Epatite C: Campania modello virtuoso per l’implementazione delle nuove terapie

Eliminare il virus si può, ma restano da curare ancora i due terzi dei pazienti

“Un’azione così incisiva è stata favorita anche dall’ampia diffusione dell’infezione. Dopo la Lombardia, la Campania è la regione che ha effettuato il maggior numero di trattamenti” precisa il prof. Nicola Coppola

 

Siamo testimoni di un’opportunità straordinaria nella storia della ricerca medica. Eliminare e vincere l’epatite C è possibile ma l’ultimo miglio da compiere è il più faticoso nel far emergere il maggior numero di pazienti affetti dal virus spesso persino inconsapevoli di questa malattia, subdola, il cosiddetto “sommerso”. Per questa ragione c’è grande dinamismo e attenzione da parte di ricercatori, clinici, associazioni pazienti, industria farmaceutica, e naturalmente in accordo con i decisori politici e le istituzioni nel richiedere questo grande ultimo sforzo per dare la spallata finale alla malattia e neutralizzare i possibili serbatoi del virus. E fioriscono le iniziative in tutt’Italia, e la Campania costituisce qui esempio di buone pratiche.

 

A NAPOLI CONFRONTO TRA TUTTI GLI ATTORI PRESENTI – Si tiene a giovedì 30 maggio a Napoli, presso la Sala Elba del Grand Hotel Santa Lucia, Via Partenope, 46 il convegno “HCV – L’approccio della Regione Campania nel garantire al paziente l’accesso alle terapie innovative” organizzato da MA Provider con il contributo non condizionato di Gilead Sciences. L’iniziativa intende affrontare in maniera analitica tutte le componenti di sistema, dal coinvolgimento della medicina di base, alle attività del tavolo tecnico, per evidenziare l’importanza cruciale di un approccio strutturato e della opportuna gestione integrata del paziente affetto da HCV, per procedere alla effettiva eradicazione della patologia sul territorio.

I recenti progressi scientifici permettono di eliminare il virus in oltre il 95% dei casi, con terapie gratuite nei centri prescrittori, di facile assunzione, della durata di poche settimane e senza effetti collaterali.

In Campania i pazienti affetti da epatite C attualmente sottoposti a trattamento sono oltre 20mila. La maggior parte risiede a Napoli; seguono Caserta, poi Avellino, Salerno e Benevento. “È un risultato molto importante – sottolinea il Prof. Nicola Coppola, Direttore universitario UOC Malattie Infettive, AO Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.Tuttavia, resta ancora molto da fare. Abbiamo trattato solo un terzo dei pazienti affetti dal virus dell’epatite C. Adesso è importante creare delle reti tra i centri specialistici e le istituzioni laddove sono ancora presenti dei soggetti da trattare. I clinici hanno fatto la loro parte, creando dei link tra medicina territoriale e centri di secondo livello. Adesso l’esigenza è quella di creare dei percorsi semplificati per queste popolazioni, altrimenti sarà difficile raggiungere l’obiettivo del WHO dell’identificazione del 90% dei pazienti e del trattamento di almeno l’80% entro il 2030. La sinergia è possibile grazie a dei tavoli tecnici attorno ai quali siedano tutti gli attori coinvolti: istituzioni, specialisti, associazioni pazienti, imprese. Finora su questo la Campania si è proposta come un modello virtuoso. Un’azione così incisiva è stata favorita anche dall’ampia diffusione dell’infezione, un’urgenza epidemiologica ineludibile: la prevalenza dell’epatite C in Campania è superiore alla media. Dopo la Lombardia, la Campania è infatti la regione che ha effettuato il maggior numero di trattamenti”.

Considerando l’alta prevalenza di HCV nella popolazione generale in Italia, è necessario identificare possibili strategie per aumentare la diagnosi e il trattamento delle persone infette. Ad oggi i trattamenti antivirali avviati in Italia sono circa 180 mila, ma si stima che siano rimasti da trattare circa 200mila pazienti. Le terapie di ultima generazione sono disponibili e gratuite già da tempo per tutti, ma l’eliminazione dell’infezione resta un problema: sia poiché bisogna convogliare i pazienti con diagnosi nota verso le strutture autorizzate alla cura sia in quanto restano da effettuare gli screening necessari per fare emergere il “sommerso”.

 

L’IMPEGNO DELLA REGIONE CAMPANIAPDTA MODELLO REPLICABILE – La Regione Campania negli ultimi 5 anni ha avviato una linea strategica mirata all’emersione del «sommerso» e all’immediata erogazione sul territorio delle terapie di ultima generazione, consentendo una vera «presa in carico» del paziente affetto da HCV, per garantirne globalmente la migliore gestione procedurale e terapeutica. L’azione della Regione ha consentito di sfruttare al meglio in ambito locale il finanziamento previsto dal “Fondo innovativi” e, grazie all’identificazione ed implementazione di un PDTA specifico e ad un confronto costante con le associazioni pazienti, la governance costituita rappresenta un esempio da analizzare, valutare e prospettare alle altre Regioni.

In questi anni la Regione Campania ha svolto un lavoro straordinario nel risanamento dei bilanci della sanità e ha fatto partire diversi nuovi progetti. Tra questi, ricordo un piano ospedaliero organizzato e le stesse reti dell’emergenza – spiega il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. – Abbiamo ricercato la collaborazione degli specialisti e delle associazioni dei pazienti in modo da creare assieme un network efficace per la salute dei singoli. Vorrei sottolineare anche l’impegno della regione, fra le poche in Italia, ad aver implementato il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), un impegno che resta per noi assoluto e che ci vedrà comunque sempre in prima linea– prosegue De Luca – In questa seconda fase, di contrasto e lotta contro l’epatite C, avverto forte l’imperativo, quasi una missione, di far emergere il “sommerso” e tutte quelle migliaia di persone colpite dal virus, talora persino ignare della malattia. Curarsi è una scelta di grande civiltà per sé e per gli altri – conclude il Presidente –che riguarda migliaia di donne e uomini affetti da questa malattia, e il poterlo fare nelle nostre strutture colloca oggi la Regione Campania all’avanguardia in Italia”.

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere.
Sono 7 gli Universitari italiani che hanno partecipato all’edizione europea di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il

Bologna, torna Smell – Festival dell’Olfatto

Dal 23 al 26 maggio torna a Bologna la 10a edizione di Smell – Festival dell’Olfatto, la rassegna promossa dall’associazione Orablu con il patrocinio del Comune di Bologna, la Regione Emilia Romagna e il sostegno di Moellhausen, riferimento internazionale per le materie prime del settore fragranze, e fragrance house devota all’innovazione e alla ricerca.

“Atmosfere”

Il Festival si interroga sul ruolo che gli odori e i profumi hanno nella definizione della valenza emozionale dei luoghi. È quindi “ATMOSFERE” il tema scelto dalla direttrice artistica Francesca Faruolo. Tra gli ospiti non poteva mancare Tonino Griffero, docente di estetica all’Università di Roma Tor Vergata e autore di libro Atmosferologia – estetica degli spazi emozionali che contribuirà a circoscrive un fenomeno conosciuto, seppur vago: ovvero la capacità dei luoghi di generare sentimenti grazie a qualità impalpabili e non facilmente misurabili. L’autore spiegherà in che modo l’olfatto contribuisca a definire le cosiddette ‘atmosfere’, favorendo un’analisi delle loro componenti espressive ed emozionali. Il suo intervento è in programma domenica 26 maggio a Palazzo Isolani.

Una dimostrazione di “atmosferologia applicata” si avrà nella stessa giornata, nel corso della Masterclass di profumeria con Dominique Moellhausen, creatrice di fragranze che illustrerà com’è possibile modulare la percezione emotiva degli ambienti grazie a un attento uso di materiali antichi e moderni e la conoscenza del linguaggio degli odori.

Odori ambientali e mappe digitali

Sabato 25 maggio, le atmosfere olfattive entreranno in contatto con la dimensione dei social media grazie al contributo di Rossano Schifanella, docente di Computer Science presso l’Università di Torino. Presupposto della sua ricerca è la constatazione di quanto l’olfatto influenzi il nostro modo di percepire gli spazi, benché sia spesso trascurato nella progettazione delle città, probabilmente per la difficoltà di carpire i dati sensoriali e analizzarli su ampia scala. Il relatore mostrerà come un uso creativo dei social media e dei dati digitali ci permetta di catturare le caratteristiche emozionali e olfattive dei luoghi, fornendo mappe per esplorare l’atmosfera degli spazi urbani.

Nella stessa giornata le mappe olfattive tornano anche nell’intervento di Maurizio Benzo, chimico e direttore tecnico di Osmotech (Pavia) unica azienda italiana accreditata secondo le norme europee vigenti per il campionamento e l’analisi degli odori ambientali (Odour Field Inspection), una tecnica innovativa che si avvale della collaborazione dei cittadini. Maurizio Benzo spiegherà in che modo ‘annusatori’ adeguatamente formati riescano a captare e misurare gli odori ottenendo risultati affidabili e oggettivi. E come, sulla base delle loro rilevazioni, sia possibile intervenire per migliorare la percezione dei luoghi e la loro vivibilità.

Scenari aromatici tra teatro e cibo

Nel pomeriggio di domenica 26 maggio, l’attrice e regista slovena Barbara Pia Jenič si soffermerà sull’impiego di odori e profumi sulla scena teatrale alla luce della sua ventennale esperienza nel campo. L’artista illustrerà diversi modi per accompagnare un racconto con suggestioni olfattive per renderlo più vivido, favorendo il ricordo e il coinvolgimento del pubblico. Spiegherà inoltre come evitare possibili criticità ed errori.

I luoghi pervasi dagli aromi del cibo sono il tema dell’intervento che domenica 26 maggio sarà condotto da Elena Mancioppi, dottoranda in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Pollenzo. Attraverso brani di letteratura e con il supporto di nozioni scientifiche, la studiosa dimostrerà quanto gli aromi siano importanti non solo per il piacere e l’aspetto nutrizionale, ma anche per i nostri vincoli affettivi con gli spazi vissuti.

 

Incontri con i creatori di fragranze

Come sempre Smell Festival favorisce l’incontro con creatori di fragranze e direttori artistici delle case di profumo creando un percorso espositivo dedicato alla profumeria indipendente (Palazzo Isolani, sabato 25 e domenica 26 maggio). Tra i protagonisti, la casa Molinard di Grasse che festeggerà al Festival il suo 170esimo anniversario. Thierry Laur, responsabile export della Maison, coinvolgerà il pubblico in un approfondimento sul mondo del profumo incentrato sul savoir faire che ha permesso all’area di Grasse di essere riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. A Palazzo Isolani, Molinard allestirà un proprio Atelier dove pubblico potrà comporre una fragranza personalizzata con la guida di un profumiere della Casa.

Tra gli eventi anche l’incontro (domenica 26 maggio) con Alyson Oldoini, aristocratica che esprime attraverso il profumo l’eccellenza italiana. Nello studio creativo dell’azienda, presso il Lago di Como, Alyson Oldoini segue ogni fase della produzione ottenendo risultati di estrema ricercatezza esportati in tutto il mondo. La designer svelerà al pubblico due inedite fragranze che reinventano la sensazione di freschezza e il gusto dell’essenziale.

Dalla Liguria, terra di fiori, sarà presente a Smell Festival La Strega del Castello, casa profumiera artigianale fondata da Caterina Roncati raccogliendo l’eredità paterna e le suggestioni legate alla sede del primo laboratorio di famiglia situato all’interno del Castello Mackenzie di Genova. Oltre a creare profumo ispirati al romanzo di Cristina Caboni (Rizzoli), il marchio ha realizzato la fragranza personale dell’attrice Elena Sofia Ricci.

Da Bologna Oliorito, un originale concept di fragranze naturali in olio che riprendono i riti e  le passioni olfattive delle donne etrusche. E poi, sempre dalla città felsinea, arrivano i profumi sartoriali di Soul Couture, creati da Andrea Marin, che superano le distinzioni di genere per esaltare lo stile personale.

La Sicilia è invece il territorio a cui si ispirano le fragranze made in Italy di Fabio Lo Coco, nate dal desiderio di muovere emozioni e ricordi suscitati dagli angoli nascosti dell’Isola e dalle loro particolari atmosfere olfattive.

La profumeria selettiva sarà celebrata anche venerdì 24 maggio dalla la Profumeria Al Sacro Cuore di Bologna, storico punto vendita di fragranze selettive, che a Palazzo Isolani condurrà un percorso tra i migliori profumi dell’ultimo secolo, con la possibilità di sentire composizioni rare o non più in commercio.

Il profumo della natura e l’anima del territorio

Tra le “Atmosfere” di Smell Festival, non potevano mancare quelle della natura. La profumeria botanica trova espressione lungo il percorso espositivo nelle sale di Palazzo Isolani grazie a La Mia Casa nel Vento, marchio fondato da Maria Martino che fa del suo legame con il territorio il proprio fiore all’occhiello. La sede d’elezione per questo progetto è infatti Reggio Calabria sulla costiera calabrese, celebre in tutto il mondo per la coltivazione del Bergamotto e del Gelsomino.

Attesissima da tutti gli appassionati è la Masterclass di profumeria naturale di venerdì 24 maggio, condotta da Pierre Bénard, profumiere, fondatore di OSMOART e insegnante di prestigiose scuole di profumeria francesi come l’ISIPCA di Versailles. La Masterclass, ispirata alle atmosfere delle foreste, sarà orientata alla creazione di un accordo Oud, senza l’impiego di questa costosa materia prima, il cui commercio ha subito forti restrizioni a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

Identità olfattive sui Social Media

Tra i relatori anche Diletta Tonatto, direttrice creativa di Tonatto Profumi, che introdurrà insieme all’artista Michele Tiberio l’opera “Me, My Scent”, vincitrice del concorso Re:Humanism, il primo premio dedicato al rapporto tra Arte e Intelligenza Artificiale organizzato da Alan Advantage, azienda attiva nel campo dell’IT. L’opera consiste in un libro di oltre 1500 pagine che raccoglie tutto ciò che esiste online del suo autore: foto, messaggi privati, like, pagine visitate, insieme a tutti i dati di Facebook, Instagram, Google, e Linkedin, per comporre il ritratto di chi è Michele Tiberio per la Rete. Parte del libro è il suo profumo, composto da Diletta Tonatto grazie ad un algoritmo in grado di analizzare i dati della nostra identità digitale per ottenere un profilo olfattivo univoco.

Smell Festival: fucina di creatività

Il Festival dell’Olfatto è anche un centro di formazione che propone tutto l’anno corsi rivolti a un pubblico eterogeneo interessato ad affinare la propria sensibilità olfattiva e ad acquisire competenze nel settore delle fragranze (www.smellatelier.it). Come da tradizione, gli studenti che hanno concluso il corso annuale di profumeria debutteranno durante il Festival con un loro profumo. Fragranze originali, fuori dagli schemi che saranno presentate in sala conferenze nella mattina di sabato 25 maggio alla presenza degli stessi autori: Francesca Gurrisi, Adriana Torelli e Caterina Zerini.

Incoraggiare l’incontro con l’universo del profumo e offrire esperienze formative di facile accesso è lo scopo dei workshop proposti dal Festival con il coinvolgimento di insegnanti di Smell Atelier o professionisti che si sono perfezionati presso la scuola.

Olfatto e Fashion Design

Alla fine dell’intensa giornata di sabato, il Festival si sposta negli spazi del Cassero (via Don Minzoni 18) dove gli studenti del corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Art di Bologna coordinati dalla prof.ssa Rossella Piergallini, presentano “BSX NIGHT“: una performance profumata, un evento vitaminico ad alto tasso cromatico con performer avvolti da abiti-scultura. I giovani designer detteranno il dress code, in un’esaltazione di odori, colori fluo e lampi magenta e verdi.

Maxi installazioni fotografiche, performance di danza e una mostra con 15 scatti d’autore per combattere
Bologna - Non una mostra ma un vero e proprio “laboratorio” di storia e cultura
Un viaggio verso la normalità e la guarigione, pensato per le donne che stanno affrontando

Correggere la respirazione con un bagno nel bosco

Per coloro che amano la montagna in estate e per gli appassionati di escursioni c’è una meta imperdibile: l’altopiano soleggiato di Maranza, in Alto Adige, con il Wellness Hotel Tratterhof a 1.500 metri sul livello del mare. Una posizione e un’altitudine che regalano all’ospite dell’hotel la sensazione di toccare il cielo con un dito, con un panorama splendido verso le vette dolomitiche contrapposto a quello altrettanto bello giù verso la vallata con la città vescovile di Bressanone. La struttura fa parte dei Wanderhotel-Best Alpine gruppo che unisce gli alberghi situati nelle zone escursionistiche più belle delle Alpi e che si fondano sulla filosofia dell’amore per la montagna e l’escursionismo. 

Il Wellness Hotel Tratterhof, struttura a gestione della famiglia Gruber-Hinteregger, si propone come il Wanderhotel ideale in Alto Adige per coloro che vogliono un’estate attiva in coppia o in famiglia. Qui i veri esperti di montagna e guide certificate sono proprio i membri della famiglia titolare, che propongono agli ospiti diverse tipologie di escursioni, da quelle più rilassanti e originali a quelle per i più esperti. Si può scegliere la “Camminata per una corretta respirazione” accompagnati dalla proprietaria Evelyn, in cui i partecipanti imparano esercizi di respirazione facilmente replicabili che aiutano a sentirsi meglio. Alla fine del giro corpo e mente si sentono rilassati e ricaricati di nuova forza ed energia. Il marito Andreas propone ai più esperti un tour di Speed hiking. Con le racchette da nordic walking, i partecipanti percorrono in circa due ore e in velocità una salita impegnativa di 500 metri, attivando tutti i muscoli del corpo e sentendo a fine percorso grande soddisfazione. Per coloro che desiderano calarsi pienamente nell’ambiente naturale incontaminato, ritrovando la sensazione infantile e curiosa per odori, rumori e impressioni del bosco, è perfetto il percorso guidato “Bagno nel bosco”. Alfred, guida alpina, offre un’esperienza unica tra prati pittoreschi e boschi che invitano alla meditazione e durante la quale si può anche camminare a piedi nudi.

Il programma di escursioni guidate, dal lunedì al sabato, è molto ricco ed è compreso nella proposta settimanale estiva del Wellness Hotel Tratterhof. Con 9 escursioni alla settimana incluse nel prezzo del soggiorno, da semplici passeggiate sul Gitschberg agli itinerari più impegnativi nelle Dolomiti, ad esempio verso le Odle, il programma SETTIMANE INTRODUTTIVE 7=6, valido dal 9 al 30 giugnopermette all’ospite di godersi le giornate estive facendo escursioni guidate nella regione alpina Gitschberg Jochtal – Rio Pusteria, per poi rilassarsi nell’area benessere indoor ed outdoor Monte Silva Spa e gustare delizie culinarie create con cura e passione.

Una vacanza attiva all’insegna del movimento, libera anche dalla dipendenza dalla macchina. Con la carta vantaggi Almencard+ dal 22 maggio al 23 dicembre è possibile lasciare la macchina parcheggiata e muoversi solo con mezzi alternativi. Questa carta comprende l’uso gratuito e illimitato di 9 funivie, tutti i trasporti pubblici dell’Alto Adige e include l’ingresso gratuito a oltre 80 musei in Alto Adige e un ricco programma di attività ed escursioni tra cui scegliere a cui è possibile partecipare.

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere.
Sono 7 gli Universitari italiani che hanno partecipato all’edizione europea di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il
Eliminare il virus si può, ma restano da curare ancora i due terzi dei pazienti

Antibiotico-resistenza: dalla ricerca italiana un nuovo antibiotico

La dalbavancina è indicata per il trattamento delle infezioni batteriche della cute e dei tessuti molli

Si calcola che in Italia ogni anno 10.780 persone muoiano a causa di un’infezione da batteri antibiotico-resistenti. Si stima che entro il 2050, un totale di circa 450mila persone possa morire a causa dell’antibiotico-resistenza. In questo scenario così drammatico è più che mai indispensabile l’arrivo di nuovi farmaci in grado di contrastare questa autentica epidemia.

UN NUOVO FARMACO – La dalbavancina è un nuovo antibiotico commercializzato in Italia che si è dimostrato particolarmente attivo nei confronti dei batteri gram positivi, quali stafilococchi e streptococchi. Il farmaco, che è indicato per il trattamento delle infezioni batteriche della cute e della struttura cutanea negli adulti, ha la peculiarità di una lunga emivita per cui può essere somministrato per via parenterale ogni 7 giorni.

“In questi giorni a Roma – spiega il Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – si sono riuniti i principali esperti di terapia antibiotica per analizzare i dati che stanno emergendo dalla pratica clinica sull’utilizzo della dalbavancina nei principali centri ospedalieri italiani. I dati riportati dimostrano che, nei casi in cui la terapia antibiotica debba essere somministrata per diverse settimane (come per esempio nel corso di osteomieliti), l’utilizzo del farmaco somministrato una volta a settimana abbia reso possibile il trattamento di queste complicate patologie in ambito ambulatoriale senza dover ricorrere a prolungati periodi di ricovero”.

“Questi esempi– aggiunge Andreoni – testimoniano come farmaci a lunga emivita come la dalbavancina possano permettere nuove strategie di trattamento dei pazienti con infezioni croniche, riducendo i tempi di degenza e quindi il soggiorno prolungato in ospedale che rappresenta spesso il fattore  maggiore di rischio per infezioni nosocomiali con l’entrata in contatto con germi multiresistenti”.

Ogni prodotto un’idea: a SANA Novità innovazione e creatività si mettono al servizio di sostenibilità e benessere.
Sono 7 gli Universitari italiani che hanno partecipato all’edizione europea di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il
Eliminare il virus si può, ma restano da curare ancora i due terzi dei pazienti