Hard Rock Cafe si prepara a festeggiare Freddie Mercury

Quest’anno nei Cafe di Firenze, Roma e Venezia per un’intera settimana si celebreranno la storia e la musica di Freddie Mercury per non dimenticare l’eredità che ci ha lasciato un’autentica leggenda. Nei tre Cafe è tutto pronto per “Freddie for a Week” un’intera settimana dedicata ad un’icona della musica: da giovedì 5 settembre 2019 – compleanno di Freddie Mercury – fino a giovedì 12 settembre. In onore del frontman dei Queen nei Cafe si potranno trovare il “Freddie’s Mustache Milkshake” solo per un tempo limitato e ci saranno eventi a tema, musica live e la vendita di articoli esclusivi per raccogliere fondi a favore di The Mercury Phoenix Trust, un’organizzazione benefica creata in memoria di Freddie Mercury da Brian May e Roger Taylor insieme al loro manager Jim Beach per sostenere la lotta globale contro l’HIV. E, inoltre, grazie alla collaborazione con Universal Music Italia, gli appassionati dei Queen e di Freddie Mercury potranno ricevere omaggi gentilmente offerti dalla casa discografica.

Lo speciale “Freddie’s Mustache Milkshake” che gli ospiti potranno degustare al Cafe nel corso del Freddie For a Week è composto da bourbon e rum scuro, gelato alla vaniglia e salsa al cioccolato fondente che sarà guarnita con panna montata al cioccolato bianco ed un brownie al cioccolato che disegnerà i mitici baffi di Freddie. Il milkshake sarà disponibile anche in una versione analcolica per accontentare così gli ospiti di tutte le età.

Chi desidera festeggiare indossando articoli ispirati a Freddie può fermarsi al Rock Shop® del Cafe o visitare il sito (https://shop.hardrock.com) per acquistare magliette in edizione limitata e una spilla con l’immagine di Freddie sul palco.

Nella location di Via Brunelleschi, che ha vinto un contest tra 23 Cafe europei per la migliore proposta di programmazione, Freddie Mercury sarà festeggiato con tre appuntamenti imperdibili il 5, 9 e il 12 settembre con un menù speciale dove i panini sono identificati con i titoli delle canzoni dei Queen. Non mancheranno tre eventi live con la tribute band ufficiale italiana i Killer Queen il 5 settembre, il musical Bohemian Rhapsody della Compagnia del Villaggio il 9 settembre e nell’ultima serata del 12 settembre la possibilità per gli ospiti di interpretare sul palco accompagnati dalla house band del Cafe le migliori canzoni dei Queen.

Nel tempio rock di Via Veneto a Roma, in programma live show il 5 e il 12 settembre rispettivamente con i Bohemian Symphony e la tribute band Queen Rocks. Alle due serate parteciperanno alcuni studenti della Scuola Internazionale di Comics che realizzeranno all’impronta caricature in stile Freddie degli ospiti del Cafe.

In occasione della settimana dei festeggiamenti nel Cafe di Venezia dove gli ospiti saranno accolti dallo staff vestito a tema la musica live sarà protagonista nella serata del 5 settembre con “I Toys” dalle 21 alle 23.

A partire dal 28 agosto 2019 fino al 7 settembre 2019, sbarca alla Mostra del
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Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, torna la rassegna dedicata all’inclusione e ai diritti

A partire dal 28 agosto 2019 fino al 7 settembre 2019, sbarca alla Mostra del Cinema di Venezia, a bordo della Edipo Re, la barca a vela che fu del pittore Zigaina e dell’amico Pier Paolo Pasolini, Isola Edipo, una rassegna di cinema, eventi culturali e artistici ispirati ai principi della cooperazione sociale, del rispetto dell’ambiente, della persona e della sostenibilità, in partecipazione con MYmovies.

 

Caratteristiche principali di Isola Edipo sono la connessione con i territori e la totale indipendenza e autosufficienza economica: è infatti il Social Food Festival, diretto da Sibylle Righetti e Enrico Vianello, fondatori della Edipo Re s.r.l.sociale, in collaborazione tra gli altri con Coldiretti e Agrichef, a costituire l’anima di questa avventura attraverso la creazione di un circuito imprenditoriale virtuoso capace di mettere in relazione, attraverso la filosofia del contratto di rete, il mondo cooperativo della piccola produzione eno-agro-alimentare a chilometro etico di tutto il paese, con il mondo internazionale del cinema dando vita non solo a un luogo inclusivo ma a una vera e propria filosofia pratica.

 

Promossa dalla Edipo Re e Res-Int con MYmovies, con il patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Venezia e dell’Università degli Studi di Padova, realizzata in collaborazione collaborazione con Kama Productions, sotto la direzione artistica di Silvia Jop e Riccardo Biadene, Isola Edipo per il secondo anno sarà presente alla Mostra del Cinema con un un premio ufficiale collaterale: il Premio per l’Inclusione Edipo Re. Il premio verrà conferito da una giuria di tre figure rappresentative di uno sguardo culturale e artistico di grande valore (quest’anno l’attrice Ottavia Piccolo, il regista Giuseppe Piccioni e il reporter Giuliano Battiston), a uno dei film delle sezioni in concorso di Venezia76. Il premio consisterà nella distribuzione del film premiato in 5 sale in 5 città italiane, oppure, in presenza di una distribuzione italiana del film già definita, in un pacchetto comunicazione di accompagnamento dell’opera in sala in Italia targato MYmovies, piattaforma web che conta più di mezzo milione di utenti unici al giorno. Il film premiato inoltre verrà proiettato ad ottobre, in collaborazione con il Fondaco dei Tedeschi di Venezia – nuova istituzione sul territorio veneto, dal respiro internazionale e recentemente restaurato dall’architetto Rem Koolhaas – nella rassegna “Contaminazioni Culturali”, alla presenza del regista.

La programmazione dell’edizione 2019 sarà inoltre caratterizzata da una collaborazione ampia con le Giornate Degli Autori. L’incontro tra questa rassegna e questa sezione era già avvenuto nel 2018 attorno al conferimento del Premio per l’Inclusione Edipo Re alla carriera al regista e fotografo Raymond Depardon. Il consolidamento delle attività condivise tra Isola Edipo e le Giornate Degli Autori nel corso di Venezia76 è mosso dal desiderio di creare un vero e proprio ponte di eventi capaci di tenere una linea di tensione costante tra territorio e altrove, attraverso la programmazione di appuntamenti, corti e mediometraggi dedicati all’indagine del rapporto tra cinema e arti e al cinema d’autore restaurato.

 

Appuntamento centrale del calendario sarà il conferimento del Premio per l’Inclusione Edipo Re alla carriera, realizzato con il sostegno e la collaborazione delle Giornate Degli Autori, che quest’anno verrà attribuito alla regista tedesca Margarethe Von Trotta il 4 settembre alle 19.00 presso Isola Edipo (Riva Corinto 1, Lido). In quell’occasione avrà luogo un omaggio musicale per voce sola a cura di Miriam Meghnagi, una delle principali interpreti del patrimonio musicale ebraico e mediterraneo a livello internazionale.

 

Il 5 settembre alle 17.30 la regista terrà una masterclass presso la Villa Degli Autori. A seguire entrambi gli appuntamenti, presso la Sala Astra del Lido di Venezia, verranno proiettate due delle principali opere della regista, in collaborazione con la Ripley’s Film. In occasione della consegna del premio, verrà offerto alla regista un itinerario esperienziale nel cuore della laguna di Venezia a bordo della Edipo Re.

 

Attorno a questo appuntamento ruoteranno una serie di incontri, proiezioni, dibattiti, conferenze. (E’ possibile consultare il programma completo all’interno del dossier di presentazione).

 

Grazie alla collaborazione con la Reading Bloom, verranno presentati in anteprima italiana i restauri realizzati da Ross Lipman per la Milestone, di due opere di Billy Woodberry, uno dei principali esponenti del cinema afro americano indipendente, riunitisi nella L.A. Rebellion: il piccolo romanzo di formazione raccontato nel corto “The pocketbook” (Isola Edipo, 1 settembre 22.30) e il lungometraggio “Bless Their Little Hearts”, scritto da Charles Burnett, in cui si ricostruisce un intenso spaccato di vita afroamericana degli anni Ottanta (Villa degli Autori, 2 settembre ore 22). Verrà inoltre proiettato, in omaggio allo scrittore Alberto Ongaro, il corto “Altrove, la terra del fuoco” (Isola Edipo, 1 settembre ore 21.30): una composizione evocativa a cura di Esmeralda Calabria e Silvia Jop, accompagnata dalle musiche dal vivo dei Tetes De Bois con Giorgio Maria Condemi, estrapolata da un blocco di appunti visivi sopravvissuti a questo mezzo secolo in una bobina 16mm, realizzati dall’avventuriero scrittore veneziano e dall’illustratore Ivo Pavone quando, nel 1954, dopo aver lasciato l’Argentina dove avevano vissuto con Hugo Pratt e Mario Faustinelli per dar vita alle radici epiche della storia del fumetto internazionale, avevano deciso di raggiungere la Terra del Fuoco per realizzare un documentario sugli ultimi cercatori d’Oro. La proiezione sarà introdotta dal giornalista Nanni Delbecchi con l’illustratore Ivo Pavone.

Dopo una tournée in Italia, da una collaborazione con PSM e Archivio Mambor, approda a Venezia76 MAMBOR un film documentario di Gianna Mazzini, dedicato a un racconto inedito sulle opere e la biografia di Renato Mambor, artista della Scuola romana di Piazza del Popolo, accompagnato dai dialoghi d’artista con l’attore Fabrizio Gifuni, lo scrittore Emanuele Trevi, il musicista Andrea Satta e il poeta Stefano Dal Bianco (Isola Edipo, 2 settembre ore 22.00).

 

In conclusione, in anteprima Italiana verrà presentato, alla presenza del regista e del regista e storico del cinema Marco Bertozzi, il film saggio “13, a ludodrama about Walter Benjamin” del regista canadese Carlos Ferrand. Dal 1933 al suo suicidio nel 1940, il tedesco-ebreo-filosofocritico culturale e saggista Walter Benjamin in fuga dal Nazismo è andato a vivere in esilio a Parigi. Nel mettere in relazione materiali d’archivio, scene contemporanee, sequenze animate e marionette, questo saggio in 13 capitoli ci immerge in quel periodo di vita di Benjamin (Sala Astra, 5 settembre ore 18.30).

 

Lo sguardo cinematografico in area nell’arena Movieland/Laguna Speech, verrà inoltre declinato attraverso collaborazioni mirate, in tre temi fondamentali quali: la ricerca cinematografica indipendente, la questione femminile e la questione migratoria. Tra gli altri infatti, si segnala la collaborazione con FUORINORMA, la rassegna di cinema indipendente contemporaneo curata dal critico Adriano Aprà e culminata nella pubblicazione di un volume dedicato alla via neosperimentale del cinema italiano che verrà presentato in area in collaborazione con Artdigiland di Silvia Tarquini (31 agosto ore 22.00; 4 agosto ore 18.30), quella con EXODUS, il progetto coordinato dal reporter e regista Michelangelo Severgnini in collaborazione con il giornalista Piero Messina e il regista Riccardo Biadene, dedicato al racconto della condizione di contenzione subita dai migranti in Libia e quella con il gruppo DEA-Uguaglianza e genere nell’industria dell’audiovisivo organizzato dall’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps) sostenuto dalla Società italiana degli autori ed editori (Siae).

 

Si segnalano inoltre, per quanto riguarda il programma di incontri legati a diritti e attualità: l’incontro di presentazione del progetto “PFP, Progetti Formativi Personalizzati con Budget Educativi” promosso da Res-Int in collaborazione con Consorzio Sale Della Terra, selezionato dall’Impresa Sociale “Con i Bambini” con il Fondo per il contrasto alle povertà educative minorili con il Bando Adolescenza (30 agosto, ore 18.30); l’incontro di presentazione del progetto audiovisivo: NOT JUST FOOD realizzato attraverso un progetto europeo che ha coinvolto fondazioni e associazioni tra Italia, Germania, Spagna e Grecia, in collaborazione con l’Unione Europea; e l’incontro 8a VENDEMMIA SOLIDALE, promosso in collaborazione con Revert Onlus e l’azienda Le Manzane dedicato alla vendemmia solidale che verrà effettuata a favore della ricerca sulla SLA.

 

Quest’anno nei Cafe di Firenze, Roma e Venezia per un’intera settimana si celebreranno la storia
È un'opera senza tempo come la Divina Commedia di Dante la fonte di ispirazione della
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Inaugurata a Venezia la mostra “In Dante Veritas”

È un’opera senza tempo come la Divina Commedia di Dante la fonte di ispirazione della mostra “In Dante Veritas”, all’Arsenale di Venezia fino al 26 novembre 2019 dove ha inaugurato lo scorso 7 maggio, organizzata con il patrocinio del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e del Comune di Venezia. Più che una semplice mostra, si tratta di una vera e propria esperienza, come la definisce lo stesso artista, Vasily Klyukin (Mosca, 1976), che da alcuni anni vive a Montecarlo dedicandosi all’arte nelle sue diverse espressioni – scultura, design, scrittura. Più precisamente, è un’esperienza dell’inferno quella che Klyukin intende far vivere a chi si addentra nello spazio maestoso e carico di suggestione della Tesa 94 dell’Arsenale di Venezia, con i suoi oltre 900 mq si superficie espositiva.

L’inferno di Dante appunto, con i suoi nove cerchi, gironi e bolge che Klyukin reinterpreta in una forma originalissima e assolutamente nuova: “una rivisitazione della Commedia che si avvicina non solo alla scultura, ma anche alla performance e all’installazione, dando l’impressione di essere immersi in una pièce teatrale fortemente scenografica e incredibilmente coinvolgente” – afferma la curatrice della mostra Paola Gribaudo. In Dante Veritas potrebbe essere definita un’opera teatrale in 3 atti, un viaggio dentro di sé che prende il via nel Bacino dell’Arsenale con la scultura di 10 metri dal titolo Why People Can’t Fly, per poi snodarsi lungo il Tunnel dell’Apocalissee attraversare l’Inferno vero e proprio, concludendosi nell’ultima stanza, la più significativa, la Sala del Tradimento.

Questo “inferno” è popolato non più dai personaggi danteschi, ma da 22 rappresentazioni scultoree dei vizi umani e della loro punizione nell’aldilà: Gola, Lussuria, Blasfemia, Ipocrisia, Corruzione… A vegliare sulle porte infernali, Beatrice e il suo alter-ego in forma di tigre, a simboleggiare il suo coraggio nel sostenere il sommo poeta – e noi – nel viaggio attraverso gli inferi. All’inferno siamo condotti dal Tunnel dove i 4 Cavalieri dell’Apocalisse svettano imponenti nei loro 3,5 metri di altezza. Interessanti sono i nomi che Vasily Klyukin dà a questi cavalieri: al posto dei nomi biblici (Morte, Pestilenza, Guerra e Carestia), troviamo nuovi nomi che riecheggiano i mali del nostro tempo: Disinformazione, Sovraffollamento, Sfruttamento delle Risorse e Inquinamento – la conseguenza dei nostri peccati e ciò che, senza ravvedimento, porta all’inferno.

Proprio l’inquinamento ha un posto speciale nelle intenzioni dell’artista: se l’uomo non prende consapevolezza e non cambia il suo comportamento, assumendosi responsabilità verso l’ambiente, siamo destinati alla morte, all’Apocalisse che si avvicina. Ma Klyukin va oltre: nella scultura-installazione Why People Can’t Fly (“Perché le persone non possono volare”) che incontriamo nel Bacino dell’Arsenale, l’inquinamento è raffigurato come il nuovo peccato, che va ad affiancarsi ai 7 peccati capitali, ciò che in ultima analisi trattiene l’uomo a terra, impedendogli di volare: una presa di coscienza morale è quello a cui l’artista ci chiama. E il forte intento introspettivo, di invito alla riflessione, immergendosi nei propri pensieri e nella propria anima, è chiaro fin dall’ingresso in mostra: ogni visitatore è invitato a un percorso individuale, confrontandosi personalmente con ogni opera e lasciandosi interrogare e provocare da essa, con l’aiuto di un’audioguida in poesia scritta dallo stesso Klyukin – originariamente in russo, e poi tradotta in altre 11 lingue mantenendo intatta la rima, che è una parte imprescindibile dell’esperienza.

Tutte le sculture sono realizzate interamente in acciaio, attraverso una speciale tecnica definita “live sculpture” (letteralmente “scultura viva”), frutto dell’esperienza ingegneristica dell’autore, e basate su calcoli precisi: le lastre d’acciaio incastrate tra loro senza elementi di fissaggio, creano tridimensionalità mantenendo al contempo flessibilità e creando molteplici prospettive, ricordando così le pagine di un libro aperto da sfogliare. Sono state tutte create in meno di un anno, in un momento di grande ispirazione, nel corso del 2018. Alle sculture si affiancano lightboxes – raffiguranti i guardiani dei cerchi infernali – un sottofondo sonoro, luci e un’atmosfera fumosa, oltre alla voce narrante in poesia e all’installazione interattiva Betrayal (Tradimento), in un percorso composto da oltre 100 elementi multimediali: più di una mostra, un’esperienza immersiva in cui ognuno è invitato a confrontarsi con il proprio male – “Occorre visualizzare il nemico per poterlo combattere”, afferma Klyukin – quel male che, intessuto al bene, è parte di ogni uomo e in cui ognuno può riconoscere se stesso in diversi momenti della sua vita ed esperienza quotidiana.

L’intento è quello di riflettere, indagare nelle pieghe della propria anima, e poter poi agire, contrastare il male, e infine cambiare. Cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. “Ogni persona che visita questa mostra uscirà diversa da come è entrata” dice Klyukin, in quello che in ultima analisi è un messaggio di profonda speranza: lo capiamo nell’ultima e forse più importante parte del percorso, la Sala del Tradimento: qui ognuno è invitato a scrivere sulle pareti le iniziali o il nome di una persona – ma anche di un’organizzazione, di un’azienda, eccetera – che nel corso della sua vita lo ha tradito, lasciando aperto uno spiraglio al perdono.

Scrivere il nome di qualcuno non significa necessariamente condannarlo, ma prendere la decisione di perdonarlo, o, addirittura, quello che può uscire dalla nostra penna è il nome di qualcuno che noi stessi abbiamo tradito, e da cui vorremmo essere perdonati. Una mostra drammatica, un viaggio che è prima di tutto un viaggio interiore, un dialogo con se stessi, un percorso di riflessione da cui possiamo uscire cambiati, rivolti verso il bene come frutto di una decisione consapevole, fatti come siamo di luce e oscurità. Un percorso che sembra lasciarci una domanda che l’artista ha posto prima di tutto a sé e che ora pone a noi come provocazione: “Dove stai andando? Sei pronto a cambiare?”.

Prima di essere esposta a Venezia, In Dante Veritas si è svolta con largo successo di pubblico e critica al Museo di Stato di San Pietroburgo, diventando la mostra più visitata in città, con un afflusso di oltre 200mila visitatori in soli 3 mesi. Inaugurata lo scorso 7 maggio all’Arsenale di Venezia, la mostra è aperta al pubblico fino al 26 novembre, per tutta la durata della Biennale Arte. È accompagnata da un importante catalogo edito da Skira.

VASILY KLYUKIN
Nato a Mosca nel 1976, Vasily Klyukin, dopo studi nel campo della finanza e una brillante carriera negli affari come fondatore di una banca e di un fondo immobiliare, si trasferisce a Montecarlo nel 2011 per dedicarsi completamente all’arte nelle sue diverse forme: architettura, scultura, design e scrittura. Raggiunge la notorietà con il volume “Designing Legends” del 2013 (Skira), dove pubblica una raccolta dei suoi concept architettonici più visionari, suscitando reazioni controverse ma anche grande ispirazione tra bambini e ragazzi, che sfogliando quelle pagine decidono di dedicarsi all’architettura. Dal suo interesse originario per l’architettura, Klyukin, riducendo la scala delle sue opere si volge poi alla scultura – che mostra un forte gusto per il design – inventando nel 2016 la tecnica detta “live sculpture”, creando sculture composte da lastre d’acciaio incastrate tra loro, conferendo all’opera la mobilità delle pagine di un libro. Nel 2017 la sua statuetta della “Golden Madonina” realizzata con questa tecnica è il premio ufficiale Design Prize per la Milano Design Week. Nel 2016 pubblica il romanzo fantascientifico “Collective Mind”, al cui seguito sta attualmente lavorando. Tra i diversi enti, Klyukin sostiene amfAR, la fondazione di Elton John per la ricerca sull’AIDS, e le sue opere si trovano spesso ad importanti aste di beneficienza. Tra i suoi collezionisti ricordiamo Alberto II, Principe di Monaco, Charles Saatchi, Sir Leonard Blavatnik, Eva Longoria e Leonardo di Caprio.

SCHEDA DELLA MOSTRA
Titolo    In Dante Veritas
Artista                           Vasily Klyukin
Curatore    Paola Gribaudo
Sede   Arsenale Nord, Tesa 94, Venezia (fermata vaporetto: Bacini-Celestia)
Organizzatori               The State Russian Museum
Sponsor                        Cappasity
Date   8 maggio – 26 novembre 2019
Sito web e info             http://indante.com/index/italy.html    info@indante.com

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A Venezia un convegno sul diabete mellito: una visione sul presente e oltre gli attuali

Diabete, in arrivo nuovi farmaci

A Venezia un convegno sul diabete mellito: una visione sul presente e oltre gli attuali paradigmi di cura. Necessario ridurre il numero di pazienti con un approccio multidisciplinare che coinvolga medici di base e specialisti

In arrivo nuovi farmaci per contrastare anche tumori, malattie metaboliche e cardiovascolari, demenze senili

Si va verso la de-cronicizzazione delle malattie

Nel diabete mellito di tipo 2 diventa fondamentale il raggiungimento di obiettivi terapeutici che vadano al di là del semplice controllo della glicemia e che invece raggiungano importanti risultati sulla prevenzione secondaria degli eventi cardiovascolari e renali, dell’ospedalizzazione per scompenso cardiaco e della mortalità generale dei pazienti diabetici. Inoltre, ultimamente, ci si è spinti fino a considerare prioritari gli obiettivi sulla prevenzione cardiovascolare primaria e anche della malattia diabetica, aprendo importanti prospettive sulla remissione clinica del diabete stesso e della prevenzione del prediabete e della sindrome metabolica.

 

FOCUS SUL DIABETE A VENEZIA – Il diabete è una patologia che necessita di maggiore attenzione: anzitutto per i numeri, dato che colpisce circa il 6% della popolazione italiana a cui si aggiunge un altro 2% circa di sommerso; inoltre, i cambiamenti connessi all’evoluzione della medicina e i mutamenti della società che si riflettono sullo stile di vita e sulle caratteristiche della popolazione inducono a nuove riflessioni.

Una due giorni fitta di impegni a Venezia con il convegno Le gliflozine nel diabete mellito: una visione sul presente e oltre gli attuali paradigmi di cura, organizzata con il contributo non condizionato di Mundipharma.

Questo convegno verte su 3 grandi questioni: anzitutto, i nuovi concetti della fisiopatologia del diabete; in secondo luogo, il nuovo contesto più ampio da prendere in esame, caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalle conseguenze cardiovascolari connesse; la terza grande area affrontata è quella dei nuovi farmaci, le molecole recentemente arrivate sul mercato, che possono determinare una rivoluzione nel trattamento della malattia.

 

I NUOVI FARMACI PER IL DIABETE – La questione centrale del convegno di Venezia verte per la prima volta in Italia sul legame tra diabete, invecchiamento e patologie neurodegenerative, tumorali, autoimmuni. Sebbene si sviluppino con diverse sfaccettature, queste malattie hanno un’origine comune e sono tutte assimilabili alla categoria delle malattie croniche. Per la medicina parlare di malattia “cronica” è una sconfitta, perché qualcosa di cronico non può mutare nel tempo: per questo la lotta al diabete e alle patologie ad esso connesse costituisce una sfida così importante.

Si tratta di “un obiettivo rivoluzionario” dichiara il prof. Bruno SolerteProfessore di Medicina Interna all’Università di Pavia. Le nuove molecole saranno in grado di modificare questo concetto di irreversibilità, avviando verso la de-cronicizzazione delle malattie. È un obiettivo che necessariamente va perseguito, poiché l’economia mondiale presto non sarà in grado di sostenere i costi di queste malattie croniche. Proprio il diabete è il banco di prova per verificare i passi avanti della farmacologia. Le novità relative ai farmaci riguarderanno anche le demenze senili e i nuovi farmaci metabolici nella cura del cancro”.

In Italia ci sono circa 4,5 milioni di pazienti diabetici, di cui circa il 15% ha una qualche forma di cardiopatia” spiega il prof. Angelo Avogaro, Professore Ordinario di endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università di Padova. “I nuovi farmaci riducono molto la mortalità di questi pazienti: è il caso, ad esempio, degli inibitori del riassorbimento renale del glucosio o degli antagonisti del recettore del GLP1. Questi nuovi farmaci hanno anche il vantaggio di non mandare in ipoglicemia il paziente. Il dibattito oggi è incentrato su quale sia la fase giusta in cui utilizzare questi nuovi farmaci, se già nelle fasi precoci della malattia o solo in una fase avanzata. Visto l’elevato numero di pazienti con complicanze cardiovascolari, probabilmente sarà utile farne un utilizzo immediato”.

Il limite ancora oggi significativo è che in Italia oltre la metà dei diabetici vengono trattati con farmaci vecchi. I nuovi farmaci infatti sono soggetti al piano terapeutico e sono prescrivibili sono dagli specialisti di diabetologia.

 

Quest’anno nei Cafe di Firenze, Roma e Venezia per un’intera settimana si celebreranno la storia
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