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Lugana, il vino bianco icona si racconta a Milano

Venerdì 7 giugno il vino simbolo del Lago di Garda torna a Milano con l’evento “Lugana Armonie Senza Tempo”, nel centralissimo Palazzo Giureconsulti, a pochi passi da Piazza Duomo. Nelle sue eleganti sale sarà allestito un importante banco d’assaggio che darà la possibilità sia ai professionisti del settore, sia agli eno-appassionati di degustare le tipologie e le etichette più rappresentative proposte da oltre cinquanta aziende aderenti al Consorzio Tutela Lugana Doc.

Prodotto tra le province di Brescia e Verona, il Lugana è espressione di diversi territori dislocati in cinque Comuni (Sirmione, Pozzolengo, Desenzano del Garda, Lonato del Garda e Peschiera del Garda). La sua personalità suadente e raffinata esalta il profondo legame con la terra d’origine e lo rende un vino apprezzato anche all’estero grazie alla sua freschezza, ma anche all’eleganza e alla complessità. Non è un caso che per ospitare la quinta edizione milanese di “Lugana Armonie Senza Tempo” sia stato scelto il cinquecentesco Palazzo Giureconsulti, una delle location più affascinanti e iconiche della città, che ospita ogni anno eventi culturali, ricevimenti e congressi. Un luogo ricco di storia e tradizione, due caratteristiche che si ritrovano anche nelle mille sfaccettature del vino Lugana.

L’evento prevederà un momento di approfondimento dedicato alla stampa e ai professionisti del settore con un welcoming alle ore 16, sulla terrazza del Palazzo vista Duomo, e a seguire una masterclass guidata. Il pubblico potrà accedere al wine tasting – con ingresso a pagamento – che prevede due turni: dalle 18.30 alle 20.30 e dalle 21 alle 23.

Grazie a “Lugana Armonie Senza Tempo” tornano a Milano lo stile, la storia e la versatilità di un vino che non finisce mai di raccontarsi e di stupire con la sua magia tutti i wine lovers, trasportandoli con i suoi profumi e le sue sfumature nel meraviglioso paesaggio del Lago di Garda per celebrare l’inizio dell’estate!

A spasso per il Mercato, alla Festa del Bio di Roma

Fino al 26 maggio al MAXXI di Roma. Oltre 60 produttori dei Mercati della Terra, dei Presìdi Slow Food e delle aziende biologiche del Lazio

Custodi di biodiversità, sostenitori dei metodi di produzione biologica, coltivatori rispettosi del suolo e delle risorse naturali: sono i produttori e le produttrici che da domani, sabato 25 maggio, animano il grande mercato di Anteprima Terra Madre e Festa del Bio, la tre giorni, organizzata da Slow Food Italia, Regione Lazio, Arsial e FederBio, vede 150 giovani attivisti di 30 associazioni della società civile confrontarsi su cibo, clima e bellezza futura.

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La guerra delle pance in Palestina

Si resta colpiti dolorosamente dal numero di bambini vittime della guerra di Gaza. Ovviamente non è che gli israeliani prendano di mira i bambini (come pure qualcuno lascia credere): colpiscono in teoria gli obiettivi militari di HAMAS, ma poiché questi si trovano fra la gente comune, colpiscono la gente comune. Diciamo pure che si tratta di bombardamenti indiscriminati, a tappeto come si diceva ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, anche se non arrivano all’orrore delle bombe incendiarie di Dresda, del bombardamento su Tokyo e della atomica su Hiroshima.

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La pesca tradizionale dello Stretto di Messina è un patrimonio culturale

Si chiama feluca ed è l’imbarcazione utilizzata per la tradizionale pesca al pesce spada nello Stretto di Messina. Insieme ad altri antichi metodi di pesca impiegati, come il tremaglio e le nasse, rappresenta un patrimonio culturale da proteggere e una forma di pesca basata sulla profonda conoscenza e sul rispetto del mare.

La pesca tradizionale dello Stretto di Messina entra a far parte della famiglia dei Presìdi Slow Food: «In questo modo la comunità dei pescatori che custodisce queste tecniche potrà continuare a praticare una pesca selettiva e stagionale e dare il giusto valore alla grande varietà di specie che si catturano tutto l’anno, variando tecniche e strumenti» sottolinea Antonella Donato, pescatrice e presidente dell’Associazione Pescatori Feluca dello Stretto, che riunisce gli operatori di entrambe le sponde. «Il Presidio ci permetterà anche di costruire una filiera di qualità. Il nostro pescato non fa grossi numeri, non perché il mare dello Stretto non sia pescoso, ma perché queste antiche tecniche sono altamente selettive e permettono di catturare solo il pesce che è giusto pescare in quel preciso momento, in base alla sua taglia, permettendone quindi la riproduzione».

Il Presidio Slow Food della pesca tradizionale dello Stretto di Messina sostiene e valorizza il lavoro dei pescatori locali delle coste tra Sicilia e Calabria, anche attraverso la promozione delle attività di pesca turismo, un ottimo strumento per salvaguardare il patrimonio culturale materiale e immateriale della costa e un importante elemento di diversificazione a sostegno dell’attività dei pescatori.

«Questo Presidio per noi ha un importante valore simbolico, rappresenta un’opportunità per fortificare legami e costruire nuove connessioni per proteggere, tutelare e valorizzare l’intera area dello Stretto di Messina, un tratto di mare che unisce Sicilia e Calabria, due terre che hanno tanti elementi di contatto, non solo tra di loro, ma con l’intero Mediterraneo – afferma Nino Mostaccio referente Slow Food del Presidio e Presidente Slow Food Messina -. Lì dove Ionio e Tirreno si fondono e si contaminano, esiste già un ponte, fatto di biodiversità ‘condivisa’, di culture intrecciate e sovrapposte, di scambi e dialoghi, un ponte immateriale che va tutelato e salvato insieme alla peculiarità di questo splendido tratto di costa».

Per sottolineare l’importanza di questo progetto, dal 17 al 19 maggio si terrà l’evento Il Mare chiama, una vera e propria festa per l’avvio del Presidio, ospitata in uno dei luoghi più affascinanti della città, l’edificio storico del Monte di Pietà, dove sarà allestita una mostra tematica e saranno proiettati documentari d’epoca e contemporanei dedicati ai riti della pesca tradizionale sullo Stretto di Messina.

Tre giorni di appuntamenti enogastronomici, tavole rotonde, forum e Laboratori del Gusto sulla pesca tradizionale nello Stretto di Messina con numerosi ospiti, provenienti da diverse città italiane e da alcuni paesi dell’area del Mediterraneo. Un palinsesto di eventi rivolto non solo agli operatori del settore, ma per ogni cittadino interessato al vivere sostenibile.

Il Presidio della pesca tradizionale dello Stretto di Messina rappresenta un primo passo concreto che Messina Food Policy, sulla spinta di Slow Food Messina, compie nella direzione della sostenibilità, della consapevolezza e del riconoscimento dei custodi del nostro mare.

Messina Food Policy è il tavolo per le politiche agroalimentari nato a settembre 2022 grazie all’impegno della Comunità Slow Food per la Salvaguardia della Biodiversità dello Stretto di Messina, Slow Food Sicilia, il Comune di Messina e la sua Città Metropolitana, la Camera di Commercio di Messina e la Fondazione Me.S.S.In.A. volto a sviluppare politiche a sostegno della transizione ecologica, riconoscendo nel cibo un elemento trasversale per il cambiamento.

“Visse d’arte”, per ricordare Giacomo Puccini

Per ricordare Giacomo Puccini nel centenario della scomparsa, il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali ospiterà nei prossimi giorni un tris di eventi, tra arte e musica, correlati alla mostra di Corrado Veneziano “Visse d’Arte” attualmente in corso e in programma fino al 23 giugno p.v.

Si comincia sabato 18 maggio, in occasione della Notte Europea dei Musei, quando alle ore 20:45, l’artista racconterà la sua reinterpretazione pittorica di Puccini e delle sue opere liriche in mostra. Un omaggio personale molto sentito dal poliedrico artista – già autore di opere pittoriche iconiche nonché di pregevoli saggi su teatro e linguistica – che della drammaturgia pucciniana, attraverso la pittura, mira ad esaltare del compositore la forte tensione figurativa, in un dialogo con le note del pentagramma, evocando luoghi e personaggi dei suoi capolavori assoluti, tra cui Tosca, Turandot, Manon, Suor Angelica, La Fanciulla del West, Madama Butterfly. La mostra “Visse d’arte” è a cura di Francesca Barbi Marinetti, Cinzia Guido e Sonia Martone.

L’ingresso serale al Museo, al prezzo simbolico di 1 €, sarà consentito a partire dalle ore 19.00, con chiusura alle ore 22:30.

Domenica 19 maggio, alle ore 17:00, l’Auditorium del Museo ospiterà invece il concerto della cantante Alma Manera. La sua apprezzatissima voce, considerata versatile, spirituale e di un’eccezionale estensione, interpreterà alcuni dei brani più celebri di Puccini, quali “O mio babbino caro” (Gianni Schicchi), “Donde lieta uscì” (La Bohème), “Tu che di gel sei cinta” (Turandot), “Vissi d’arte” (Tosca), accompagnata al pianoforte dalla pianista albanese Kozeta Prifti. L’esecuzione canora sarà intercalata da un tessuto narrativo vocale dello stesso Corrado Veneziano, che spiegherà genesi, aneddoti e percorsi delle opere in programma.

Martedì 21 maggio, l’Auditorium del Museo ospiterà invece gli studenti del Liceo Musicale Farnesina che daranno vita, alle ore 17:00 ad un concerto ispirato alle principali melodie pucciniane.

L’ingresso ai concerti del 19 e 21 maggio è di € 6,00, comprensivo della visita al Museo.

La mostra “Visse d’arte” gode del riconoscimento del Comitato nazionale per le celebrazioni “Puccini100”, unica mostra pittorica dell’ampio programma dedicato a Giacomo Puccini, nonché degli auspici della Presidenza Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Orari:

dal martedi alla domenica ore 9:30-19:30

(ultimo ingresso ore 18:30)

Giorno di chiusura: lunedi

Ingresso:

€ 6 (intero)

€ 2 (dai 18 ai 25 anni) solo per studenti UE

Gratuito fino a 18 anni e ogni prima domenica del mese

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Piazzale Santa Croce in Gerusalemme 9/a – Roma

Le madri sono molto preoccupate per il futuro

Secondo l’istituto di ricerca Eumetra, su un campione di oltre 2.000 famiglie, l’84% delle madri è preoccupato per il futuro personale e del proprio nucleo familiare: risparmi e lavoro i principali timori. Le mamme sono più colpite dalla riduzione delle entrate economiche rispetto ai padri.

Solo il 33% delle mamme italiane si dichiara soddisfatto della propria occupazione attuale. A rilevarlo è l’istituto di ricerca Eumetra che ha reso noti i risultati dell’Osservatorio Parents dal quale emerge come un’alta percentuale di madri (il 40% contro il 28% dei padri, in un campione di oltre 2000 famiglie) manifesti oggi un forte desiderio di affermarsi nel lavoro.

L’84% delle madri italiane, contro il 77% dei padri, si dice molto o abbastanza preoccupato per il futuro personale e della propria famiglia, soprattutto a causa della riduzione dei risparmi che colpisce quasi 6 mamme su 10 (57%).

“Il nostro osservatorio – ha sottolineato Matteo Lucchi, CEO di Eumetra – restituisce una fotografia in chiaroscuro certamente migliore rispetto al 2019, ma dove le madri devono ancora, ogni giorno, affrontare un intreccio di preoccupazioni e aspirazioni che non sempre condividono con i padri: solo il 12% delle donne ritiene che la conciliazione tra lavoro e gestione familiare non crei problemi, a fronte del 24% degli uomini coinvolti nell’indagine”.

PIÙ SPESE E MENO ENTRATE, LE MADRI LE PIÙ COLPITE. La percezione di un calo delle entrate nel 2023 è maggiore tra le madri (29%) rispetto ai padri (22%), così come la preoccupazione per la riduzione dei risparmi, che colpisce il 57% delle madri rispetto al 51% dei padri. “Le madri – ha aggiunto Lucchi – subiscono particolarmente le incertezze economiche che influenzano la sicurezza finanziaria della famiglia: l’andamento dell’economia italiana è fonte di ansia per il 40% delle madri intervistate”.
LA VIOLENZA DI GENERE RESTA UN TEMA MAGGIORMENTE SENTITO DALLE DONNE. Come emerge dalla ricerca Eumetra, il 33% delle mamme teme gli episodi di violenza che coinvolgono le donne, una percentuale superiore a quella dei padri (21%). Gli episodi di violenza, in generale, nella società e i fatti di cronaca riportati dai media turbano il 42% delle madri, anche in questo caso un dato superiore alla media dei padri: 36%.