Milano, Castello Sforzesco: l’omaggio a De Andrè

Lo spettacolo è un viaggio attraverso l’opera di Fabrizio De André, e di conseguenza un viaggio attraverso i temi a lui cari: gli ultimi, i diseredati, la guerra, la libertà, la giustizia sociale, il potere, la morte, l’amore, la terra… In una sola parola: l’uomo.

Tra le canzoni rimbalzano qua e là, come un’eco, le parole di poeti, scrittori, commediografi che per assonanza ne allargano lo sguardo come a renderlo – se possibile – ancora più universale: Baudelaire, Caproni, Rostand, Saba, Romana, Jammes…

La scelta del titolo, ripreso da una canzone dall’album “Anime salve”, nasce da una osservazione semplice e singolare, e cioè che sia la prima canzone del primo album (“Preghiera in gennaio”) sia l’ultima canzone dell’ultimo album (“Smisurata preghiera”) sono invocazioni a Dio. É curioso constatare che il percorso artistico di un ateo, anticlericale e anarchico si apra e si chiuda con una preghiera. Ma, ripercorrendo tutta l’opera, è evidente e lampante la forte spiritualità che ha segnato l’artista, una spiritualità laica di chi crede fortemente nell’uomo e nel suo desiderio di giustizia, un uomo legato alla terra ma con lo sguardo e il cuore bramoso di infinito.

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