L’ultimo report di Hinge mostra che uomini e donne della Generazione Z condividono la ricerca di legami emotivi più profondi. La sfida da superare? Entrambi esitano a fare il primo passo – una tendenza che Hinge definisce il “Gap di comunicazione”.

Un legame profondo e intimità emotiva: queste sono le caratteristiche principali di cui la Gen Z è alla ricerca in una relazione. Hinge, l’app di dating pensata per essere cancellata, ha intervistato 30.000 utenti per capire cosa cercano oggi i giovani di questa generazione: legami profondi e connessione emotiva si affermano ai primi posti.

La ricerca di Hinge ha rilevato inoltre che, se le priorità della Gen Z al momento di costruire una relazione sono chiare e comuni, la paura del rifiuto, gli stili comunicativi diversi e l’esitazione a porre domande profonde spesso ostacolano il processo. Il Gen Z D.A.T.E. Report 2025 analizza queste aspettative e le relative sfide, e condivide i consigli degli esperti di Hinge per superarle.

La Gen Z cerca l’intimità emotiva, ma molti sono bloccati dal timore del rifiuto o del giudizio

Quando si parla di appuntamenti con un* potenziale partner, i giovani hanno un desiderio comune: l’84% degli utenti della Generazione Z su Hinge vuole costruire un legame emotivo più profondo. Tuttavia, risultano il 36% più esitanti rispetto ai millennial ad avviare una conversazione profonda al primo appuntamento.

Per molte persone l’intimità emotiva risulta fonte di incertezze, legate soprattutto al timore del rifiuto o di essere giudicati. In particolare, il 46% dei rispondenti della Gen Z teme di venire percepito come “troppo” contro il 40% dei millennial, il 34% teme il rifiuto (rispetto al 28% dei millennial) e il 31% teme di essere giudicato (a confronto con il 24% dei millennial).

Lei teme che lui sia disinteressato, lui di essere invadente: un gap nella comunicazione

C’è un divario tra la connessione più profonda che i dater della Gen Z cercano e la disponibilità a instaurarla, soprattutto perché entrambe le parti spesso aspettano che sia l’altra persona a fare il primo passo. Questa fase di stallo reciproca è definita dagli esperti di Hinge come un “Gap di comunicazione”, e uomini e donne la vivono per motivi diversi.

Quasi una donna Gen Z su due su Hinge (43%) dichiara di essere meno incline ad aprirsi per prima a un appuntamento, soprattutto perché pensa che gli uomini non siano interessati ad affrontare conversazioni profonde già durante la prima uscita (42%). D’altra parte, gli uomini sono poco inclini ad affrontare questo tipo di conversazioni nelle fasi iniziali per non risultare troppo invadenti, ma la maggior parte di loro si aprirebbe invece volentieri (65%). Inoltre, il 35% degli utenti su Hinge di tutti i generi e orientamenti sessuali dichiara di trattenersi perché non sa come avviare conversazioni più profonde.

Il 47% degli uomini della Gen Z evita domande più profonde per non essere cringe

La ricerca conferma che l’imbarazzo è la principale barriera per gli uomini della Gen Z: quasi la metà (47%) si è trattenuta dal porre domande profonde per non risultare cringe rispetto al 39% delle donne. Gli uomini riportano anche il 27% di probabilità in più di preoccuparsi di risultare imbarazzanti in questo frangente rispetto alle donne. Inoltre, il 48% degli uomini si trattiene dall’intimità emotiva per paura di essere “troppo”, e il 72% sente la pressione del fare il primo passo.

Il consiglio degli esperti: le persone che vale la pena conoscere vogliono qualcuno di autentico

“Il motivo principale per cui le persone si trattengono è la paura di essere ‘troppo’. Quando ci preoccupiamo di come siamo percepiti, ci auto censuriamo. Diventiamo i nostri peggiori critici, immaginando giudizi che di solito sono più severi di quanto chiunque altro potrebbe pensare realmente. La paura di essere ‘troppo’ ci fa trattenere così tanto da non fare nulla” commenta Logan Ury, Love and Connection Scientist di Hinge“La verità è questa: quando sei costantemente preoccupat* di sembrare disperat* o imbarazzante, stai già vivendo quel rifiuto che cerchi di evitare. Ma lo fai a te stess* per prim*. Le persone che vale la pena conoscere non cercano la perfezione: vogliono qualcuno di autentico. Ed essere autentici significa desiderare qualcosa intensamente, interessarsi profondamente e mostrarsi completamente anche quando fa paura.”

Il super potere delle domande: come far funzionare il primo appuntamento

Gli esperti di Hinge sottolineano che la chiave del legame è abbandonare le supposizioni e iniziare le conversazioni profonde che entrambi i partner in realtà desiderano, visto che i dati mostrano che il 70% delle donne della Gen Z – e ancora di più gli uomini, il 74%, – si sente a proprio agio nell’aprirsi emotivamente già dalla prima uscita.

Ciò significa che, per un primo appuntamento coi fiocchi, vale la pena aprirsi emotivamente e dare spazio anche all’altra persona, e il modo migliore per farlo è attraverso domande ponderate. Un capitolo particolarmente importante, perché la ricerca mostra che c’è una certa carenza di domande tra gli utenti della Gen Z. Molti infatti pensano di mostrare più interesse di quanto effettivamente facciano. In realtà, le persone sovrastimano il loro livello di interazione quando escono con un* partner, mentre i loro potenziali partner spesso sentono di aver ricevuto poche domande. Questa tendenza viene definita come deficit di domande: un divario tra quante domande le persone pensano di fare e quante il partner percepisce. La Gen Z ritiene infatti che i loro partner non facciano abbastanza domande: 6 utenti su 10 pensano di fare abbastanza domande al primo appuntamento, ma solo il 30% trova che le persone che frequenta ne facciano abbastanza.

Provare per credere

Colmare la carenza di domande può essere il secondo passo per vivere appuntamenti più soddisfacenti e creare legami più solidi – provare per credere. 9 donne su 10 della Gen Z affermano che la partecipazione attiva del* partner alla conversazione è più importante del luogo dell’appuntamento, e l’85% degli utenti Gen Z è più propenso a desiderare un secondo incontro con un* partner che pone domande ponderate.

Quali sono le domande siano più apprezzate? I dati di Hinge rivelano al primo posto le domande che approfondiscono argomenti già affrontati durante la conversazione (61% dei rispondenti), al secondo quelle sugli interessi personali (50%) e a seguire quelli sui valori (49%).

Il Gen Z D.A.T.E. Report di Hinge

Il Gen Z D.A.T.E. Report è sviluppato da Hinge Labs, il team di ricerca dedicato dell’app. Hinge Labs combina scienze comportamentali, psicologia e dati dei sondaggi in-app per capire come le persone vivono gli appuntamenti oggi.

Per questo report, Hinge Labs ha intervistato circa 30.000 utenti Hinge in tutto il mondo nel 2025, tra generi, orientamenti sessuali e fasce d’età. I dati sono stati analizzati per differenze tra Gen Z (18–28 anni) e millennial (29–42 anni) e segmentati in base a identità eterosessuali, LGBTQIA+ e non binarie.

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