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Istituto Agrario di Macerata, irrorazioni con il drone

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Nell’oliveto dell’Istituto Agrario di Macerata per la prima volta nelle Marche si sperimenta l’irrorazione di trattamenti fitosanitari dall’alto, con l’utilizzo della tecnologia

La tecnologia a supporto dell’agricoltura. Il progetto si chiama S.F.I.D.A., ovvero Smart Farming: Innovare con i Droni l’Ambiente, e punta a un nuovo approccio nella lotta al fitofago più dannoso e pericoloso dell’olivo che si conosca: la mosca dell’olivo (Bactrorcera oleae).

E proprio in questi giorni, l’Istituto Agrario di Macerata, che conta ben 5 settori di oliveto, viene sorvolato dal drone, tecnicamente denominato sistema aereo a pilotaggio remoto (S.a.p.r.), per eseguire trattamenti fitosanitari con irrorazione del prodotto insetticida dall’alto.

Fino ad oggi, nelle Marche, le irrorazioni sono state effettuate solo dal basso, a piedi o con mezzo agricolo. Questo nuovo mezzo di distribuzione localizzata sopra la chioma dell’olivo, da distanza ravvicinata, fa ritenere che ci siano ridotte possibilità di deriva dell’insetticida utilizzato.

L’obiettivo del progetto è dimostrare l’efficacia dei trattamenti con il drone, rispetto a quelle attualmente in uso, la rapidità esecutiva, la riduzione dell’impatto ambientale, l’economicità.

Inoltre, la sua unicità garantisce l’irrorazione sulla coltura senza alcun calpestio del suolo con mezzi meccanici e un lavoro di monitoraggio, grazie all’uso di sensori di diversa natura, tra cui una camera multispettrale. Questa tecnologia permetterà dunque di creare delle mappe degli indici di salute delle piante di olivo.

Per questo progetto, la scuola maceratese, diretta dalla prof.ssa Antonella Angerilli, ha messo a disposizione l’oliveto storico dell’azienda, ricco di alberi secolari, composto da numerose varietà e utilizzato per la produzione di oli monovarietali – Orbetana, Piantone di Mogliano, Coroncina, Mignola – e un altro settore ad alta densità (anno di impianto 2015) che ha due finalità principali, una didattica e una sperimentale con varietà locali – Piantone di Mogliano, Leccio del Corno – ed estere – Arbequina, Sikitita e Koroneiki -.

I partecipanti del progetto, oltre all’IIS “Garibaldi” di Macerata, sono l’Università di Macerata e Camerino, l’ASSAM, la Regione Marche e l’azienda Passacantando.