La caccia non fa vittime soltanto tra i selvatici, come le cronache ci raccontano quasi quotidianamente. Gli “incidenti” di caccia che coinvolgono persone e animali domestici sono all’ordine del giorno. In questo caso ci ha rimesso un cucciolone, colpevole semplicemente di correre libero nel terreno di proprietà della sua famiglia. Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection: “Come sempre i cacciatori si dimostrano arroganti, prepotenti e incivili. L’assassino di Kiran dovrà pagare”

Correva felice insieme agli altri cani della sua famiglia, nel terreno che circondava la loro casa. Trenta ettari che la sua compagna di vita umana aveva messo a loro disposizione per farli giocare in libertà. Eppure la sua vita è stata stroncata troppo presto per mano di una persona che ha l’hobby di uccidere altri esseri viventi. Il cacciatore in questione si è introdotto in quella che era la casa di Kiran e ha sparato, di nascosto, pensando di colpire un selvatico. La sua compagna di vita umana ha sentito gli spari, ha visto tornare gli altri ma lui non c’era. E così, l’ha trovato morto tra i rovi.

“Come sempre arroganza e inciviltà si dimostrano ancora una volta i tratti distintivi dei cacciatori”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Questi pericolosissimi soggetti si permettono di entrare in un terreno privato e di sparare in presenza di cani e altre persone. L’umana di Kiran, infatti, li aveva avvisati che c’erano i cani liberi nel terreno e lei stessa era lì fuori. Nonostante questo hanno continuato imperturbati, arrivando ad uccidere un povero cane dentro la sua stessa casa. Sono cose che non si possono più tollerare, anche perché non si tratta di casi isolati ma di un modus operandi che quasi tutti i cacciatori hanno. Le cronache raccontano continuamente di incidenti di caccia dovuti al fatto che queste persone sparano anche dove non dovrebbero, incuranti della presenza di chiunque. Con la nuova normativa, poi, ormai sembra consentito fare fuoco ovunque e in qualunque periodo e questo porterà soltanto più morte e disperazione.”

“Ci siamo subito attivati e abbiamo sporto denuncia per questa barbara e crudele uccisione, perché non è possibile che queste persone agiscano indisturbate e pensino sempre di passarla liscia. La legge purtroppo consente loro di uccidere altri animali, evidentemente di serie B per loro, ma almeno in questo caso l’assassino di Kiran dovrà pagare per la sua crudeltà”, conclude Rosati.

Di IN DIES