Il Cuore più grande del Mondo si accende in Umbria

Nel cuore Verde d’Italia, proprio nella patria di San Valentino inizia di nuovo a battere un cuore grande. Nel mese in cui le rose celebrano la fine definitiva dell’inverno e simboleggiano lo sbocciare dell’amore si accende forte il cuore luminoso più grande del mondo, come forte simbolo di amore non solo di coppia ma di solidarietà e pace universale.

Su una meravigliosa collina dominata dalla natura rigogliosa si accende in Umbria il cuore più grande del mondo, come immagine di condivisione e amore universale.

Un’installazione luminosa unica con un diametro di 200 metri, che si stacca su una collina dalla natura rigogliosa, con splendida vista sul lago Trasimeno. Un luogo speciale, un punto di energia che, partendo dai tronchi di olivi secolari , stacca nell’oscurità della natura per andare verso il cielo, armonizzandosi con il paesaggio e valorizzando ulteriormente la sua bellezza unica.

L’abbraccio del cuore, visibile nella sua forma unica solo dall’alto, vuole essere un simbolo d’amore e pace universale, un’opera parlante a sua volta ai cuori. “Il Cuore più grande del mondo”, vuole essere una vera e propria fonte di ispirazione per chi ci entra e ne respira il calore e l’energia ma anche per tutti coloro che fanno dell’amore una fonte di nutrimento e gioia.

E’ un cuore che ha come pareti i raggi luminosi e come tetto il cielo in cui sostare volando con la fantasia verso l’ infinito, riscoprendo la magia dell’esistenza, la magia di amare e poter essere amati. Un cuore che vuole essere un dono, rimanere acceso, non spegnersi mai come mai si devono spegnere i nostri sentimenti, i nostri sogni .

Immergersi dentro al cuore è un’emozione unica, da non perdere…

Lugano: LongLake Festival al via

Si svolgerà dal 28 giugno al 4 agosto 2019 la nona edizione del LongLake Festival, un intero mese di eventi tra musica, letteratura, incontri, animazioni, teatro, danza, cinema, spettacoli per bambini e installazioni di arte urbana che invaderanno il lungolago, le piazze e i parchi pubblici di Lugano, dando vita ad un intenso incontro tra artisti e pubblico.

Il fitto cartellone di eventi del Longlake Festival è articolato in diversi festival tematici, Estival Jazz,Wor(l)ds, Buskers, ROAM, Experience e National Days.

A inaugurare il festival sarà un grande ospite della scena musicale italiana: venerdì 28 giugno alle 21:00 Piazza della Riforma ospiterà Francesco De Gregori & Orchestra – Greatest Hits Live. Una data unica, un concerto imperdibile che inaugurerà il LongLake Festival e chiuderà il cartellone di LuganoInScena. Accompagnato da una grande orchestra, il cantautore italiano presenterà – per la prima volta in un contesto sinfonico – i suoi più grandi successi. L’Opening Act della serata sarà affidato a Tricarico.

La fotografia e le sue tecniche, in mostra a Pavia

La storia della fotografia, l’invenzione che quest’anno festeggia il suo 180° compleanno, è sempre stata frutto di emozioni, ricerche, innovazioni infinite che non si fermano né conoscono frontiere, passando da arte riservata a pochi a mezzo di comunicazione universale.

La fotografia si basa su due grandi principi, quello estetico-creativo e quello tecnologico ma se la sua storia si è giustamente identificata con quella dei grandi autori che l’hanno realizzata, meno attenzione è stata riservata alla straordinaria evoluzione delle sue tecniche.

 

È dunque nell’ottica di raccontare proprio le tecniche che ne hanno segnato la crescita della fotografia che il Museo della Tecnica Elettrica (MTE) di Pavia, nato nel 2007 con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio culturale della tecnica elettrica, e oggi importante punto di riferimento culturale sul territorio diretto dalla prof.ssa Michela Magliacani, presenta dal 1° al 30 giugno la mostra “AA.VV. Dal dagherrotipo al digitale. La fotografia e le sue tecniche” a cura di Roberto Mutti.

 

Michela Magliacani, direttrice del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia: «Per noi è stato un onore, ancor prima che un dovere, poter ospitare nei nostri spazi una mostra che raccontasse la storia di uno dei mezzi della comunicazione più democratici che si conosca, la fotografia. L’MTE fa parte del Sistema Museale dell’Università di Pavia ed è nostro compito ricercare, conservare e divulgare la storia e la cultura della tecnica elettrica. Ovvero spiegare alle persone che vengono a trovarci la nascita di un qualcosa che fa parte della quotidianità di tutti noi. Con questo spirito crediamo nell’arte e in tutte le sue espressioni per avvicinare grandi e piccoli alla conoscenza del nostro patrimonio».

 

La mostra, inserita nella programmazione della prima edizione di Pavia Foto Festival, espone in apposite teche pezzi originali antichi raramente visti da vicino (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipie, carte de visite, calotipi, carte salate, autochrome, stampe “al chiaro di luna”), pellicole, diapositive e immagini analogiche di un recente passato, fotografie digitali contemporanee.

Tutte le storie hanno un inizio, e quella della fotografia moderna la si può far risalire al 9 luglio del 1839 con il pittore e scenografo teatrale francese Louis Jacque Mandè Daguerre che dava vita al procedimento fotografico conosciuto come “dagherrotipo”: una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio, messa in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, svelava un’immagine speculare del soggetto fotografato.

 

Roberto Mutti, curatore della mostra e direttore artistico di Pavia Foto Festival: «Esposte ci sono delle vere e proprie rarità, e il tutto è accompagnato da pannelli che spiegano i differenti procedimenti, dal dagherrotipo, che realizzava fotografie che non potevano essere duplicate (si dovrà aspettare il 1841 con l’invenzione dei negativi da parte dell’inglese William Henry Fox Talbot), alle stampe al chiaro di luna. È un percorso completo e affascinante. Bisogna comprendere che quello che per noi è naturale e che facciamo tutti i giorni con i nostri smartphon, una volta richiedeva di attrezzature ingombranti e tempi di posa e sviluppo lunghissimi. Oggi si ottengono risultati eccezionali, ma senza i passaggi che vengono raccontati in mostra non esisterebbe la moderna fotografia, senza dimenticarci di veri e propri miti come la Polaroid, che grazie alla possibilità di realizzare fotografie istantanee ha in qualche modo anticipato l’era digitale».

 

In mostra al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia compaiono anche opere di autori contemporanei (Beniamino Terraneo con i suoi dagherrotipi, Stefania Ricci con le cianotipie, Paolo Marcolongo con clichè verre e kyrlian, Federico Patrocinio con la fotografia stenopeica, Beppe Bolchi con il distacco polaroid in bottiglia, Roberto Montanari con la gomma bicromatata, Dino Silingardi con le stampe al platino e al carbone, Erminio Annunzi con la stampa ad annerimento) che si dedicano a queste antiche e talvolta più recenti tecniche con risultati sorprendenti.

 

Ma anche all’evoluzione contemporanea è dedicato molto spazio, perché il passaggio dalla “camera oscura” (in mostra esempi di comparazione fra stampe su carta baritata e politenata) alla “camera chiara” ha portato a una varietà di soluzioni che vanno dalla stampa lambda a quella ai pigmenti di carbone, dalla fine art alla stampa su materiali diversi come il propilene, il metallo, il plexiglass.

 

Organizzata da photoShowall, la prima edizione di Pavia Foto Festival, vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori, propone sino 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (www.paviafotofestival.it).

 

Bologna, torna Smell – Festival dell’Olfatto

Dal 23 al 26 maggio torna a Bologna la 10a edizione di Smell – Festival dell’Olfatto, la rassegna promossa dall’associazione Orablu con il patrocinio del Comune di Bologna, la Regione Emilia Romagna e il sostegno di Moellhausen, riferimento internazionale per le materie prime del settore fragranze, e fragrance house devota all’innovazione e alla ricerca.

“Atmosfere”

Il Festival si interroga sul ruolo che gli odori e i profumi hanno nella definizione della valenza emozionale dei luoghi. È quindi “ATMOSFERE” il tema scelto dalla direttrice artistica Francesca Faruolo. Tra gli ospiti non poteva mancare Tonino Griffero, docente di estetica all’Università di Roma Tor Vergata e autore di libro Atmosferologia – estetica degli spazi emozionali che contribuirà a circoscrive un fenomeno conosciuto, seppur vago: ovvero la capacità dei luoghi di generare sentimenti grazie a qualità impalpabili e non facilmente misurabili. L’autore spiegherà in che modo l’olfatto contribuisca a definire le cosiddette ‘atmosfere’, favorendo un’analisi delle loro componenti espressive ed emozionali. Il suo intervento è in programma domenica 26 maggio a Palazzo Isolani.

Una dimostrazione di “atmosferologia applicata” si avrà nella stessa giornata, nel corso della Masterclass di profumeria con Dominique Moellhausen, creatrice di fragranze che illustrerà com’è possibile modulare la percezione emotiva degli ambienti grazie a un attento uso di materiali antichi e moderni e la conoscenza del linguaggio degli odori.

Odori ambientali e mappe digitali

Sabato 25 maggio, le atmosfere olfattive entreranno in contatto con la dimensione dei social media grazie al contributo di Rossano Schifanella, docente di Computer Science presso l’Università di Torino. Presupposto della sua ricerca è la constatazione di quanto l’olfatto influenzi il nostro modo di percepire gli spazi, benché sia spesso trascurato nella progettazione delle città, probabilmente per la difficoltà di carpire i dati sensoriali e analizzarli su ampia scala. Il relatore mostrerà come un uso creativo dei social media e dei dati digitali ci permetta di catturare le caratteristiche emozionali e olfattive dei luoghi, fornendo mappe per esplorare l’atmosfera degli spazi urbani.

Nella stessa giornata le mappe olfattive tornano anche nell’intervento di Maurizio Benzo, chimico e direttore tecnico di Osmotech (Pavia) unica azienda italiana accreditata secondo le norme europee vigenti per il campionamento e l’analisi degli odori ambientali (Odour Field Inspection), una tecnica innovativa che si avvale della collaborazione dei cittadini. Maurizio Benzo spiegherà in che modo ‘annusatori’ adeguatamente formati riescano a captare e misurare gli odori ottenendo risultati affidabili e oggettivi. E come, sulla base delle loro rilevazioni, sia possibile intervenire per migliorare la percezione dei luoghi e la loro vivibilità.

Scenari aromatici tra teatro e cibo

Nel pomeriggio di domenica 26 maggio, l’attrice e regista slovena Barbara Pia Jenič si soffermerà sull’impiego di odori e profumi sulla scena teatrale alla luce della sua ventennale esperienza nel campo. L’artista illustrerà diversi modi per accompagnare un racconto con suggestioni olfattive per renderlo più vivido, favorendo il ricordo e il coinvolgimento del pubblico. Spiegherà inoltre come evitare possibili criticità ed errori.

I luoghi pervasi dagli aromi del cibo sono il tema dell’intervento che domenica 26 maggio sarà condotto da Elena Mancioppi, dottoranda in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Pollenzo. Attraverso brani di letteratura e con il supporto di nozioni scientifiche, la studiosa dimostrerà quanto gli aromi siano importanti non solo per il piacere e l’aspetto nutrizionale, ma anche per i nostri vincoli affettivi con gli spazi vissuti.

 

Incontri con i creatori di fragranze

Come sempre Smell Festival favorisce l’incontro con creatori di fragranze e direttori artistici delle case di profumo creando un percorso espositivo dedicato alla profumeria indipendente (Palazzo Isolani, sabato 25 e domenica 26 maggio). Tra i protagonisti, la casa Molinard di Grasse che festeggerà al Festival il suo 170esimo anniversario. Thierry Laur, responsabile export della Maison, coinvolgerà il pubblico in un approfondimento sul mondo del profumo incentrato sul savoir faire che ha permesso all’area di Grasse di essere riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. A Palazzo Isolani, Molinard allestirà un proprio Atelier dove pubblico potrà comporre una fragranza personalizzata con la guida di un profumiere della Casa.

Tra gli eventi anche l’incontro (domenica 26 maggio) con Alyson Oldoini, aristocratica che esprime attraverso il profumo l’eccellenza italiana. Nello studio creativo dell’azienda, presso il Lago di Como, Alyson Oldoini segue ogni fase della produzione ottenendo risultati di estrema ricercatezza esportati in tutto il mondo. La designer svelerà al pubblico due inedite fragranze che reinventano la sensazione di freschezza e il gusto dell’essenziale.

Dalla Liguria, terra di fiori, sarà presente a Smell Festival La Strega del Castello, casa profumiera artigianale fondata da Caterina Roncati raccogliendo l’eredità paterna e le suggestioni legate alla sede del primo laboratorio di famiglia situato all’interno del Castello Mackenzie di Genova. Oltre a creare profumo ispirati al romanzo di Cristina Caboni (Rizzoli), il marchio ha realizzato la fragranza personale dell’attrice Elena Sofia Ricci.

Da Bologna Oliorito, un originale concept di fragranze naturali in olio che riprendono i riti e  le passioni olfattive delle donne etrusche. E poi, sempre dalla città felsinea, arrivano i profumi sartoriali di Soul Couture, creati da Andrea Marin, che superano le distinzioni di genere per esaltare lo stile personale.

La Sicilia è invece il territorio a cui si ispirano le fragranze made in Italy di Fabio Lo Coco, nate dal desiderio di muovere emozioni e ricordi suscitati dagli angoli nascosti dell’Isola e dalle loro particolari atmosfere olfattive.

La profumeria selettiva sarà celebrata anche venerdì 24 maggio dalla la Profumeria Al Sacro Cuore di Bologna, storico punto vendita di fragranze selettive, che a Palazzo Isolani condurrà un percorso tra i migliori profumi dell’ultimo secolo, con la possibilità di sentire composizioni rare o non più in commercio.

Il profumo della natura e l’anima del territorio

Tra le “Atmosfere” di Smell Festival, non potevano mancare quelle della natura. La profumeria botanica trova espressione lungo il percorso espositivo nelle sale di Palazzo Isolani grazie a La Mia Casa nel Vento, marchio fondato da Maria Martino che fa del suo legame con il territorio il proprio fiore all’occhiello. La sede d’elezione per questo progetto è infatti Reggio Calabria sulla costiera calabrese, celebre in tutto il mondo per la coltivazione del Bergamotto e del Gelsomino.

Attesissima da tutti gli appassionati è la Masterclass di profumeria naturale di venerdì 24 maggio, condotta da Pierre Bénard, profumiere, fondatore di OSMOART e insegnante di prestigiose scuole di profumeria francesi come l’ISIPCA di Versailles. La Masterclass, ispirata alle atmosfere delle foreste, sarà orientata alla creazione di un accordo Oud, senza l’impiego di questa costosa materia prima, il cui commercio ha subito forti restrizioni a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

Identità olfattive sui Social Media

Tra i relatori anche Diletta Tonatto, direttrice creativa di Tonatto Profumi, che introdurrà insieme all’artista Michele Tiberio l’opera “Me, My Scent”, vincitrice del concorso Re:Humanism, il primo premio dedicato al rapporto tra Arte e Intelligenza Artificiale organizzato da Alan Advantage, azienda attiva nel campo dell’IT. L’opera consiste in un libro di oltre 1500 pagine che raccoglie tutto ciò che esiste online del suo autore: foto, messaggi privati, like, pagine visitate, insieme a tutti i dati di Facebook, Instagram, Google, e Linkedin, per comporre il ritratto di chi è Michele Tiberio per la Rete. Parte del libro è il suo profumo, composto da Diletta Tonatto grazie ad un algoritmo in grado di analizzare i dati della nostra identità digitale per ottenere un profilo olfattivo univoco.

Smell Festival: fucina di creatività

Il Festival dell’Olfatto è anche un centro di formazione che propone tutto l’anno corsi rivolti a un pubblico eterogeneo interessato ad affinare la propria sensibilità olfattiva e ad acquisire competenze nel settore delle fragranze (www.smellatelier.it). Come da tradizione, gli studenti che hanno concluso il corso annuale di profumeria debutteranno durante il Festival con un loro profumo. Fragranze originali, fuori dagli schemi che saranno presentate in sala conferenze nella mattina di sabato 25 maggio alla presenza degli stessi autori: Francesca Gurrisi, Adriana Torelli e Caterina Zerini.

Incoraggiare l’incontro con l’universo del profumo e offrire esperienze formative di facile accesso è lo scopo dei workshop proposti dal Festival con il coinvolgimento di insegnanti di Smell Atelier o professionisti che si sono perfezionati presso la scuola.

Olfatto e Fashion Design

Alla fine dell’intensa giornata di sabato, il Festival si sposta negli spazi del Cassero (via Don Minzoni 18) dove gli studenti del corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Art di Bologna coordinati dalla prof.ssa Rossella Piergallini, presentano “BSX NIGHT“: una performance profumata, un evento vitaminico ad alto tasso cromatico con performer avvolti da abiti-scultura. I giovani designer detteranno il dress code, in un’esaltazione di odori, colori fluo e lampi magenta e verdi.

Milano diventa un giardino a cielo aperto

Prima edizione della MILANO OUTDOOR WEEK che si terrà dal 22 al 26 maggio ’19 in Via Fiori Chiari a Milano.

Un evento, organizzato da VilleGiardini insieme a RobertaeBasta con il patrocinio del Comune di Milano,  che trasformerà la famosa via del centro storico di Brera in un giardino all’aria aperta,  per sottolineare l’importanza del verde urbano.  Nei giorni 22, 23 e 24 verranno organizzati degli incontri alle 17 con illustri professionisti del verde e dell’architettura.

Il 23 Maggio un evento a celebrare la settimana,  dalle 19 alle 23  presso la Galleria RobertaeBasta di Via Fiori Chiari al 3.