Globesità tra piramide invertita e dieta mediterranea

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L’obesità è ampiamente considerata un’epidemia globale, così detta “globesità“, una vera e propria emergenza sanitaria. Ne soffre oltre un miliardo di adulti e milioni di bambini e adolescenti, numeri destinati ad aumentare. L’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, inserendola nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si tratta di una vera e propria epidemia che necessita interventi urgenti a livello governativo e comunitario.

LO SCENARIO – Negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo di diete ad alto contenuto proteico e a riduzione drastica di carboidrati e fibre. In questo contesto nasce la cosiddetta “piramide alimentare invertita” statunitense, che ribalta lo schema tradizionale privilegiando proteine e grassi rispetto a cereali e carboidrati complessi, accendendo un dibattito che va ben oltre i confini americani. Il cambiamento non è solo grafico ma culturale: la nuova impostazione punta a rispondere agli eccessi alimentari e metabolici di una popolazione sempre più sedentaria, ma rischia di trasformarsi in una nuova semplificazione. Demonizzare intere categorie di alimenti, come i cereali, per sostituirli sistematicamente con proteine animali o ultra-processate può portare a squilibri diversi, ma non meno problematici, soprattutto se il modello viene applicato in modo indiscriminato.

UNA PIRAMIDE ALIMENTARE PERSONALIZZATA, NON CAPOVOLTA – “Nessuna delle due piramidi è incontrovertibile, nè quella tradizionale né quella capovolta. E anche sulla famosa e così incoraggiata dieta mediterranea, in realtà, bisogna fare attenzione a non generalizzare – spiega la Dott.ssa Paola Fiori, Direttrice Sanitaria di Frontis ed esperta in Nutrizione – Quando si parla di dieta o regime alimentare, non esiste un modello valido per tutti. In parte, la nuova piramide alimentare non fa altro che mettere in evidenza un eccesso, demonizzando certi alimenti come cereali e carboidrati per portare in tavola sempre più proteine. Come in tutte le cose, nel mezzo sta la virtù: più che escludere completamente alcuni alimenti (se non per specifiche intolleranze), occorre stabilire correttamente il bilanciamento fra i macronutrienti perché da questo deriva l’assunzione e la possibilità di assimilazione di micronutrienti che, seppure in tracce, non hanno certo importanza minore nel metabolismo cellulare e quindi sistemico. Adottare un’alimentazione sana e sostenibile per ciascuno è davvero importante. Sarebbe più corretto parlare di una piramide individuale, legata alla genetica, all’età e allo stile di vita. E fondamentale, ricordiamolo sempre, è anche il movimento e l’attività fisica”.

OBIETTIVO BENESSERE – Anche di questi temi legati alla nutrizione e alla nutraceutica, all’importanza della medicina costituzionale, si parlerà in occasione di “Obiettivo Benessere”, il convegno promosso da Istituto Frontis, che da oltre vent’anni valorizza un approccio integrato alla salute. L’edizione 2026 si terrà il 7 marzo presso la Università Pontificia Salesiana di Roma, con un programma specificamente dedicato a nutrizione, medicina integrata e bellezza come espressione del benessere interiore. Una parte centrale dell’evento sarà la manifestazione NutriGusto, dove aziende selezionate presenteranno le loro eccellenze agroalimentari italiane. I prodotti saranno valutati anche per il loro valore nutrizionale, culminando nella cerimonia del Premio NutriGusto 2026, che celebra la qualità, la genuinità e il benessere attraverso scelte alimentari consapevoli.

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