mi era apparso prima, è cambiato. La luce è diversa, il mio punto di vista non è più lo stesso”. Con questa frase l’artista introduce il suo lavoro “Viaggio intorno a casa”, un lungo ed appassionante viaggio nel territorio, che si scopre essere un viatico interiore alla scoperta di sé stesso. La mostra è composta da scatti che raccontano ampi stralci dell’esperienza autorale del fotografo, dai primi lavori degli anni ’90 fino a “le donne volanti” del 2016. Laureato in sociologia con una tesi sul lavoro di Mario Giacomelli, dal 2000 è uno dei fotografi dell’agenzia Contrasto. Il mensile ARTE lo include fra i 10 giovani talenti del nuovo panorama fotografico italiano. I suoi lavori vengono pubblicati dalle maggiori riviste italiane e da alcune testate europee. Nel 2007 è premiato nella sezione “sports features singles” al World Press Photo, con un lavoro sui giovani calciatori cinesi. Venerdì di Repubblica gli dedica la copertina insieme ai colleghi italiani premiati. Nel 2011 è presente alla Biennale di Venezia per il padiglione delle Marche e nel 2017 la sua mostra “le donne volanti” viene presentata alla Galleria Contrasto di Milano e a Palazzo Montecitorio inaugurata dalla allora presidente della camera Boldrini. Oggi sceglie lo spazio espositivo MayDay di Porto Potenza Picena per raccontarsi al pubblico delle sue Marche, in uno scenario raccolto, intimo e personale.  La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Potenza Picena, resterà aperta fino al 14 luglio, dal venerdì alla domenica, dalle 21 alle 23.

Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, premiati 3 comuni

Il Centro di Coordinamento RAEE ha premiato i tre Comuni italiani che si sono distinti per aver registrato le migliori performance di raccolta di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel corso del 2018. La premiazione è avvenuta nell’ambito di “Comuni Ricicloni”, iniziativa promossa da Legambiente, giunta quest’anno alla XXVI edizione.

 

La selezione si è basata su diversi requisiti, il primo dei quali è stata la fascia di popolazione residente servita: una prima inferiore a 10mila abitanti, una seconda tra 10mila e 40mila abitanti e la terza superiore a 40mila abitanti.

Ulteriore requisito preso in considerazione è stata la capacità da parte delle amministrazioni comunali di raccogliere almeno il quantitativo atteso in tutti e cinque i raggruppamenti RAEE, privilegiando i centri di raccolta in cui è maggiore la raccolta in R4 (elettronica di consumo e pannelli fotovoltaici), raggruppamento che storicamente ha un tasso di ritorno minore e quindi una dispersione maggiore di apparecchiature.

Sulla base di questi parametri, i vincitori per ciascuna delle tre fasce individuate – aree piccole, medie e grandi – sono stati rispettivamente il Comune di Curno, in provincia di Bergamo (7.574 abitanti), che ha raccolto 32 tonnellate di RAEE corrispondente a una raccolta pro capite di 4,22 kg per abitante; il Comune di Arese, in provincia di Milano (19.347 abitanti), che ha totalizzato 103 tonnellate di RAEE pari a una raccolta pro capite di 5,31  kg per abitante; il Comune di Trento (117.997 abitanti) che ha registrato 754 tonnellate di RAEE  complessive pari a 6,39 kg per abitante.

Commenta il Direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE Fabrizio Longoni: “Una delle maggiori difficoltà per chi effettua la raccolta dei RAEE è diffondere tra i cittadini la coscienza che la dispersione dei rifiuti elettrici ed elettronici è causa di un grande danno per l’ambiente e impedisce il recupero dei materiali contenuti nei RAEE stessi.

Per questo motivo si è scelto di riconoscere come più virtuosi i Comuni che hanno raccolto tutte le cinque categorie di RAEE secondo quanto atteso: in proporzione, cioè, a quanto è stato immesso sul mercato e acquistato quindi dai cittadini. In particolare, si è deciso di premiare le amministrazioni comunali nelle quali è stata maggiore la raccolta dell’elettronica di consumo (R4), raggruppamento generalmente più soggetto alla dispersione.

Meritano, quindi, un plauso tutti quei Comuni che s’impegnano nel contrastare questi fenomeni e di ricevere un premio i migliori tra questi.

Ai Comuni vincitori il Centro di coordinamento RAEE ha consegnato un attestato per l’eccellente lavoro svolto nel corso dell’anno 2018.

 

Moige chiede la chiusura dei cannabis shop

DROGA: Basta avvelenare i nostri figli.

Chiediamo immediata chiusura dei cannabis shop, ed inasprire le pene contro i puscher

“La droga è un veleno e  rappresenta un’emergenza nazionale che dobbiamo affrontare tutti insieme in modo concreto ed efficace educando i nostri figli ad una vita sana lontana da tutte le dipendenze”. E’ questo il messaggio che in occasione della Giornata internazionale contro le droghe vogliamo rivolgere ai genitori, ai ragazzi, alle autorità di Governo, alle Comunità, agli educatori e a tutti coloro che quotidianamente entrano in contatto con i nostri figli.

È inaccettabile che fuori dal cancello delle scuole o addirittura sotto casa, i nostri figli possano trovare uno spacciatore pronto a vendere qualsiasi tipo di sostanza; ed è allo stesso tempo incredibile che un adulto venda ai minori la cosiddetta “Cannabis light” anche all’interno degli shop presenti nelle strade delle nostre città.

In una nostra recente indagine (Venduti ai minori, consultabile su www.moige.it) abbiamo rilevato quanto sia facile per il minore accedere alla “Cannabis light”, basti pensare che nel 72,2% dei casi i ragazzi dicono che non è stato chiesto loro un documento prima dell’acquisto della sostanza; e che nel 68% dei casi il rivenditore non si è rifiutato di vendere il prodotto nonostante fossero minorenni’’.

Inoltre, nel 30% dei casi non risultano presenti cartelli di divieto di vendita ai minorenni e il 35% dei minori dichiara di non averci fatto caso (quindi non esposti in luogo visibile). Solo il 21% degli intervistati li ha visti in alcuni negozi e il 14% dichiara di averli visti sempre. Inoltre: il 69,6% degli intervistati dichiara l’assenza di cartelli per spiegare il corretto utilizzo della sostanza; solo il 3,1% di loro dice di averli visti sempre”.

La presenza di negozi aperti alla vendita di droga, inoltre, rappresenta un messaggio devastante per i nostri ragazzi, e vanifica decenni di attività di prevenzione contro la droga. Anche per questo siamo molto preoccupati e chiediamo al Governo di agire immediatamente per la chiusura dei cannabis shop, inasprire le pene contro gli spacciatori e convocare la Conferenza nazionale sulle droghe.

Ha dichiarato Antonio Affinita, Direttore Generale Moige – Movimento Italiano Genitori

Premio Radicondoli per il teatro: il bando

Il Festival di Radicondoli, l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Radicondoli Arte, il Comune di Radicondoli in collaborazione con Dominio Pubblico e Kilowatt Festival presentano la decima edizione del  Premio Radicondoli per il teatro.

La premiazione avrà luogo nel corso della trentatreesima edizione del Festival, che si svolgerà dal 23 luglio al 4 agosto con la direzione artistica di Massimo Luconi.

 

 

MODALITA’ DI SELEZIONE:

Il Premio si rivolge agli artisti, agli studiosi, agli appassionati di teatro:

solitamente sono i critici a giudicare, a premiare compagnie e spettacoli. In questo caso la prima selezione opera sulle indicazioni degli artisti, operatori, studiosi, critici, spettatori, da chi conosce da vicino, con differenti ruoli, lo spettacolo dal vivo, che sono chiamati a rispondere a queste domande:

 

– ci sono stati/ ci sono maestri di teatro che vi hanno aiutato, lungo il vostro percorso, a crescere, figure particolarmente disponibili, capaci di ascoltare, di mettersi a confronto con generosità?

– ci sono stati/ ci sono un progetto, un’opera (saggio, video, festival, modalità di rassegna, mostra…) che abbia saputo arricchire, far crescere la cultura teatrale?

 

Solo in seconda istanza la giuria del Premio, composta dai critici teatrali Sandro Avanzo, Rossella Battisti, Claudia Cannella, Enrico Marcotti, Valeria Ottolenghi, e da Elena Lamberti (coordinatrice organizzativa del Premio)  individuerà – ascoltate le indicazioni della “base” – un Maestro e un progetto di particolare valore ai quali assegnare:

 

Premio Radicondoli per il teatro a maestri che sanno donare esperienza e saperi

Premio Radicondoli per il teatro a un progetto che abbia saputo dare positivo impulso al teatro, alla cultura teatrale

 

La giuria valuterà le indicazioni pervenute e assegnerà i premi al prossimo Festival di Radicondoli, all’interno del tradizionale “Aperitivo critico”.

 

Premio Internazionale Massimo Urbani, due giorni di concerti alla Rocca Borgesca

Il prestigioso concorso per solisti jazz alla sua XXIII edizione in due giorni di concerti alla Rocca Borgesca

Oltre 150 giovani jazzisti partecipanti, tre tappe3500 km percorsi23 musicisti semifinalisti e solo 10 talenti ad accedere alle serate finali del 29 e 30 giugno a Camerino presso la splendida Rocca Borgesca.

La 23^ edizione del Premio Internazionale Massimo Urbani (PIMU), concorso per solisti jazz fondato dal talent scout e produttore discografico della Philology Records Paolo Piangiarelli, con la direzione artistica e organizzativa di Musicamdo Jazz, quest’anno gode della collaborazione del Comune di Camerino, della Regione Marche, dell’Università degli Studi di Camerino, di TAM – Tutta un’Altra Musica, di Marche Jazz Network, di I-JazzMIDJ, nonché del supporto di Nuoro Jazz, Fara Music Festival, Emme Record Label,
Torino Jazz Club, Alexanderplatz Jazz Club di Roma, Associazione Culturale OltreTromba Jazz Club di Poggiardo (LE). Dopo le tappe semifinali nelle città di Torino, Roma e Lecce (Poggiardo), il Premio Urbani giunge alle sue ultime battute nel weekend di fine giugno, quando torna nella città ducale, sede storica della competizione. I dieci finalisti a contendersi il titolo della XXIII edizione sono Andrea Cardone (sax alto), Federico Calcagno (clarinetto basso), David Stingaciu (sax alto), Antonio D’Agata (chitarra), Elias Lapia (sax alto), Vittorio Cuculo (sax alto), Matteo Zecchi (sax tenore), Mattia Parissi (pianoforte), Simona Trentacoste (voce) e Federica Lorusso (pianoforte) selezionata da Nuoro Jazz e finalista senza necessità di passaggio eliminatorio, così come previsto da regolamento.

presiedere la giuria tecnica della XXIII edizione il sassofonista Francesco Cafiso, già vincitore del Premio nel 2001, fiancheggiato anche dalla giuria critica formata dai giornalisti jazz delle maggiori testate nazionali di settore. Accanto al sassofonista Francesco Cafiso, presidente di giuria di questa edizione, anche il batterista Massimo Manzi, il contrabbassista Gabriele Pesaresi, il pianista Andrea Pozza, il sassofonista Maurizio Urbani, fratello di Massimo, Simone Graziano, musicista e presidente di MIDJ, Daniele Massimi, presidente di MusiCamDo Jazz, Enrico Moccia, direttore artistico Fara Music Festival.

Il concorso, che nasce con lo scopo di onorare la memoria del leggendario sassofonista romano e individuare giovani jazzisti emergenti, contribuendo allo sviluppo della loro carriera artistica, vedrà sabato 29 alle ore 21 l’esibizione dei finalistiaccompagnati da Andrea Pozza al pianoforte, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Massimo Manzi alla batteria. Domenica 30alle 21 nvece, dopo il concerto del vincitore, alle 21.30 sul palco salirà il quartetto di Francesco Cafiso.

I premi per i quali concorreranno i partecipanti sono: il Premio Internazionale Massimo Urbani, con la registrazione, il mixing e il mastering presso il Tube Recording Studio e la promozione e distribuzione di un album a cura della Emme Record Label; il Premio Nuovo IMAIE secondo il quale, in ottemperanza ai requisiti di assegnazione del contributo concesso all’organizzazione da Nuovo IMAIE, al musicista sarà organizzato un tour di 8 concerti nei 12 mesi successivi; il Premio della Critica, al musicista individuato da una giuria di giornalisti specializzati e direttori artistici; il Premio Social, al musicista più votato dal pubblico del web; le borse di studio per i seminari di Nuoro Jazz e Fara Music Summer School.

Tante le attività in programma nella due giorni. Dal laboratorio per bambini sul tema dell’improvvisazione alle ore 17.30, all’apericena in musica alle 19 con i prodotti del territorio sino alle jam session di mezzanotte.

In caso di pioggia gli eventi si svolgeranno presso l’Auditorium Benedetto XIII in via Le Mosse.