Maggio viene ardito e bello
con un garofano all’occhiello
con tante bandiere nel cielo d’oro
per la festa del lavoro.
(Gianni Rodari)
Mi sembrava così ovvio festeggiare il Primo Maggio, che glielo augurai con un messaggio sul telefonino: “Buona Festa del Lavoro”.
Mi rispose con una faccina stupita. “Primo Maggio, cosa?” mi scrisse, “La festa comunista?
In un lampo mi fu chiaro e ricordai. Era stata la Seconda Internazionale Socialista ad istituire ufficialmente nel 1889 a Parigi una festa dedicata al lavoro.
Lui, che era cresciuto nell’ex Unione Sovietica, odiava il Comunismo. I suoi antenati avevano perso le loro proprietà a seguito della rivoluzione bolscevica… e… duro era stato vivere in un regime come quello sovietico.
Io, il Primo Maggio lo associavo ormai a un giorno di vacanza in più, al concerto di Roma… Sì, certo. Era anche la Festa del Lavoro. Ma chi ci pensava veramente, oltre ai sindacati, a qualche giornalista che ripercorreva la storia, i dati economici e ciò che si poteva associare a questa festa?
Ad un tratto mi ricordai che in alcuni paesi francofoni il Primo Maggio si regalano rametti di mughetto come portafortuna.
Cercai online un’immagine con un bel mughetto e gliela inviai, sperando che almeno quella gli fosse gradita.























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