Cosenza: il Bambin Gesù delle mani del Pintoricchio

Dal 6 dicembre 2019 all’11 gennaio del 2020 a Cosenza, Palazzo Arnone, in una sala della Galleria
Nazionale di Cosenza, verrà esposto Il Bambin Gesù delle mani, una straordinaria opera del Pintoricchio
risalente alla fine del 1400.

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La Regione Marche, in collaborazione con ENIT - Agenzia Nazionale Turismo e Aerdorica Aeroporto delle
Due progetti espositivi in relazione al grande artista marchigiano Giuseppe Uncini. Dopo la mostra antologica
A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con
Dopo il grande successo riscosso durante l'estate, la mostra "ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla
Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William

‘Raffaello Una mostra impossibile’ all’Aeroporto delle Marche

La Regione Marche, in collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale Turismo e Aerdorica Aeroporto delle Marche e con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, presenta Raffaello Una mostra impossibile, dando così il via alle celebrazioni per il 500° anniversario dalla morte del maestro urbinate previste per il 2020.

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Un 2020 per la Regione Marche che si preannuncia ricco di attività e iniziative, a
Livorno – Sabato 7 dicembre 212 allievi frequentatori dell’Accademia Navale di Livorno hanno giurato fedeltà
A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con
Dopo il grande successo riscosso durante l'estate, la mostra "ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla
Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William

Giuseppe Uncini, l’artista marchigiano in due mostre

Due progetti espositivi in relazione al grande artista marchigiano Giuseppe Uncini.

Dopo la mostra antologica alla GNAM di Roma, anche Milano e Termoli dedicano la loro attenzione al maestro della scultura in cemento.

 

La Fondazione Marconi di Milano, grazie al contributo critico dello storico dell’arte Bruno Corà e a una stretta collaborazione con l’Archivio Opera Giuseppe Uncini, mira oggi a documentare l’evoluzione della lunga e approfondita indagine dell’artista sul tema delle ombre con una ampia serie di opere realizzate tra il 1968 e il 1977.

Giuseppe Uncini. La conquista dell’ombra sarà aperta al pubblico fino al 21 dicembre 2019.

 

Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli, primo e nuovo museo d’arte contemporanea in Molise, sceglie invece di ripercorrere le tappe principali della ricerca di Giuseppe Uncini, dedicandogli una preziosa mostra antologica GIUSEPPE UNCINI / TEMOLI 2019 a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio e aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2020.
Si tratta del primo progetto espositivo della programmazione per il biennio 2019 – 2020 del neonato museo molisano, inaugurato nello scorso aprile e con il quale il MACTE intende, a partire da questa mostra, valorizzare la storia del Premio Termoli, rendendo la Collezione Permanente del Museo luogo e punto di partenza per un dialogo e un confronto tra artisti di diverse generazioni.

La Regione Marche, in collaborazione con ENIT - Agenzia Nazionale Turismo e Aerdorica Aeroporto delle
A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con
Dopo il grande successo riscosso durante l'estate, la mostra "ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla
Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William

A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con Marco Pandolfi, con il patrocinio del Comune di Potenza Picena, organizza la mostra “Il Torino Campionissimo”, nel ricordo della magnifica squadra di calcio tragicamente scomparsa il 4 maggio 1949 nei cieli di Superga.

Il Titolo della mostra trae spunto da un numero speciale del Calcio Illustrato uscito subito dopo la tragedia e intitolato proprio “Il Torino Campionissimo”

Nelle due sale della Galleria troveranno luce le memorie provenienti dal Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata che per l’occasione ha messo a disposizione una serie di fotografie, documenti, quotidiani dell’epoca, palloni, scarpe e frammenti del G212 caduto a Superga il 4 maggio 1949. Questi reperti saranno accompagnati da alcuni disegni a pastello su carta dedicati anch’essi alla leggendaria squadra granata, opera di Giampaolo Muliari, Direttore del Museo del Grande Torino presente all’inaugurazione.

Dal 2008 il Museo del Grande Torino si trova a Grugliasco (cintura di Torino) negli negli spazi di Villa Claretta Assandri, complesso architettonico del XVII secolo dedicato interamente alla storia granata, raccontata dalle origini ai giorni nostri. Il Museo è gestito da sempre dall’Associazione Memoria Storica Granata, costituita nel 1995 senza alcun scopo di lucro con il solo fine di custodire e tramandare la memoria del Torino, i cui volontari operano per pura passione e in totale gratuità. Il cuore centrale del museo ripercorre la più straordinaria vicenda della storia del calcio Italiano, quella del Grande Torino, una squadra che nel trionfo e nella tragedia riuscì ad unire una intera Nazione appena uscita dagli orrori della guerra. Un simbolo di rinascita e di speranza che a settant’anni dalla tragedia di Superga rivivrà anche a Porto Potenza Picena.

La mostra sarà inaugurata sabato 26 ottobre alle ore 17.30 e resterà aperta fino a sabato 16 novembre, visitabile nelle giornate di sabato e  domenica con orari 11.00-13.00 e 16.00-19.00. Ingresso libero

INFO

Ingresso libero.

Inaugurazione venerdì 28 giugno ore 18.00

Apertura mostra dal 28 giugno al 14 luglio venerdì, sabato e domenica ore 21.00 – 23.00

Info 0733 1776765 e tramite i canali social di MayDay, Facebook e Instagram

MayDay: via IV Novembre, Porto Potenza Picena

Due progetti espositivi in relazione al grande artista marchigiano Giuseppe Uncini. Dopo la mostra antologica
Dopo il grande successo riscosso durante l'estate, la mostra "ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla
Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William
Lo si può leggere di lui sfogliando le pagine del mensile Arte o del Venerdì di Repubblica. Si

Fano, ‘Italiani al mare Italiani al mare’ prorogata la mostra

Dopo il grande successo riscosso durante l’estate, la mostra “ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla Collezione Enrico Minisini“, a cura di Andrea Tomasetig ed Enrico Minisini, è visitabile ancora per due settimane, fino al 29 settembre, a Fano nei suggestivi spazi della Galleria Creval presso Palazzo Corbelli.

Il percorso espositivo propone cinquant’anni di cinema balneare, frizzante filone della commedia all’italiana, e si snoda tra un centinaio di manifesti, locandine e fotobuste, tutti in prima edizione originale provenienti dalla vasta Collezione Minisini, capace di offrire uno spaccato del nostro Paese attraverso le abitudini vacanziere degli italiani, dalla metà del Novecento alle soglie del nuovo millennio.

L’esposizione prende le mosse da “Cinema in Bikini”, mostra inaugurata ad inizio giugno con grande successo a Lignano Sabbiadoro, e a Fano dedica spazio non solo alla bella stagione ma anche alle atmosfere più meste e silenziose del mare d’inverno, con alcuni pezzi riferiti alla celebre pellicola I vitelloni di Federico Fellini del 1953.

Il ricco repertorio alla Galleria Creval presenta quindi le grafiche dei film dal 1949 al 1999, molte delle quali vere e proprie opere d’arte della “scuola italiana del manifesto cinematografico”, come la definisce Stefano Salis, tra le più importanti a livello internazionale, a firma di grandi “pittori del cinema” come Enrico De Seta, Sandro Symeoni, Nano (Silvano Campeggi), Anselmo Ballester, Angelo Cesselon, Alfredo Capitani, Giorgio Olivetti, Renato Casaro, e stimola nel contempo una riflessione sul ruolo della pubblicità legata al cinema e sulla sua iconografia così caratteristica e riconoscibile per il grande pubblico.

Semplice e immediato per essere recepito subito dall’osservatore, il linguaggio pittorico sa anche raggiungere punte di alta raffinatezza e costituisce così una parte importantissima dell’immaginario visivo italiano. “Sono un’esplosione dei colori dell’estate – dichiara Andrea Tomasetig – coniugata ai simboli delle vacanze al mare: la sabbia, il sole, l’ombrellone, le vele in lontananza, le belle in bikini e i maschi in agguato. La mostra è l’occasione per riscoprire, oltre a un filone di successo del cinema popolare con attori e attrici famosi come protagonisti, grafici di valore e un capitolo della storia sociale e del costume in Italia, dal secondo dopoguerra alla fine del ‘900”.

L’evento si concentra in particolar modo sugli anni Cinquanta e Sessanta, i decenni del boom economico, età di un più diffuso benessere, delle prime vacanze al mare, dei juke-box agli angoli dei bar, della Fiat 500. Il cinema e la musica, anche grazie al diffondersi della televisione, dettano gli stili di vita e la settima arte conquista così la scena con una serie di film scanzonati, e non solo, girati sotto il sol leone nelle principali località balneari, dalla Riviera adriatica a Ischia, Capri e Taormina.

Tutti gli attori famosi e i divi più popolari, da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Aldo Fabrizi, Totò, Franco e Ciccio, Raimondo Vianello, Vittorio Gassman e molti cantanti in voga, come Mina, Ornella Vanoni, Jimmy Fontana, Miranda Martino, Gianni Meccia, Enrico Polito chiamati a interpretare i “tormentoni” dell’estate – uno su tutti Pinne fucile ed occhiali di Edoardo Vianello nel film Canzoni… in bikini di Giuseppe Vari del 1963 – sono presenze importanti in queste pellicole, che via via definiscono i personaggi tipici del bagnino, del commendatore donnaiolo, del playboy, della ragazza in cerca di marito, delle mogli al mare e dei mariti in città, all’insegna di umorismo e comicità.

Con gli anni Settanta il cinema balneare si evolve in film dai contenuti più “espliciti” e poi nei cinepanettoni, tipici dei fratelli Vanzina, anni Ottanta e Novanta; anche nella comunicazione si assiste a un cambiamento: dal manifesto disegnato si passa a quello fotografico, così come dal bikini si arriva al topless. Il percorso espositivo termina quindi con la locandina di un film simbolo della società italiana in vacanza al mare a metà anni Novanta: Ferie d’agosto del 1996 di Paolo Virzì.

Afferma Enrico Minisini “la rassegna è uno specchio dell’Italia che cambia visto dalla spiaggia, più immediato di un trattato di sociologia” e un invito “a gettare uno sguardo curioso e indagatore su un fenomeno di massa, che ha contribuito a costruire la storia collettiva dell’Italia”. Un’Italia che ha voglia di divertimento e di spensieratezza.

La mostra gode del patrocinio del Comune di Fano ed è organizzata dalla Città di Lignano Sabbiadoro, Assessorato alla Cultura e Biblioteca Comunale, e realizzata dall’Associazione Culturale “Noi… dell’Arte”, in collaborazione con la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.

Accompagna l’esposizione un esaustivo catalogo con testi di Stefano Salis e dei curatori Andrea Tomasetig e Enrico Minisini, con un ricco apparato iconografico.

Dal 6 dicembre 2019 all’11 gennaio del 2020 a Cosenza, Palazzo Arnone, in una sala
La Regione Marche, in collaborazione con ENIT - Agenzia Nazionale Turismo e Aerdorica Aeroporto delle
Due progetti espositivi in relazione al grande artista marchigiano Giuseppe Uncini. Dopo la mostra antologica
A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con
Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William

William Wegman “Being Human” al Museo d’arte della Svizzera italiana

Dall’8 settembre 2019 al 6 gennaio 2020 il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta l’esposizione William Wegman. Being Human: una selezione di circa cento immagini del celebre fotografo statunitense William Wegman che hanno come soggetto privilegiato i cani di razza Weimaraner.

 

William Wegman, eclettico maestro dell’arte contemporanea americana, è un rinomato e versatile artista, capace di destreggiarsi abilmente tra pittura, disegno, fotografia, film, video, libri e performances. Wegman è divenuto celebre nel panorama artistico mondiale per le serie di immagini con protagonisti i suoi cani. A partire dagli anni Settanta, dall’incontro con il suo primo Weimaraner – chiamato Man Ray –, il fotografo ha fatto degli esemplari di questa razza il soggetto principale dei suoi scatti, rappresentando – attraverso queste muse sui generis –personaggi, tendenze di moda e movimenti della storia dell’arte con acume e ironia.

 

Man Ray, Fay Ray, Penny, Bobbin, Chip, Chundo, Crooky – tutti nomi dei suoi Weimaraner – e diverse generazioni di cuccioli sono gli assoluti protagonisti di Polaroid di grande formato: istantanee in un unico esemplare, non ritoccate, che esaltano tanto la spontaneità dei soggetti, quanto l’abilità del fotografo e permettono di apprezzare l’eccezionale sintonia fra l’artista e i suoi cani. Ogni scatto si può considerare il risultato di una collaborazione, prima ancora che la creazione di un unico artefice.

 

Being Human ripercorre l’evoluzione di questa singolare relazione artistica lunga trent’anni, mettendo in scena una sorta di specchio della natura umana. “Si tratta davvero di cani? Being Human – spiega il curatore dell’esposizione William A. Ewing – suggerisce il contrario: questi soggetti siamo noi; noi siamo loro: la casalinga, l’astronauta, l’avvocato, il prete, il contadino, persino un…dog-sitter! Alcuni posano con orgoglio e sicurezza, altri manifestano incertezza o vulnerabilità: si tratta di esseri umani!

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William Wegman Casual 2002 Polaroid a colori Proprietà dell’artista  © William Wegman

William Wegman  Quey, 2017 Polaroid a colori Proprietà dell’artista

© William Wegman

Il percorso espositivo si compone di novanta Polaroid selezionate da William A. Ewing, curatore della mostra, in stretta collaborazione con l’artista e si suddivide in capitoli, ognuno dei quali raccoglie opere di tipologia soggetti affini o collegate da allusioni visive analoghe. La sezione People like us presenta ritratti di tipologie umane interpretate da cani quali il dandy, il prete, l’astronauta, la signora con la permanente. Le personalità sono così ben individuate che ci sembra di poter immaginare il passato e la psicologia di ognuno dei soggetti. Tales (letteralmente ‘racconti’ ma, per omofonia, anche ‘code’) raggruppa sia ritratti storici, calati in scenografie elaborate su fondali dipinti, sia ritratti contemporanei che spaziano dai rimandi letterari a quelli cinematografici. Dalla metamorfosi del cane in uomo, si arriva ai travestimenti paradossali e grotteschi di Zoo e Masquerades: i Weimaraner, nascosti dietro una maschera o un costume scenico, perdono parte della loro fisionomia o si adattano alle sembianze di altri animali, fino ad assumerne totalmente i tratti, siano essi Chow chow, gatti o lupi. La sezione Nudes raccoglie le fotografie in cui il corpo atletico e agile del cane diventa struttura materica per composizioni astratte, mentre in Hallucinations si passa alla dissolvenza completa del corpo e della sua forma: i soggetti vengono trasfigurati in presenze fantasmatiche.
Le foto della serie Vogue ripercorrono decenni di storia della moda – dal casual alla haute couture – interpretandoli con eleganza e aplomb canine. Si arriva al citazionismo artistico con la sezione intitolata Cubists dove i Weimaramer sono immortalati in equilibrio su cubi e parallelepipedi. In una delle opere della serie si vede uno di questi poggiare le zampe anteriori su un grande cubo nero, tenuto in equilibrio sullo spigolo da un cubo bianco più piccolo: un Malevic con l’intruso. In Color fields le intrusioni a quattro zampe hanno la funzione di turbare l’ordine cromatico e, al contempo, di separare le differenti campiture di colori. Infine, il gioco di equilibri e geometrisimi viene ripreso nell’ultima sezione Sit/Stay, in cui si vedono cani, sdraiati o in piedi, tenere in equilibrio gli oggetti più disparati: la tensione fra l’immobilità del soggetto e le elaborate composizioni, poggiate sul muso o sul dorso del modello, rimandano alle regole di proporzione tanto amate nella storia dell’arte.

 

Completa il percorso espositivo una selezione di film girati da Wegman a partire dagli anni Settanta. Anch’essi interpretati da Weimaraner, sfruttano l’involontario talento comico dei cani per mimare ironicamente le performance filmate degli artisti concettuali o mettere in scena i luoghi comuni sull’arte e gli artisti.

 

L’esposizione Being Human è un progetto della Foundation for the Exhibition of Photography, Minneapolis/ New York/ Paris/ Lausanne in collaborazione con il Museo d’arte della Svizzera italiana, curata da William A. Ewing, curatore indipendente e già direttore del Musée de l’Elysée di Losanna. L’appuntamento luganese è la prima tappa di un tour nei musei europei promosso dalla Fondazione.

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William Wegman Newsworthy 2004 Polaroid a colori Proprietà dell’artista © William Wegman

Doppio appuntamento domenica 8 settembre con William Wegman al MASI di Lugano:

 

  • Ore 11.00 presso il MASI Museo d’arte della Svizzera italiana, in occasione dell’apertura della mostra William Wegman Being Human, si terrà l’Artist Talk con William Wegman nella hall del museo. Interverranno insieme al fotografo il direttore del MASI Tobia Bezzola e Martin Kunz curatore e critico d’arte.
    Il talk si terrà in inglese, con possibilità di traduzione simultanea in italiano.
  • Ore 14.30 presso il K10 Kunzarchive in Via Lavizzari, 10 a Lugano verranno proiettati alcuni video storici e il documentario William Wegman at Work, realizzato da Martin Kunz per The New York Kunsthalle nei primi anni Novanta. Questi materiali saranno presentati per la prima volta in Europa e costituiranno un piccolo e suggestivo accompagnamento alla mostra.
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William Wegman Upside Downward 2006 Polaroid a colori Proprietà dell’artista © William Wegman

La Regione Marche, in collaborazione con ENIT - Agenzia Nazionale Turismo e Aerdorica Aeroporto delle
Due progetti espositivi in relazione al grande artista marchigiano Giuseppe Uncini. Dopo la mostra antologica
A 70 anni dai tragici eventi di Superga lo spazio espositivo MayDay, in collaborazione con
Dopo il grande successo riscosso durante l'estate, la mostra "ITALIANI AL MARE. MANIFESTI CINEMATOGRAFICI 1949-1999. Dalla