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È umbro il Miglior ristorante italiano dell’olio 2023

L’Umbria trionfa ancora una volta al concorso nazionale Turismo dell’Olio, l’iniziativa promossa dall’associazione nazionale Città dell’Olio che premia le migliori esperienze italiane di oleoturismo. Ad aggiudicarsi il primo premio assoluto della terza edizione, nella categoria ristorazione, è Il Frantoio di Assisi, guidato dallo chef Lorenzo Cantoni, con l’esperienza “Evoluzione delle consistenze dell’olio”, la filosofia che contraddistingue le sue proposte culinarie. Un food concept che attinge alla tradizione, per offrire piatti innovativi gustosi, intensi, ma soprattutto salutari. Il benessere a tavola, è infatti uno dei punti fermi portati avanti dallo chef.

“Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo premio – affermano Elena Angeletti, seo della struttura, e lo chef Lorenzo Cantoni – perché conferma come la scelta intrapresa per il Frantoio, in questi ultimi anni, sia stata lungimirante. Incentrare tutta la cucina sull’extravergine, abolendo il burro animale al 100 per cento, fa sì che i nostri ospiti possano fare esperienze gastronomiche di qualità, mangiare piatti studiati per il loro benessere, privi di soffritti. Una scelta che si inserisce tra i punti cardini delle potenzialità legate all’oleoturismo, un settore dove la domanda dell’offerta turistica è in fase di sviluppo e di evoluzione, a partire dalle degustazioni dell’extravergine, un’esperienza che affianchiamo alle proposte culinarie del nostro menu”.

L’extravergine, l’ingrediente che fa la differenza.
Il Frantoio, forte di una lunga tradizione anche nell’ospitalità, con il Fontebella Palace Hotel, è un ristorante a due passi dalla Basilica di San Francesco che vanta mezzo secolo di storia. Un’avventura imprenditoriale iniziata con Giovanni Angeletti, il fondatore, e oggi portata avanti dalla figlia Elena, che negli ultimi anni ha deciso di fare un salto nel settore food per offrire un servizio di ristorazione fine dining di alto livello: nasce così il sodalizio con lo chef Lorenzo Cantoni. L’obiettivo del Frantoio diventa quello di diffondere la cultura olio-enogastronomica utilizzando l’extravergine non come condimento ma come ingrediente. L’olio evo è, dunque, l’elemento fondamentale della creazione di ogni piatto, la materia prima intorno alla quale viene costruita ogni pietanza che dalla tradizione viene riproposta in chiave contemporanea, attraverso appunto un gioco di tecniche, consistenze e temperature. E proprio grazie alla qualità e alle varietà degli oli utilizzati (oltre sessanta quelli selezionati in cucina), il Frantoio è nella Guida Michelin. Da oggi, per l’Associazione Città dell’Olio si riconferma anche il Miglior ristorante d’Italia 2023, un riconoscimento del quale si era fregiato anche nel 2022.

Umbria Rinascimentale, ad Acquasparta (Tr), “La Festa del Rinascimento”

Acquasparta (Tr), tornerà sotto i riflettori degli amanti delle tradizioni storiche e culturali dell’Umbria con la XXIV edizione del “La Festa del Rinascimento” che per quindici giorni, dal 10 al 25 giugno 2023, proporrà un fitto calendario di eventi storici e culturali, ma anche ludici e gastronomici, volti a celebrare la grande stagione rinascimentale attraverso la rievocazione dell’arrivo in città, al principio del seicento, del principe Federico Cesi detto il Linceo.

L’essenza del territorio di Acquasparta, come di tutta l’Umbria, è nell’integrarsi di antiche architetture, plasmate da secoli di storia, e paesaggio modellato dalla mano dell’uomo, in un succedersi di uliveti, boschi, vigne e campi coltivati, da cui nascono i tesori gastronomici della regione. Da questo equilibrio tra scenario naturale e azione antropica deriva la bellezza di Acquasparta che, pur vantando importanti testimonianze medievali, trae però dalla stagione rinascimentale il proprio punto di forza, grazie proprio al protagonismo di Federico Cesi.

Signore di Acquasparta e animatore di una corte raffinata e sfarzosa, ma anche scienziato e naturalista, cultore di botanica e astronomia, Federico Cesi seppe realizzare, coltivando i suoi numerosi interessi, un felice connubio di estetica rinascimentale e sapere scientifico, tanto da associare il suo nome alla fondazione, al principio del Seicento, dell’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica d’Europa di cui fu membro anche Galileo Galilei.

Acquasparta, che sembrerebbe derivare dal latino “ad aquas partes”, cioè la parte, il territorio delle acque, antica città probabilmente sorta sulle rovine di un insediamento romano, nei pressi del municipium di Carsulae, lungo l’antica via Flaminia, si inserisce in uno splendido scenario naturale, affacciato sulla valle del torrente Naia e verso i boschi dei Monti Martani. La cittadina, annoverata tra i Borghi più belli d’Italia, è un tipico borgo dell’Umbria, d’impianto medievale, storicamente parte integrante delle cosiddette “Terre Arnolfe”, area situata ai margini del ducato longobardo di Spoleto che venne data in feudo, nella seconda metà del X secolo, dall’imperatore Ottone I di Sassonia al conte Arnolfo, suo fedelissimo. Fu però l’affermarsi, nel corso del Cinquecento, della signoria della famiglia Cesi a trasformare Acquasparta nell’emblema del Rinascimento in Umbria, che ruota attorno alle architetture di Palazzo Cesi, fulcro del centro storico cittadino, oltre alla chiesa di Santa Cecilia, che ospita le tombe dell’illustre famiglia.

Lo stretto legame tra Acquasparta e il Rinascimento trova il suo momento di celebrazione, ormai da ventiquattro anni, ne “La Festa del Rinascimento”, che quest’anno si terrà dal 10 al 25 giugno, in una successione di iniziative storiche, rievocative, culturali, ma anche ludiche e gastronomiche, volte a celebrare l’arrivo in città di Federico Cesi detto il Linceo, che si trasferì ad Acquasparta poco dopo il matrimonio con la giovane Artemisia Colonna, avvenuto nel 1614. L’insediamento in città di Federico Cesi e della sua corte verrà rievocato con scrupolosa fedeltà storica e forte coinvolgimento degli abitanti, che saranno impegnati nella rievocazione storica dei festeggiamenti con cui la comunità umbra salutò l’arrivo in città di Federico Cesi, figura tra le più eminenti della cultura scientifica del primo seicento, studioso di astronomia e scienze naturali, ma anche principe dai gusti raffinati.

Attorno a lui e alla giovane moglie Artemisia ruotava una corte sfarzosa, attenta alla bellezza dell’abbigliamento e degli accessori indossati, gioielli, vesti, il corredo nuziale, i velluti, come testimonia l’inventario redatto da Matteo Iori da Montefalco, al servizio del notaio acquaspartano Paolo dei Pierleoni, su incarico del duca Federico Cesi nel 1615, poco tempo prima della prematura morte della moglie Artemisia Colonna. E’ proprio questo elenco di beni preziosi e raffinati ad aver fornito lo spunto per il tema portante della Festa del Rinascimento 2023, incentrato sulle “Trame”, non solo con riferimento alle trame tessili delle preziose vesti rinascimentali sfoggiate dalla corte cesiana, tra le più esigenti del Rinascimento umbro-romano in fatto di bellezza estetica, ma anche con riguardo alle trame di mistero che avvolgono le vicende storiche dell’Accademia dei Lincei e che legano l’attuale ricerca scientifica all’opera dei primi Lincei.

Attenendosi al fil rouge delle “Trame”, la XXIV “Festa del Rinascimento” si aprirà la sera di sabato 10 giugno con il “Grande Corteo delle Contrade” e saranno proprio le tre contrade del borgo – San Cristoforo, Porta Vecchia e Il Ghetto – a contendersi nei quindici giorni della festa le “chiavi” della città, sfidandosi in una serie di gare, cui il pubblico potrà assistere: la Gara Gastronomica, con la preparazione dal vivo di una ricetta della cucina rinascimentale, utilizzando gli ingredienti della tradizione umbra in una preparazione che poi viene sottoposta all’insindacabile giudizio della giuria designata da Slow Food Umbria; la Giostra dei Tamburi Sonanti, arricchita dallo spettacolo degli sbandieratori; il Grande Gioco dell’Oca, una riproposizione vivente, in costume, del gioco da tavolo le cui origini, nella sua versione moderna, risalgono alla seconda metà del Cinquecento; le Gare di Teatro in cui ogni contrada, con propri attori amatoriali mette in scena una libera interpretazione teatrale di un testo scritto prima del 1630 rielaborato ed adattato. Novità di questa edizione saranno i Giochi delle Dame, una serie di prove riservate alle donne delle contrade di tutte le età che dovranno sfidarsi in giochi ispirati alle attività quotidiane tradizionalmente riservate alle donne dell’epoca.

Oltre alle dispute tra contrade, il pubblico sarà coinvolto in un fitto calendario di iniziative collaterali, che condurranno alla scoperta del territorio e delle sue risorse ambientali, senza dimenticare le importanti testimonianze storico-artistiche e le eccellenze gastronomiche della tradizione umbra, come le escursioni guidate a cura di CTG (Centro Turistico Giovanile) e le degustazioni a palazzo Cesi condotte da A.I.S. (Associazione Italiana Sommeiller). Non mancheranno momenti di intrattenimento pensati sia per gli adulti che per i più piccoli: spettacoli teatrali a tema rinascimentale, come “Klorofilla” a cura della compagnia Kronos, in programma martedì 13 giugno, e “Incanto”, intreccio delicato di rituali di corteggiamento e battaglie messo in scena domenica 11 giugno dalla Compagnia dei Folli, poi laboratori per bambini, l’esibizione dei Piccoli Tamburini, momento di apertura della serata
dedicata alle percussioni, e lo spettacolo del Gruppo Storico Spadaccini di Soriano nel Cimino (Vt).

Sempre sul filo conduttore delle “Trame, si succederanno diversi appuntamenti di approfondimento culturale, con l’intervento di esperti, incentrati sulla stagione rinascimentale tra sapere scientifico e raffinatezze estetiche, tra questi: domenica 11 giugno, l’incontro dal titolo “Trame: Moda e Costume nel Rinascimento”, domenica 18 giugno l’incontro con l’archeologo, speleologo, scrittore Roberto Nini dal titolo “Le trame dell’Inquisizione nella vita umbra del XVII e XVIII secolo”, mentre domenica 24 giugno l’appuntamento con la professoressa di Storia del Pensiero Scientifico presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense, Flavia Marcacci dal titolo “Le nuove trame della comunicazione scientifica: l’attualità dei Lincei a 400 anni de Il Saggiatore di Galileo”.

A chiudere la Festa del Rinascimento di Acquasparta, domenica 25 giugno vi sarà il concerto di Musica Barocca eseguito a palazzo Cesi dall’Accademia dei Selvatici e, in serata, il Corteo finale e la proclamazione della Contrada Vincitrice.

Il 6 e 7 febbraio 2023, l’Umbria racconta il suo olio extravergine di oliva DOP

Il 6 e 7 febbraio 2023 l’Umbria racconta il suo olio extravergine di oliva DOP con la seconda edizione dell’Anteprima della Dop dell’Umbria, la presentazione della nuova annata Dop Umbria, rivolta a giornalisti, chef e operatori di settore.

L’Anteprima, organizzata dall’Associazione Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria, è un’assoluta novità nel panorama degli eventi di promozione dedicati agli oli extravergini di oliva certificati, che va ad arricchire l’importante lavoro di promozione integrata del territorio regionale e dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria, già portato avanti con Frantoi Aperti in Umbria, uno dei più importanti eventi di oleturismo d’Italia, che proprio nel periodo della frangitura delle olive, mette al centro dei riflettori l’Umbria rurale, i borghi ad alta vocazione olivicola ed i produttori di olio e.v.o Dop Umbria.

Nei due giorni di Anteprima dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria, a cui parteciperanno giornalisti delle principali testate nazionali dei settori dell’enogastronomia e del turismo, operatori esteri selezionati dalla Camera di Commercio dell’Umbria, chef umbri del circuito degli Evoo Ambassador, esperti d’enogastronomia ed operatori di settore, saranno coinvolti tutti i soggetti che a vario titolo fanno parte del mondo dell’Olio e.v.o. Dop Umbria.

La giornata del 6 febbraio, si svolgerà a Todi (Pg) e sarà interamente dedicata all’assaggio e alla conoscenza del prodotto. Si comincia alle ore 10.00 nella Sala Consiliare del Comune di Todi con un Panel Test, una sessione di assaggio di Olio E.v.o. Dop Umbria a cura dei capi Panel del Premio Regionale “Oro Verde” dell’Umbria, Angela Canale e Giulio Scatolini, per poi spostarsi presso l’Istituto Agrario “Ciuffelli – Einaudi” di Todi il più antico Istituto Agrario d’Italia, nato nel 1863, dove ogni anno si diplomano decine di periti agrari che facilmente trovano impiego nel settore agroalimentare.

Presso l’Istituto Agrario “Ciuffelli – Einaudi” di Todi durante la mattinata si terrà un Banco di Assaggio con i produttori di Olio Dop Umbria, una possibilità davvero unica per confrontarsi direttamente con i produttori locali, a cui seguiranno una serie di attività formative e di approfondimento, la visita guidata dell’Istituto Agrario e della città di Todi e nel pomeriggio, alle ore 18.00, presso la Sala Affrescata del Museo Pinacoteca della città, si terrà la conferenza stampa di presentazione della nuova annata dell’olio extra vergine di oliva Dop Umbria.

La giornata si chiuderà presso il Frantoio I Potti de Fratini di Collazzone (Pg) – luogo simbolo di come la produzione di olio di alta qualità, possa essere affiancata dall’accoglienza e dalla proposta di esperienze complete di oleoturismo – con una Cena Oleocentrica ad 8 mani con gli chef: Filippo Artioli chef de La Trattoria di Oscar, Giancarlo Polito chef di Tipico Osteria dei Sensi & Locanda del Capitano di Montone, Giulio Gigli chef di Une Ristorante di Capodacqua di Foligno e Marco Gubbiotti chef di Cucinaa Progetto Gastronomico di Foligno; che fanno parte del circuito “Evoo Ambassador”, la rete creata dalla Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria che seleziona i migliori ristoranti ed enoteche umbri in cui trovare prodotti di qualità tra cui una ricca selezione di oli e.v.o. prodotti in Umbria.

Martedì 7 febbraio invece l’esperienza, dedicata a chef, giornalisti e professionisti del settore – con l’intento di rimarcare il peso del territorio di origine che incide sulla qualità organolettica dell’olio, ma che sta sempre più diventando una chiave di lettura originale per i turisti che visitano i territori di produzione – proseguirà con un tour alla scoperta delle sottozone della Dop Umbria che partirà dalla visita al Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 3A-PTA, ente che si occupa della certificazione della denominazione d’origine protetta (DOP) Umbria dell’olio, per proseguire poi con gli itinerari del San Felice, dei Colli Martani e del Rajo nei Colli Amerini; percorsi creati ad hoc per far conoscere ai partecipanti, il paesaggio e le emergenze culturali umbre in inscindibile connubio con i peculiari prodotti della regione, fino a trovarsi per il saluto finale, ad Amelia (Tr).

L’Anteprima dell’Olio Extravergine di Oliva Dop Umbria è un evento che fa parte del progetto “Esperienze lungo le Strade dell’Olio Dop Umbria” – PSR per l’Umbria 2014-2020 – Misura 16.3.3., organizzato dalla Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria – in collaborazione con la Regione Umbria, il Sistema Camerale dell’Umbria, Promocamera Umbria, Sviluppumbria, il Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 3A-PTA, il Comune di Todi, l’Istituto Agrario Ciuffelli – Einaudi di Todi, la Strada dei Vini del Cantico, le associazioni di categoria umbre (CIA, Coldiretti e Confagricoltura) e con il supporto di ADD Comunicazione ed eventi, Cancelloni Group, I Potti de Fratini e Giuliano Tartufi.

A Campello sul Clitunno, la mostra di Franco Zagari e “Hortus Lizori”

Si terrà domenica 13 novembre e domenica 20 novembre 2022, a Campello sul Clitunno (Pg), in Umbria, la “Festa dei Frantoi e dei castelli”, evento oleo-gastronomico dell’eccellenza del cartellone di Frantoi Aperti in Umbria (www.frantoiaperti.net).

In occasione dell’evento, saranno visitabili le due mostre, appena inaugurate presso Palazzo Trinci di Pissignano Alto – Borgo Lizori: “Hortus Lizori” esposizione di circa trenta tavole che raccolgono la sfida progettuale di giovani dottorandi di ricerca con proposte di rigenerazione paesaggistica e del borgo, e la mostra “La Piccola Musica del Paesaggio” dell’architetto, paesaggista Franco Zagari. Nell’occasione della “Festa dei Frantoi e dei castelli” le visite saranno guidate dai dottorandi di ricerca che hanno partecipato al workshop da cui sono emersi i lavori progettuali in mostra.

Il workshop e la mostra “Hortus Lizori”

A Campello sul Clitunno (Pg), in Umbria, lungo la fascia olivata fra Spoleto e Trevi, si scorge e spicca nel paesaggio, il segno triangolare, con torre sommitale, di un insediamento di origine medioevale. Lizori (Pissignano Alto) rinominato così dopo il suo recupero avvenuto negli ultimi decenni, non rappresenta solo un eccezionale luogo che non ha paura di essere sotto i riflettori, non solo in senso letterale, visto come è illuminato al calar delle luci; ma, anche grazie allo stimolo della Fondazione di Ricerca Scientifica e Umanistica Antonio Meneghetti e sotto la guida della sua presidente Pamela Bernabei, tale spazio rappresenta e promuove cultura e ricerca, sperimentazione e innovazione.

È in tale contesto, nel castello di Pissignano, che è nata una collaborazione con i docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, che ha proposto un progetto culturale del workshop “Hortus Lizori”, proposta finalizzata alla rappresentazione del paesaggio per la valorizzazione del patrimonio storico culturale.

Nel mese di luglio 2022 hanno partecipato al workshop di quattro giorni 24 dottorandi di ricerca nelle discipline della rappresentazione, del progetto e del paesaggio, di diverse università italiane da Reggio Calabria a Trento, in un percorso che è si è sviluppato partendo da seminari incentrati sul rapporto fra rappresentazione e progetto e nella relazione fra costruito e natura, argomenti inoltre favoriti dalla cornice dell’eccezionale borgo umbro. Guidati da docenti universitari e da progettisti, l’occasione di scambio progettuale ha avuto come tema il progetto, la rigenerazione degli insediamenti storici, il valore del paesaggio, con l’obiettivo di promuovere riflessioni sul progetto, indagando e interpretando i codici di un linguaggio, i valori poetici dell’abitare che il luogo offre.

Dal workshop è nata una prima mostra “Hortus Lizori”, inaugurata presso Palazzo Trinci nella suggestiva Lizori lo scorso 27 ottobre e che sarà visitabile in occasione della “Festa dei Frantoi e dei castelli”, domenica 13 e 20 novembre, e che rimarrà aperta fino a marzo 2023, visitabile tutte le domeniche (10.30-13.30 | 15.30-17.30).

L’exhibit è stata inaugurata tramite un convegno di presentazione delle attività svolte ed il racconto delle idee dei gruppi di giovani progettisti, al quale hanno partecipato circa cinquanta studenti del corso di laurea in Ingegneria Edile/Architettura dell’Università di Perugia. L’installazione della mostra inaugurata, presenta circa trenta tavole che raccolgono la sfida progettuale del progetto di paesaggio di un borgo che si presenta già con le sue grandi qualità. I giovani progettisti, con differenti approcci, lavorando in più parti del borgo, hanno cercato di trasfigurare gli insediamenti analizzando le qualità e le criticità, le potenzialità e le azioni di conservazione necessarie. Con un approccio necessariamente interdisciplinare, le proposte danno adito a guardare oltre ciò che si vede, immaginare come raccontare e trasformare i luoghi con proposte che perdono il peso della condanna dell’eterno presente e del predominio delle logiche economiche per concentrarsi sul valore delle idee e sulla qualità dei progetti. Si tratta quindi di un’occasione di confronto e di critica, su una proposta culturale, sulla volontà di creare quel dibattito che è a fondamento del pensiero architettonico e della valorizzazione del paesaggio.

Fabio Bianconi e Marco Filippucci (Università degli Studi di Perugia), Franco Zagari, Matteo Clemente hanno coordinato l’attività, coinvolgendo docenti di tutta Italia e progettisti di chiara fama, quali Francesca Fatta (Università Mediterranea di Reggio Calabria – Presidente dell’Associazione Italiana del Designo), Tommaso Empler ed Emanuela Chavoni (Sapienza Università di Roma), Andrea Giordano (Università degli Studi di Padova), Samaneh Nickayin (Agriculural University of Iceland), Chiara Vernizzi e Andrea Zerbi (Università degli Studi di Parma), Raffaele Federico e Fabrizio Fiorini (Università degli Studi di Perugia), Valerio Morabito (Università Meditteranea di Reggio Calabria – University of Pennsylvania), Maria Grazia Cianci (Università degli Studi Roma Tre). Sono stati coinvolti anche progettisti che si occupano del paesaggio e degli spazi aperti quali Luca Catalano (OS A studio) e Claudio Bertorelli (Centro Studi Usine – Aspro Studio).

La sintesi degli elaborati, oltre che essere usata per realizzare l’exhibit “Hortus Lizori”, mediante la realizzazione di tavole ed opera di tutti gli intervenuti, studenti e docenti, sarà pubblicata in un volume di sintesi che raccoglierà le indagini, gli spunti forniti dalla ricerca dei docenti e la descrizione delle proposte progettuali.

“La Piccola Musica del Paesaggio” mostra dell’Architetto Paesaggista Franco Zagari

In parallelo a Hortus Lizori Exhibition, al piano superiore del medesimo palazzo Trinci, è allestita poi la mostra su Franco Zagari. Architetto, paesaggista, già professore ordinario di Architettura del paesaggio presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria e presso la “Sapienza” Università di Roma, è Chevalier des arts et lettres, Ministère de la culture, France (1998), membro dell’Executive Board di Uniscape dal 2008, premio europeo Gubbio 2009, presidente della Giuria della VI Biennale Europea di Paesaggio di Barcellona, 2010, socio onorario AIAPP 2010, “Grande albero del paesaggio italiano” 2013, RomaArchitettura Premio alla carriera di architetto 2014. Molte sono le opere realizzate in Italia, Francia, Scozia, Georgia, Giappone, Giordania, fra cui: Giardino a Osaka, 1990; Piazza Montecitorio a Roma, 1998; Lungomari di Porto Sant’Elpidio, 2003 e di Castiglioncello, 2006–2007; Un ponte e una terrazza galleggiante nel Parco del Lago dell’Eur, Roma 2005–2007, Tre piazze a Saint–Denis (Parigi), 2005–2007, Sottopasso della Stazione di Bergamo, 2009; Cupola del Palazzo della Presidenza della Repubblica della Georgia, Tbilisi 2008; Giardino Z5, Roma 2010; Landscape dei quartieri T3 e T7 della città di Marsa Zayed, Aqaba, Giordania 2012; Piazza Matteotti a Catanzaro, 2015; Classis Formiae Parco Commerciale a Formia, 2015; “Hortus“, 27.000 mq di giardini per il riposo dei visitatori dell’Expo Milano 2015 (per Expo e MM, con PanAssociati), Parco della Pace, Vicenza. È autore di saggi e film, fra cui: L’architettura del giardino contemporaneo (un libro, una mostra, sei film RAI), Milano 1988; Questo è paesaggio. 48 definizioni, Roma 2006; Giardini. Manuale di progettazione, Roma 2009; Paesaggi di città non città. Franco Zagari. Quattro progetti di ricerca, (a cura di Giovanni Laganà) Melfi, 2012; Sul paesaggio. Lettera aperta, Melfi, 2013 e 2015; Moving Forest. Expo Milano 2015 Landscape (con Benedetto Selleri), Melfi, 2015; Danzando con Gropius, Piazza Matteotti a Catanzaro, Melfi, 2015.

La mostra da lui curata presenta il titolo “La Piccola Musica del Paesaggio”, installazione con cinque video che raccontano le tante avventure progettuali affrontate in oltre cinquant’anni di attività. L’inaugurazione di questa seconda mostra è stata anticipata da un dialogo sul paesaggio fra lo stesso Franco Zagari, che ha discusso con il filosofo Raffaele Milani ed il regista Andrea Soldani, in un dibattito a cui hanno partecipato (altri) cinquanta studenti universitari. Lo stesso Franco Zagari invita alla mostra con le seguenti parole:

“Sentite, vorrei parlarvi del progetto di paesaggio nella convinzione che un grande lavoro debba essere fatto in un arco di tempo molto veloce per metterlo in pratica nel nostro Paese nelle sue mille diverse fattispecie, valorizzando a pieno le sue potenzialità che non sono solo culturali ma anche, e rilevanti, sociali e economiche, quindi politiche. Vorrei tentare di chiarire, caso per caso, obiettivi, strumenti e metodi, come orientare in modo significativo una discussione sulle conurbazioni che si annunciano sempre più infinite, secondo quali principi di organizzazione procedere, cosa convenga produrre, con quali indirizzi e con quali norme, con quali standard, modelli, prototipi… È la piccola musica del nostro spazio quotidiano di cui vi parlo, che dobbiamo imparare di nuovo a saper ascoltare, trascrivere, interpretare, inventare, accettando che sia sempre diversa e che vada ricondotta alla ricerca di una qualità di nuova centralità, cercando ovunque possibile di portare testi e contesti dell’intervento pubblico a condividere quel plusvalore che chiamiamo paesaggio…”

Umbria: bronzi e buccheri degli Dei in mostra al MUVIT di Torgiano

Dal 25 ottobre al 31 dicembre 2022, un’importante selezione di reperti etruschi proveniente dai depositi del MANU – Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, arricchirà il percorso museale del MUVIT – Museo del Vino di Torgiano. A presentare l’iniziativa, martedì 25, alle ore 18 sarà Teresa Severini, della Fondazione Lungarotti che illustrerà il prestito affiancata da Maria Angela Turchetti, Direttore del MANU – Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, e da Adamo Scaleggi, Restauratore. Sarà presente anche il Tenente Colonello Guido Barbieri, Comandante Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del macro progetto “Viticoltura e vino in Umbria: dagli Etruschi ai benedettini” che ha portato alla ricollocazione di un corredo vinario in bronzo d’epoca etrusca, oggetto di un importante restauro conservativo, e alla realizzazione di una nuova sezione museale. L’allestimento è incentrato sul simposio che, con le sue regole e rituali, i suoi corredi e attività ludiche, segna la storia del vino nei secoli.

Dai depositi del MANU sono giunti in prestito al MUVIT reperti di rilievo: tra questi, una Hydria in bucchero rosso con fregio di cavalli alati e figure ornitomorfe (secondo-terzo quarto del VI secolo a.C.) e un Kottabos del IV secolo a.C., reperto di eccezionale importanza archeologica che è stato esposto al pubblico solo in rare occasioni, tra cui la mostra Gli Etruschi di Perugia al Castello di Bratislava nel 2014.

Il prestito è frutto di un’intesa sinergica tra pubblico e privato – MANU-MUVIT – il cui obiettivo è unire le forze per promuovere le ricchezze del patrimonio culturale regionale.

TraMusei indica una rete di collaborazione tra i Musei della Fondazione Lungarotti e le istituzioni museali più importanti dell’Umbria, tra cui appunto il MANU, nata per promuovere scambi temporanei di opere, prestiti, incontri culturali, mostre, e condividere eventi e manifestazioni.

Info e prenotazioni: + 39 075 9880200 – prenotazioni musei@lungarotti.it

Itinerario autunnale in Umbria, tra piccole produzioni artigianali ed enogastronomiche

Terra ricca di arte, natura e spiritualità, l’Umbria si caratterizza per l’importante patrimonio culturale, spesso racchiuso in affascinanti borghi medievali, conservati con cura e dedizione, mura e castelli a protezione, torri e rocche che li dominano, testimonianze vive di una storia da riscoprire.

L’Umbria, ricoperta di boschi, vigne e uliveti, è anche terra di produzioni enogastronomiche di eccellenza, come l’Olio E.v.o. Dop Umbria, i prodotti del bosco, le castagne, il tartufo, i funghi, che nascono in un contesto ambientale e paesaggistico di rara suggestione, dove la natura e il lavoro dell’uomo si sono integrati in modo armonico e equilibrato.

In autunno l’Umbria si mette in mostra in un’esplosione di colori, trasformandosi in una tavolozza di tonalità cangianti, fatta di colline coperte da argentei olivi, vallate di rosseggianti vigneti, boschi in pieno foliage, in un mosaico di sfumature cromatiche che appagano l’occhio e lo spirito.

Uno spettacolo che si può scoprire seguendo le tracce delle piccole produzioni artigianali, rispettose della biodiversità e dell’integrità ambientale, protagonisti di iniziative di eccellenza proposte in alcuni dei borghi dell’Umbria.

Campello sul Clitunno e la “Festa dei Frantoi e dei Castelli” – 13 e 20 novembre 2022

Il piccolo territorio di Campello sul Clitunno (Pg), al centro della Fascia Olivata Assisi-Spoleto, offre al visitatore un ampio ventaglio di testimonianze architettoniche e storico-artistiche, oltre a risorse naturalistiche di grande pregio. Nella parte collinare, immersi in una distesa di ulivi, si ammirano i due siti fortificati di Pissignano Alto, possente fortificazione a pianta triangolare, originaria dei secoli XI/XII, aderente allo schema costruttivo tipico dei castelli umbri di pendio, con torre di vedetta nel punto più elevato e le case del borgo digradanti verso la pianura, e il castello di Campello Alto, fondato nel X secolo da Rovero di Champeaux, cavaliere venuto da Reims al seguito del duca Guido di Spoleto.

Nella parte pianeggiante del territorio comunale, troviamo invece il Tempietto sul Clitunno, uno dei monumenti altomedievali più interessanti dell’Umbria, testimonianza insigne della grandezza raggiunta dalla civiltà longobarda, appartenente al sito seriale Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568 – 774 d.C.), e le Fonti del Clitunno, sito di grande suggestione paesaggistica, con sorgenti sotterranee che sgorgano da fenditure presenti nella roccia, già celebrato dallo scrittore e naturalista romano Plinio il Giovane nel I secolo d.C. e, in tempi più recenti, dai poeti George Byron e Giosuè Carducci.

È per promuovere queste bellezze che il comune di Campello sul Clitunno, nelle giornate di domenica 13 e domenica 20 novembre, organizzerà la seconda edizione della “Festa dei Frantoi e dei Castelli” (www.festadeifrantoi.it ), evento oleo-gastronomico che rientra nel circuito della manifestazione Frantoi Aperti in Umbria (www.frantoiaperti.net ) e che intende porre al centro dell’attenzione i due prodotti di punta della tradizione alimentare del luogo, l’olio extravergine di oliva, proveniente dalle coltivazioni eroiche poste sulle colline attorno ai castelli e il pregiato tartufo che cresce nei boschi delle montagne circostanti.

Oltre alla Mostra Mercato dell’Olio e.v.o. e degli altri prodotti della campagna e del bosco e all’originale evento Selvatica | Di Sana Pianta” che si propone come opportunità di conoscenza della natura e della sua relazione con l’uomo, in compagnia di artigiani, agricoltori, artisti, poeti e musicisti, numerose saranno le occasioni di esperienze gastronomiche: l’“Olio E.v.o. Experience” che prevede passeggiate in oliveto per partecipare alla raccolta delle olive, seguite dalle visite in frantoio con dimostrazioni pratiche di lavorazione e degustazioni di olio, “Tartufo Experience” che contempla invece escursioni nei boschi di Pettino, località montana del comune di Campello, alla ricerca del tartufo nero pregiato, in compagnia di cani ed esperti cercatori.

Non mancheranno, poi, per bambini e adulti, esperienze di immersione nella natura e di esplorazione, a piedi e in e-bike, del patrimonio ambientale e naturalistico del territorio, come il Trekking tra fiabe e natura, riservato ai bambini, dai 5 ai 12 anni, e ai loro genitori, un’escursione accompagnata dalla narrazione di fiabe tra i boschi e gli olivi, guidata dall’artista Loretta Bonamente, che coinvolgerà i bambini nel racconto di storie sugli alberi, gli olivi e l’olio.

Per maggiori informazioni: www.festadeifrantoi.it

Montone e la “Festa del Bosco” – dal 29 ottobre al 1° novembre 2022

Immerso nelle verdi colline dell’Umbria settentrionale, in posizione dominante sull’Alta Valle del Tevere e su quella più stretta e sinuosa del torrente Carpina, troviamo il borgo di Montone (Pg), uno dei Borghi più Belli d’Italia. Circondato da possenti mura, che conferiscono all’abitato il tipico aspetto austero del borgo medievale, ingentilito dalle svettanti torri campanarie del Comune e delle numerose chiese, il paese si può scoprire a piedi, percorrendo le strette e tortuose vie che percorrono il centro in ogni senso, con scalinate che consentono di superare agevolmente i punti più scoscesi, tra archetti rampanti, architettura sovrapposte e scorci aperti su piazzette e orti ricchi di luce e colore.

Per diffondere la conoscenza del proprio patrimonio storico-artistico, culturale e ambientale, il borgo di Montone ospiterà da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre la 38^ edizione della “Festa del Bosco” (www.festadelbosco.it) una delle più autentiche e coinvolgenti iniziative dell’autunno umbro, che esalterà i prodotti stagionali, tra caldarroste fumanti, funghi, tartufi e gli altri prodotti del bosco e del sottobosco, oltre alle tradizioni dell’artigianato locale, con ricami certosini, utensili in ferro battuto, suppellettili in legno intarsiato e ceramiche artistiche. Al centro dei riflettori sarà la valorizzazione delle produzioni alimentari del territorio, che sarà possibile degustare e acquistare in occasione della Mostra Mercato, tra cui eccellono per fama e qualità l’olio e.v.o. ricavato dalla rara varietà “Gentile da Montone”, cultivar considerata in via di estinzione, e il Vinosanto da Uve Affumicate dell’Alta Valle del Tevere, Presidio Slow Food.

Numerose saranno le iniziative legate all’esplorazione dell’ambiente naturale, alla scoperta dei prodotti del bosco e alla conoscenza delle risorse naturali dell’area, come la presentazione del progetto “Miglioramento e riqualificazione ambientale della Macchia del Negrone – Interventi eseguiti sui fiumi Carpina e Carpinella a seguito degli eventi alluvionali”, in programma sabato 29 ottobre alle ore 10.30 presso il Teatro San Fedele, e la passeggiata sul tema “Il bosco e il cammino della conoscenza”, prevista domenica 30 ottobre alle ore 8.30.

Nutrito sarà poi il calendario di intrattenimenti ludici, musicali, teatrali e artistici, pensati anche per i più piccoli: dagli spettacoli itineranti di arte di strada a cura di Kalù (sabato 29 ottobre ore 15.30), Accademia Creativa (domenica 30 ottobre ore 15.30 e martedì 1 novembre ore 15.30) e Lorenzo Fabbri con “La fisarmonica impazzita” (domenica 30 ottobre ore 17) alla “Misteriosa essenza dell’emozione”, kermesse di artisti con presentazione del libro e proiezione del mediometraggio su Montone (sabato 29 ottobre ore 17.30), dai teatrini per i più piccoli alle esibizioni itineranti delle marching band (Akuna Matata, Copacaband, La Banda degli Onesti, i Casabei, Gryphus Dixie Band e Foligno Street Band), dalle animazioni e giochi di società agli appuntamenti concertistici con la Filarmonica Fortebraccio (sabato 29 ottobre ore 18), con Baldo & Papero, spettacolo di melodie a due voci (sabato 29 ottobre ore 21.15), i Principi di Galles (domenica 30 ottobre ore 21.15) e Malastrana (lunedì 31 ottobre ore 18.30).

Per maggiori informazioni ww.festadelbosco.it

Arrone e Amor d’Olio – dall’11 al 13 novembre 2022

Il borgo di Arrone (Tr), perla della Valnerina, posto su un colle roccioso lungo la riva sinistra del fiume Nera, a soli 6 km dalla sorprendente Cascata delle Marmore, la più alta d’Europa, trova le sue origini alla fine del X secolo, quando il nobile romano Arrone si impossessò del promontorio e fece costruire un castello fortificato, primo nucleo del paese. È luogo di forte fascino, non solo per l’aspetto medievale tipico di tanti borghi umbri, ma per il contesto ambientale in cui si inserisce. Il Parco del fiume Nera abbonda di acque, alberi, animali e colpisce l’immaginazione per il verde intenso. Mulini d’età romana, eremi e monasteri medievali, edifici d’archeologia industriale, come la miniera di lignite nella frazione di Buonacquisto, fanno da contorno, insieme agli ulivi argentati, ad Arrone, che è un “castello di poggio”, come gli altri che sorvegliano la zona. Grazie alla pratica della coltivazione biologica, la zona di Arrone offre prodotti di qualità: l’olio extravergine di oliva, il tartufo, i legumi, le specie d’acqua dolce come trota e gamberi. Abbondano i frutti di bosco e ottimo è il miele, per non parlare del formaggio pecorino e della famosa norcineria della Valnerina.

È per celebrare le eccellenze gastronomiche, su tutte l’olio e.v.o., il paesaggio e le emergenze culturali del piccolo castello, che dall’11 al 13 novembre 2022 il Comune di Arrone propone “Amor d’Olio” un evento che rientra nel circuito della manifestazione Frantoi Aperti in Umbria (www.frantoiaperti.net ).

Filo conduttore dell’edizione 2022 di Amor d’Olio ad Arrone (Tr) sarà la scoperta di itinerari di gusto con esperienze sensoriali legate all’olio EVO e il suo mondo. Itinerari che sarà possibile percorrere a piedi, in bicicletta, con i propri cani, da soli o in famiglia e che porteranno i visitatori ad amare questa parte dell’Umbria fuori dai tradizionali circuiti turistici e ad esplorare il Comune di Arrone, le sue frazioni e tutta la Valnerina.

Numerose saranno le iniziative in calendario: le passeggiate a piedi nel paesaggio boschivo che circonda Arrone e le sue frazioni, opportunità da non perdere per ammirare il foliage di questa zona della Valnerina, il trekking urbano tra Arrone e la frazione Casteldilago, suggestivo borgo medievale arroccato su uno sperone roccioso a dominio del fiume Nera, con visita del Museo delle Ceramiche, che espone una collezione di maioliche di ottima qualità, decorate con stemmi di famiglie nobili (Orsini, Medici, Lauri, Clementini) e provenienti da fabbriche di ceramica dell’Umbria e del centro Italia, la salita alla torre di Arrone, splendido punto panoramico su cui svetta l’ulivo, simbolo del paese, le esperienze di raccolta delle olive per grandi e bambini, le degustazioni di olio e altri prodotti del territorio, le escursioni per scoprire e raccogliere le erbe spontanee, il pranzo con musica tra gli ulivi, previsto per domenica 13 novembre ed infine un appuntamento dedicato agli amici a quattro zampe con la “Country Dog walk”, passeggiata collettiva per permette di integrare i cani nel contesto sociale.