Musei a misura di bambino

Avvicinare i bambini alla cultura: un obiettivo ambizioso, ma purtroppo non sempre facile da raggiungere. Spesso, infatti, per i genitori visitare i musei con i propri figli è un’impresa eroica e il tempo impiegato a tenere d’occhio i più piccoli viene inesorabilmente sottratto alla fruizione dei contenuti culturali. Per questo motivo molte famiglie rinunciano ad andare nei musei con i bambini, contribuendo così a un impoverimento culturale che, purtroppo, in questo modo inizia fin dalla più tenera età.

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Napoli - Luca non mangia le verdure, Camilla avanza sempre tutto quello che ha nel
“L’esposizione prolungata al sole e le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano
Costumi realizzati utilizzando un tessuto unico ed ecologico ottenuto con reti da pesca e altri
In Italia sono circa 60.000 i casi di intossicazioni acute registrati nell’ultimo anno, 19.500 dei
Ogni anno in Italia a circa 300 bambini viene diagnosticato un tumore osseo maligno. Per

Nutripiatto approda a Napoli

Napoli – Luca non mangia le verdure, Camilla avanza sempre tutto quello che ha nel piatto e poi c’è Carlo che invece tende a mangiare porzioni un po’ troppo abbondanti per la sua età. Sono tutti nomi di fantasia accomunati però da una verità di fondo: il momento dei pasti per genitori e figli è sempre una sfida, soprattutto perché in molti casi risulta difficile definire quantità e composizione del piatto. Come afferma infatti un recente sondaggio Nestlé, il 31% degli intervistati è convinto che un bambino debba mangiare come un adulto per crescere bene e addirittura il 28% tende a preparare per i figli porzioni uguali alle proprie.

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Maxi installazioni fotografiche, performance di danza e una mostra con 15 scatti d’autore per combattere
“L’esposizione prolungata al sole e le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano
Costumi realizzati utilizzando un tessuto unico ed ecologico ottenuto con reti da pesca e altri
In Italia sono circa 60.000 i casi di intossicazioni acute registrati nell’ultimo anno, 19.500 dei
Ogni anno in Italia a circa 300 bambini viene diagnosticato un tumore osseo maligno. Per

Bambini e scottature solari: evitarle, riconoscerle, curarle

“L’esposizione prolungata al sole e le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano notevolmente il rischio di sviluppare un tumore della pelle in età adulta”. Così la Professoressa Susanna Esposito, Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia e Presidente WAidid, in occasione di un workshop organizzato a Perugia in vista della stagione estiva.

Mare, montagna, campagna o città: qualunque sia la meta delle prossime vacanze, è di fondamentale importanza proteggere dal sole la pelle dei nostri piccoli. In estate, infatti, con le alte temperature e a qualsiasi latitudine, il pericolo scottature è sempre dietro l’angolo. Per questo è necessario adottare alcune preziose precauzioni così da godere dei benefici del sole senza causare danni alla pelle del proprio bambino.

“La nostra cute è protetta dai raggi ultravioletti attraverso la melanina – ha spiegato la Prof.ssa Susanna Esposito – una sostanza che si accumula nelle cellule più superficiali della pelle e che conferisce ad ogni individuo la propria colorazione. Questa è presente in quantità minima in età pediatrica per poi aumentare progressivamente durante la crescita. Per questo, da maggio ad agosto, quando i raggi UV raggiungono la massima intensità, i bambini diventano i soggetti più a rischio ed è necessario difendere la loro pelle anche all’ombra. Gli effetti dei raggi UV, infatti, possono danneggiare anche se non si è direttamente esposti al sole”.

 

Ad abbassare il rischio scottature è, in primo luogo, l’utilizzo di un prodotto solare con un fattore di protezione molto alto (minimo 50). Questo va applicato con abbondanza almeno 30 minuti prima dell’esposizione al sole.

Non solo creme solari. Nei primi giorni di vacanza, infatti, la pelle è ancora molto chiara e non è ancora pronta a difendersi quindi è utile far indossare ai bambini indumenti in fibre naturali come il cotone. Un cappellino con visiera, inoltre, eviterà possibili insolazioni, mentre occhiali da sole con un buon filtro solare (marchio CE) proteggerà la retina da eventuali problemi.

Fondamentale, poi, è sottrarsi all’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata prediligendo le prime ore del mattino e del tardo pomeriggio, quando le temperature non raggiungono picchi elevati. Occorre comunque proteggere sempre i bambini poiché la scottatura può verificarsi anche con un cielo coperto di nubi.

 

Particolare attenzione va prestata ai bambini con pelle molto chiara o chiara, capelli biondi o rossi. In questi soggetti, infatti, la pelle risulta estremamente sensibile. L’esposizione è in genere sconsigliata e, nel caso in cui non fosse possibile evitarla, dovrebbe essere molto breve e limitata alle prime e ultime ore del giorno. L’applicazione di creme protettive in caso di permanenza all’aperto per più di 20 minuti è raccomandata.

Come si riconosce una scottatura?

La scottatura è un’infiammazione della cute causata da una esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti.

  • Può essere di lieve entità se si manifesta con arrossamento della cute e, talvolta, prurito
  • È moderata se all’arrossamento si assoceranno dolore e gonfiore, oltre ad alcune vesciche contenenti un liquido chiaro
  • La scottatura più grave si presenta con chiazze dalla colorazione nerastra e mancanza di sensibilità della zona interessata. Questo livello di ustione spesso si manifesta con ulteriori sintomi come febbre, nausea e vomito.

Cosa fare in caso di scottatura?
Il primo passo è quello di rivolgersi al pediatra.

È importante trattare la zona ustionata con le mani ben pulite, quindi è opportuno lavarle sempre prima di approcciare l’ustione.

Un rimedio efficace è rappresentato dagli impacchi di acqua fredda che, applicati sulla zona interessata, riducono la temperatura e alleviano il dolore. È importante effettuare l’impacco con estrema delicatezza: le vesciche sono fragili ed è preferibile che non si rompano, evitando così il rischio di contrarre infezioni.

Se la cute ustionata presenta bolle e queste si aprono senza toccarle, il pediatra valuterà se applicare una crema antibiotica e coprire la zona con delle garze sterili.

Quanto all’alimentazione, è opportuno reintegrare i liquidi e i sali minerali persi attraverso il sudore così da evitare il rischio di disidratazione. Via libera, quindi, a frutta e verdura di stagione e molta acqua naturale.

Napoli - Luca non mangia le verdure, Camilla avanza sempre tutto quello che ha nel
Costumi realizzati utilizzando un tessuto unico ed ecologico ottenuto con reti da pesca e altri
In Italia sono circa 60.000 i casi di intossicazioni acute registrati nell’ultimo anno, 19.500 dei
Ogni anno in Italia a circa 300 bambini viene diagnosticato un tumore osseo maligno. Per

Quando i costumi da bagno per bimbi sono eco-friendly

Costumi realizzati utilizzando un tessuto unico ed ecologico ottenuto con reti da pesca e altri rifiuti di plastica recuperati dal mare.

Questo tessuto lavorato e selezionato offre un’eccellente protezione solare UPF 50+, bloccando oltre il 99,8% dei raggi solari nocivi ed è accuratamente testato secondo Oeko-Tex® Standard 100 per certificare l’assenza di sostanze nocive, rendendolo perfetto per la pelle delicata dei bambini.

Progettato pensando al comfort dei bambini è resistente alle macchie, scolorimento e perdita di forma rendendolo così durevole negli anni per essere poi passato ai fratellini, cuginetti e amici.

Si tratta dei costumi Folpetto tutti realizzati in Italia in una piccola azienda familiare dove i proprietari lavorano a fianco degli artigiani locali per realizzare ogni costume a mano con tanta passione, cuore e abilità.

Folpetto si sforza ogni giorno per essere il più green possibile e si impegna ad utilizzare materie prime rinnovabili in tutti gli imballaggi per limitare l’impatto ambientale senza compromettere la qualità e il comfort.

E’ orgoglioso di promuovere uno stile di vita sostenibile e chic per le generazioni future.

FOLPETTO swim è un marchio con sede inglese ma dall’anima tutta italiana che propone costumi da bagno per bambini e ragazzi dai 6 mesi a 12 anni.

I tessuti con cui vengono realizzati sono di altissima qualità, offrono un’eccellente protezione solare UPF 50+ e sono orgogliosamente eco-friendly. Tutti i costumini sono inoltre resistenti al cloro, alla crema e all’olio solare ma allo stesso tempo sono super morbidi, si asciugano in fretta e sono naturalmente molto traspiranti.

La collezione comprende bikini, costumi da bagno, pantaloncini e magliette solari a maniche lunghe e corte. In ogni capo è fortemente presente lo stile tutto italiano: colori pastello, forme classiche e dettagli giocosi come i volant che ricordano lo spirito delle spiagge italiane.

Napoli - Luca non mangia le verdure, Camilla avanza sempre tutto quello che ha nel
“L’esposizione prolungata al sole e le frequenti scottature prima dei 15 anni di età aumentano
In Italia sono circa 60.000 i casi di intossicazioni acute registrati nell’ultimo anno, 19.500 dei
Ogni anno in Italia a circa 300 bambini viene diagnosticato un tumore osseo maligno. Per

Intossicazioni acute: in Italia 60.000 casi nel 2018 (19.500 bambini)

In Italia sono circa 60.000 i casi di intossicazioni acute registrati nell’ultimo anno, 19.500 dei quali bambini e adolescenti fino a 17 anni1. Questi i dati allarmanti presentati in occasione del Congresso della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP) – Sezione Umbria che fino al 30 marzo ha visti riuniti a Perugia i massimi esperti di pediatria con l’obiettivo di discutere di importanti aspetti legati alle patologie emergenti del bambino. Nel nostro Paese, le intossicazioni acute in età pediatrica rappresentano oltre il 40% dei casi di avvelenamento segnalati ai Centri Anti Veleno (CAV) e costituiscono il 3% dei ricoveri ospedalieri e il 7% dei ricoveri d’urgenza, con un tasso di mortalità che oscilla tra 0,1% e 0,3%.2

 

Principali responsabili del 45% delle intossicazioni acute sono i farmaci. A seguire prodotti per l’igiene domestica (26%), pesticidi (7%), alimenti (4,7%), prodotti industriali (3%), piante (2,3%).2

Nausea, vomito, tachicardia, cefalea e, nei casi più gravi, perdita di coscienza e convulsioni. Questi i principali sintomi delle intossicazioni acute che possono manifestarsi immediatamente dopo l’ingestione/inalazione oppure presentarsi anche dopo 12-48 ore. Nell’88% dei casi l’ambito domestico è il luogo principale in cui avviene l’intossicazione e il 92% si verifica in maniera accidentale.

 

“Davanti a un sospetto di avvelenamento è indispensabile individuare la tipologia della sostanza tossica ingerita e consultare immediatamente il pediatra o recarsi tempestivamente in un Pronto Soccorso – ha commentato la Prof.ssa Susanna Esposito, Coordinatore Scientifico del Congresso SIMEUP Umbria e Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia -. È altrettanto opportuno ricordare di non indurre il vomito in caso di ingestione schiumogena o caustica. Nel caso in cui vi fosse un contatto cutaneo è necessario rimuovere gli indumenti contaminati e lavare accuratamente la cute, senza strofinare con acqua corrente, mentre nel caso di contatto con gli occhi è opportuno un lavaggio prolungato a palpebre aperte con acqua a getto continuo. Si tratta di misure generali di primo soccorso pre-ospedaliero che possono rivelarsi importantissime. Fondamentale, poi, portare con sé il contenitore della sostanza responsabile e accertarsi della quantità ingerita e del tempo trascorso dall’assunzione.”

 

Nel lattante e nella prima infanzia la causa principale di intossicazione acuta è da attribuirsi alla non corretta somministrazione di farmaci: il sovradosaggio e l’interazione tra più principi attivi possono portare ad intossicazione.

 

“Il bambino acutamente intossicato, soprattutto nei primissimi anni di vita, può presentare un quadro clinico molto diverso rispetto all’adulto – ha evidenziato Franca Davanzo, Direttore S.C. Centro Antiveleni Dipartimento Emergenza Urgenza – E.A.S. Ospedale Niguarda di Milano -. Questo in rapporto all’immaturità anatomo-funzionale degli organi bersaglio. La conoscenza di tali specificità è essenziale per il pediatra e per l’infermiere chiamati al primo intervento e alla successiva assistenza del bambino intossicato, sul territorio o in Ospedale. Solo dopo i 5-6 anni di età, soprattutto per quanto riguarda le alterazioni dello stato di coscienza, la risposta clinica all’insulto tossico diventa simile a quella dell’adulto”.

 

Le intossicazioni acute in età pediatrica si registrano soprattutto in fasce orarie in cui i genitori sono impegnati nella preparazione dei pasti e conseguentemente meno attenti alla sorveglianza dei bambini. Nella maggior parte dei casi, gli avvelenamenti accidentali potrebbero essere evitati seguendo delle precise regole:

 

  • Conservare i prodotti potenzialmente tossici, anche farmaci, fuori dalla portata dei bambini
  • Non travasare questi prodotti in recipiente ad uso alimentare
  • Non mixare prodotti diversi per l’igiene domestica, ad esempio acidi con candeggina
  • Non somministrare farmaci senza prescrizione medica e attenersi scrupolosamente al foglietto illustrativo
  • Conservare i farmaci nella loro confezione originale e non lasciarli incustoditi
  • Non ingerire bacche o parti di piante
  • Non raccogliere funghi se non si è particolarmente esperti e tanto meno ingerirli
  • Verificare il corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento per contrastare il rischio di intossicazione da monossido di carbonio

 

Bibliografia

  1. Report annuale 2018 del Centro Antiveleni di Milano
  2. Gruppo di studio di tossicologia pediatrica SIMEUP

 

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Tumori maligni nei bambini: serve lavoro di squadra

Ogni anno in Italia a circa 300 bambini viene diagnosticato un tumore osseo maligno. Per aumentare le percentuali di guarigione serve un lavoro di squadra. Lo dice, in occasione della Giornata internazionale contro il cancro infantile, il dott. Primo Andrea Daolio, Direttore dell’Ortopedia Oncologica dell’ASST Gaetano Pini-CTO che dagli anni 80 lavora per curare adulti e bambini affetti da queste patologie.

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Un viaggio verso la normalità e la guarigione, pensato per le donne che stanno affrontando
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TUMORI, GLI ULTIMI NUMERI - In Italia, nel periodo che va dal 2003 al 2018,
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