Chi vince e chi perde sull’immigrazione in Europa

di ISMU

Chi ha vinto e chi ha perso in queste elezioni europee? E rispetto a che cosa? Europa sì/Europa no; immigrazione sì/immigrazione no. Dal 23 al 26 maggio i cittadini dei 28 stati membri dell’Unione Europea hanno votato per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Fondazione ISMU ha elaborato una prima analisi sui risultati.

 

Le forze più europeiste, cioè quelle che in passato hanno espresso atteggiamenti favorevoli verso l’integrazione europea e l’euro, hanno visto ridursi i loro consensi, ma solo marginalmente.

Se da una parte popolari e socialdemocratici hanno perso considerevolmente, liberaldemocratici e verdi hanno, invece, incrementato i consensi, compensando in larga parte i voti persi dai primi due gruppi.

 

Nello specifico, i partiti nazionali che hanno manifestato posizione pro-EU si raccolgono nel Parlamento Europeo nei seguenti gruppi parlamentari:

Viceversa, le forze contrarie ad una maggiore integrazione hanno guadagnato consensi:

I gruppi European United Left-Nordic Green Left (GUE/NGL) e European Conservatives and Reformists (ECR), moderatamente euroscettici, sono passati rispettivamente da 52 e 70 seggi a 42 e 57 seggi.

 

Dal punto di vista dell’immigrazione, possiamo classificare i gruppi parlamentari sulla base dell’appoggio a una politica di ricollocamento obbligatorio dei rifugiati tra i paesi membri.

Sono favorevoli:

Sono contrari:

Possiamo, quindi, affermare che il sostegno alla politica di ricollocamento dei rifugiati sarà più debole di quanto non lo fosse nella scorsa legislatura.

E in Italia? La Lega ha conquistato la soglia di un terzo degli elettori, attestandosi oltre il 34% dei consensi. Secondo partito il PD che supera il M5S e si attesta sopra il 22%. Fermo al 17% il Movimento 5 Stelle, principale sconfitto di queste elezioni e con delle posizioni non ben definite sull’Europa e sull’immigrazione. Sotto la soglia del 10% Forza Italia, che stenta ad arrivare al 9%. Supera lo sbarramento anche Fratelli d’Italia con il 6,5% (posizione simile alla Lega, ma da questa sovrastati). Non ce la fanno a entrare nel Parlamento Europeo +Europa, Europa verde e La sinistra.

Una indubbia vittoria degli euroscettici e dei fautori dei porti chiusi.

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[1] I dati relativi ai gruppi parlamentari che si formeranno sono proiezioni sui risultati elettorali.

[2] ALDE per il 2019 include il partito Renaissance di Macron.

[3] Sommando il Movimento 5 stelle ed il nuovo partito di Farage.

[4] Le posizioni riflettono la maggioranza dei voti dei parlamentari europei di quel gruppo nei confronti della politica di ricollocamento obbligatorio dei rifugiati nella scorsa legislatura (2014-2019).

EUROPEE, la sostenibilità è prioritaria

«Quali sono i passi concreti che possiamo intraprendere per reinventare l’Europa?». I cittadini dell’UE hanno risposto in maniera massiccia a WeEuropeans.org, la più grande consultazione pubblica di sempre organizzata da Make.Org e Civico Europa, suggerendo e votando proposte concrete per il futuro politico europeo. In totale nei 27 paesi coinvolti sono stati raccolti 10 milioni di voti e formulate 30 000 proposte.

 

I risultati sono disponibili sul sito Web di WeEuropeans, dove è possibile trovare le 10 proposte più votate in ciascun paese.

 

Ambiente, efficienza e trasparenza delle istituzioni europee, R & S, istruzione, evasione fiscale, politiche sociali, migrazione…tante le priorità sollevate. Ora la fase finale in cui si chiede a tutti i cittadini di votare entro il 21 marzo “La proposta” fra le dieci che hanno ottenuto finora il maggior numero di consensi.

 

Le prescelte di ogni paese formeranno un’agenda dei cittadini per l’Europa che sarà rivelata al Congresso WeEuropeans il 22 marzo, alla presenza di istituzioni europee e di quasi un centinaio di rappresentanti europei chiave della società civile. In questa occasione, i rappresentanti politici saranno chiamati a prendere posizione.

 

Molto attivi gli italiani, davvero sensibili al destino politico del continente e autori di addirittura 800.000 proposte. In 3.000 hanno votato, portando l’Italia al secondo gradino del podio europeo.

 

  • maggiori incentivi fiscali per le aziende che utilizzano energie rinnovabili nel loro ciclo produttivo

 

  • maggiore diffusione nei supermercati europei dei prodotti in carta riciclata e del monouso biodegradabile

 

  • il divieto della pesca a strascico, con mezzi elettrici, esplosivi, rilevatori satellitari

 

  • leggi comuni sui reati ambientali, per la tutela della salute ma anche per evitare delocalizzazioni in Paesi più permissivi

 

  • un’etichetta che riporti la provenienza delle materie prime e non solo del prodotto finito per combattere le frodi agroalimentari

 

  • ogni Paese membro sia obbligato a stabilire e far rispettare una paga minima oraria, coerente con il relativo costo della vita

 

  • una carta dei diritti europea che tuteli i lavoratori in merito a condizioni di sicurezza, salario, anni di lavoro e pensioni

 

  • una tassazione uniforme per le grandi compagnie che operano in Europa, per impedire l’elusione fiscale attraverso le royalties

 

  • la revisione dei trattati che regolano l’immigrazione in tutti i suoi aspetti

 

  • a livello europeo, chi commette reati (es.: evasione fiscale) non possa ricoprire incarichi pubblici, né candidarsi a elezioni.

 

IN SINTESI LE PROSSIME TAPPE DEL PROGETTO

 

Dall’8 al 15 marzo: i cittadini dei 27 Paesi voteranno contemporaneamente le 270 proposte così da individuare le 10 più approvate, le quali andranno a comporre l’Agenda dei Cittadini.

 

22 marzo: l’Agenda dei Cittadini sarà presentata agli attori della società politica e civile europea presso il Parlamento Europeo.

 

Dal 22 marzo fino alle Elezioni Europee del 23-26 maggio: l’Agenda dei Cittadini saràmessa a disposizione di tutti i cittadini europei e indirizzata agli attori della società politica e civile di tutta Europa, che prenderanno la loro posizione.

 

9 maggio: l’Agenda dei Cittadini sarà presentata a Sibiu al Consiglio Europeo, nel corso di un incontro dedicato al futuro dell’Unione Europea.