Successo per il Salone del Mobile.Milano Shanghai

La Cina si conferma la nuova frontiera del design:
successo per la quarta edizione del Salone del Mobile.Milano Shanghai

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Bologna - Non una mostra ma un vero e proprio “laboratorio” di storia e cultura
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Sempre più millennial sceglie il locale in cui bere o mangiare in base al design

Il Novecento attraverso arte, design, pubblicità, industria

Bologna – Non una mostra ma un vero e proprio “laboratorio” di storia e cultura del Novecento, per raccontare il secolo della modernità – quello in cui nasce e si sviluppa la creatività italiana come oggi la conosciamo – attraverso un caleidoscopio espositivo che spazia dalle arti figurative al design industriale, dalla pubblicità al cinema, dalla fotografia alla televisione, dai tessuti alle riviste. Inaugura venerdì 22 novembre prossimo L’archivio animato. Lavori in corso, un nuovo concept di mostra con il quale Fondazione Cirulli con sede a San Lazzaro di Savena (Bologna) presenta al pubblico la sua peculiare identità di luogo di sperimentazione tra archivio e spazio espositivo.

Il progetto, realizzato grazie alla consulenza e supervisione di Jeffrey Schnapp, fondatore e direttore del metaLAB dell’Università di Harvard e figura di riferimento nel campo dell’umanistica digitale, costruisce una narrazione potente ed agile del secolo breve attraverso i materiali diversi ed eterogenei che compongono la collezione “panoramica” di Fondazione Cirulli, la cui sede è lo storico edificio simbolo dell’architettura moderna italiana, progettato e realizzato nel 1960 dagli architetti e designer milanesi Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Dino Gavina. Un capolavoro di progettazione che nel corso degli anni si è trasformato in un luogo crocevia d’incontri che ha segnato la storia della cultura visiva e del design industriale del XX secolo e che oggi, grazie alla Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, viene restituito alla città come luogo di cultura e creatività.

Il capolavoro artistico, le arti decorative, la comunicazione, il design industriale e la cultura materiale e visiva, e ancora fotografie, disegni, quadri, sculture, oggetti, manifesti, volantini, carteggi, progetti architettonici, tessuti, riviste, libri: sono le forme di comunicazione socio-culturale che compongono le 19 sezioni di mostra, intrecciandole in un racconto polifonico sul Novecento con oltre 200 opere. Così, accanto ad una selezione di “Frammenti di ‘900” con dipinti dei primi tre decenni del secolo, il capitolo dedicato a “Il tessuto della modernità” offrirà una selezione di progetti grafici per tessuti di arredamento – settore allora in forte espansione – realizzati per la Triennale di Milano negli anni Cinquanta dai più rinomati artisti del panorama italiano, come Gio Ponti, Ettore Sottsass, Lucio Fontana, Enrico Prampolini, Bice Lazzari, Fede Cheti e tanti altri. “Fermo immagine” racconta attraverso i volti del cinema e della televisione degli anni Sessanta gli entusiasmi del boom economico: un capitolo, quello della televisione, ripreso anche nella sezione “Munari, Carboni e la RAI” che racconta l’innovazione grafica della televisione pubblica ad opera dei due artisti negli anni Cinquanta. E ancora il racconto della modernità attraverso le produzioni industriali, dalle macchine all’illuministica, la documentazione fotografica della vita nell’entroterra emiliano del Dopoguerra con le immagini di Enrico Pasquali e quelle glamour di Arturo Ghergo, maestro della fotografia italiana. E naturalmente la pubblicità: dal pannello decorativo realizzato da Xanti Schawinsky, maestro del Bauhaus, per il negozio Olivetti di Torino, un vero capolavoro del razionalismo europeo, ai cartelloni pubblicitari originali di inizio secolo scorso, dal design anonimo delle “carte pasticcere” brandizzate, realizzate negli anni Trenta per i più importanti bar d’Italia, all’evoluzione dei loghi attraverso un’accurata documentazione.

“Abbiamo voluto allontanarci da formati espositivi museali troppo rigidi per avventurarci in una sorta di “terra di nessuno”, in cui invece del grande racconto si cerca la molteplicità, la simultaneità e l’agilità, valori futuristi per eccellenza (ma anche valori del tutto contemporanei), tramite l’adozione di formati ibridi, leggeri e freschi – spiega il curatore Jeffrey Schnapp. L’archivio animato, che fa leva sulla diversità e l’eterogeneità di una collezione panoramica come quella della Fondazione Cirulli, non propone al pubblico solo prodotti e soluzioni ma avanza problemi, sollecita ricerche, compone puzzles e suggerisce istanze di accesso diretto a materiali spesso non canonici che raccontano la storia del ‘900 italiano”.

“Durante tutta la durata della mostra verranno organizzati incontri e conferenze con la partecipazione di esperti e studiosi del settore, per focus sulle tematiche delle varie sezioni, a comporre una ricca proposta di eventi culturali – dicono Massimo e Sonia Cirulli –. Il nostro obiettivo è infatti quello di aprire lo spazio della Fondazione per farne un luogo di costruzione di contenuti, un vero e proprio laboratorio permanente di storia e cultura del Novecento”.

Maxi installazioni fotografiche, performance di danza e una mostra con 15 scatti d’autore per combattere
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Liquida a ‘Made in Marche: il bello, i miti, i maestri’

Le Marche sono sempre più conosciute nel mondo come una regione che coniuga saper fare artigianale e industriale, innovazione e design, arte e cultura, mettendoli al centro di manifestazioni di respiro internazionale. Un connubio, quello tra ricerca e design, razionalità e creatività, che da sempre ispira TVS nella progettazione e realizzazione dei suoi prodotti di cottura. Ecco perché TVS, azienda con 50anni di esperienza nel settore cookware e leader nel mercato degli strumenti di cottura in alluminio antiaderente, è fiera di essere stata scelta per partecipare a “Made in Marche: il bello, i miti, i maestri” con Liquida, elegante linea già insignita nel 2013 del prestigioso Premio per l’Innovazione ADI Design Index e nel 2014 della altrettanto importante Menzione d’Onore alla XXIII edizione del Compasso d’Oro.

Organizzata dalla municipalità di Ascoli Piceno, in collaborazione con la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino (sede di Ascoli Piceno), che nel 2019 festeggia 25 anni di attività, l’ADI MAM (Associazione per il Disegno Industriale Marche, Abruzzo e Molise) e la rete dei Musei Civici, la manifestazione è dedicata al mondo del design. Ad ospitarla, dall’11 giugno al 28 luglio 2019, è la storica Pinacoteca della città: sarà un’occasione unica per ammirare una selezione delle migliori produzioni del design marchigiano contemporaneo, confrontandole con le collezioni di prestigiosi oggetti storici di arte e design custodite nella galleria.

Esempio perfetto della collaborazione tra TVS e i maggiori istituti italiani di design, Liquida è frutto della creatività del designer Angelo di Porto, ai tempi studente dello IED di Milano, e oggi una delle linee iconiche dell’azienda. Come nella migliore tradizione TVS, Liquida è innovativa, funzionale e completa, mixando al meglio stile inconfondibilmente made in Italy e forte contenuto di praticità.

Caratterizzati da un elegante bianco, gli elementi che compongono la gamma Liquida si contraddistinguono per le distintive e accattivanti forme sinuoseche ne fanno veri e propri oggetti di design, tanto da poter essere sfoggiate a tavola come strumento di portata. Senza inficiare le performance in cucina, che sono davvero notevoli: il corpo in fusione di alluminio è infatti ideale per condurre il calore e stabilizzare la temperatura durante la cottura. Il rivestimento in Galatek assicura ottima antiaderenza e resistenza a graffi e abrasioni; la versatilità è massima: padella, casseruola, tegame, wok e bistecchiera sono utilizzabili su gas, piastra elettrica e vetroceramica radiante e addirittura in forno grazie all’elegante manico in acciaio.

Essere presenti a questo evento – afferma Giuseppe Alberto Bertozzini, CEO TVS – è per noi un grande onore. E siamo felici che gli organizzatori abbiano individuato in Liquida il migliore testimonial del nostro saper fare. Questa linea sintetizza infatti in sé creatività e design senza perdere di vista le doti di maneggevolezza, praticità, sicurezza e qualità di cottura: tutti elementi che ci hanno resi famosi nel mondo consentendoci di contribuire a portare in alto anche il prestigio delle Marche”.

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Scoppia la “food design mania” tra i millennial

Sempre più millennial sceglie il locale in cui bere o mangiare in base al design che lo contraddistingue e alla sua “instagrammabilità”

Il cibo è ormai diventato sinonimo di fashion e design. La capacità di far vivere un’esperienza unica e di offrire uno spazio accogliente sono le caratteristiche più ricercate dai consumatori, soprattutto dalle nuove generazioni. Scenario confermato da una ricerca pubblicata sul portale britannico The Independent, secondo cui oltre il 40% dei millennial ha ammesso di ritenere l’estetica della tavola come il requisito fondamentale per la scelta di un locale; un fenomeno che si ripercuote a cascata su tutto ciò che i giovani pubblicano sui social per comunicare con un post quale piatto hanno mangiato e il locale prescelto. Questo può rappresentare quindi anche un fattore da cui dipende il giro d’affari e la reputazione online dei ristoranti, dato che secondo uno studio americano pubblicato su Business Insider, il 99% degli appartenenti alla Generazione Z e dei nativi digitali sceglie il mondo dei social e delle recensioni come uniche fonti attendibili. Basta pensare che su Instagram l’hashtag #FoodDesign compare oltre 350mila volte, segno di un vero e proprio trend. È quanto emerge da uno studio condotto in occasione della Milano Design Week da Espresso Communication su testate internazionali dedicate a lifestyle, attualità e tendenze, coinvolgendo inoltre un panel di esperti di food design e dello stile a tavola, per Vitavigor, storico marchio milanese di grissini che ha recentemente realizzato un nuovo packaging di grissini fashion ed esclusivo che si contraddistingue per la scelta estetica delle righe. “L’estetica della tavola è ormai divenuto il paradigma dei migliori locali al mondo. Per allinearci con le tendenze globali del lifestyle abbiamo aggiunto un pizzico di glamour e un tocco di eleganza alle bustine dei nostri grissini – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Sono infatti custoditi in fashion bustine a righe che esaltano gli occhi e i palati dei ristoratori e dei clienti più esigenti. Ma non è solo una questione di tendenza perché la scelta di una texture rigata celebra il legame con Milano, la capitale mondiale della moda, riprendendo le scanalature dell’architettura gotica del Duomo, simbolo della nostra città. L’importanza del food design ha permesso ai ristoratori di tutto il mondo di attirare numerosi clienti e focalizzarsi sul glamour da portare a tavola: è proprio seguendo questi nuovi trend che abbiamo sviluppato le nostre Fashion Bustine, grazie alle quali il ristoratore può offrire alla sua clientela un prodotto di alta qualità con un’immagine di design, oggi un unicum nel nostro mercato”.

 

Quella del food design è una tendenza che, partendo dai social, ha influenzato le scelte stilistiche di alcuni dei migliori ristoranti e locali in giro per il mondo, che oggi sono secondo gli esperti di stile a tavola tra i più “instagrammabili”: dal Loulou di Parigi, raffinata interpretazione del “vivere parigino” che presenta tavoli in cuscinatura di velluto blu, al Noma di Copenaghen, concepito a livello architettonico come un vero e proprio villaggio scandinavo. Dal White Rabbit di Mosca, locale alla moda che serve cucina russa contemporanea al sedicesimo piano del Centro commerciale “Smolenskij passazh”, proprio di fronte al Ministero degli Esteri, allo Sketch Gallery di Londra, tappa imprescindibile per gli amanti del cibo a due stelle Michelin e per coloro che vogliono vivere un’esperienza sensoriale completa. E ancora dal Palm Court di New York, struttura di un’eleganza sobria con tavoli circondati da palme, al Takazawa di Tokyo, raffinato locale con una sala quadrata rivestita in legno e una cucina in acciaio lucido che funge da palcoscenico per lo chef. Nella “top 10” dei locali più instagrammabili rientrano anche l’Elon Café di Londra, il primo bar total pink con mura rivestita internamente di fiori, il 230 Fifth di New York, location perfetta per gustare un cocktail al quinto piano di uni dei grattacieli più alti nel centro della Grande Mela, il Nobu Malibu, ristorante glamour di Malibu per un lauto pranzo con vista sulla magnifica spiaggia californiana, e il Catch di Los Angeles, il locale più fashion di tutta la West Hollywood.

 

E l’importanza dell’estetica di un locale e del modo di servire un piatto è confermata anche dai maggiori esperti del settore: “Sono da sempre una fanatica dell’estetica in generale e credo che l’unione di tutti i sensi aiuti a vivere appieno un’esperienza, e quindi memorizzarla nel tempo – spiega Ilaria Forlani, pastry chef premiata nel 2017 ai Lux Food Drinks Awards Uk di Londra – Oggi, anche nel mondo della ristorazione tutto viene passato sotto lo scanner dei social che prediligono il bello e l’instagrammabile. Creare un piatto che stupisca, che possa essere fotografato e condiviso prima di essere assaporato è quello che fa sempre la differenza. E lo stesso dicasi per i locali: in un panorama sempre più in competizione, vince chi presenta l’atmosfera più glamour tra tutti”. Pensiero condiviso anche da Francesca Zampollo, fondatrice della Online School of Food Design, ricercatrice e consulente in Food Design Thinking: “La filosofia del Food Design Thinking aiuta a sorpassare il concetto di tavola e di piatto verso l’esperienza del cibo nella sua totalità, dove il sapore diventa coerente con luci e musica. Il piatto diventa un tutt’uno, il servizio e il tavolo entrano in simbiosi con l’aspetto visivo del cibo, il tutto verso una modalità progettativa che si muove beyond the plate. Il Food Design, infatti, esplora in profondità i confini dell’interazione tra uomo, cibo e tavolo”. Mangiare è ormai diventato un atto esperienziale che mette in moto tutti i sensi, non solo quello del gusto: “Quando si mangia non si compie un atto puramente necessario, ma si vive un’esperienza che rimarrà per sempre nei nostri ricordi – afferma Ilaria Innocenti, designer e art director emiliana che nel 2010 ha fondato Ilaria.I – Per questo motivo diventa indispensabile sperimentare nuovi modi di servire il cibo e il design può dare il suo contributo per poter far vivere un’esperienza personalizzata. Il mio consiglio è quello di rendere l’atmosfera dei propri locali più esotica, portando a tavola materiali insoliti come il cemento, il metallo e il legno, allontanandosi dallo standard comune della porcellana”.

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