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Si apre il sipario di “FABER. Un’Opera per le Cartiere di Fabriano”

di IN DIES Ott28,2023 #cartiere #Fabriano #Marche

Venerdì 10 novembre alle 17.30, nei locali del Supermercato delle Cartiere Miliani, sarà inaugurata FABER. Un’Opera per le Cartiere di Fabriano con la regia di Luisa Eugeni, promossa dalla Fondazione Fedrigoni Fabriano in collaborazione con la cartiera FABRIANO.
Si tratta di un’opera multimediale incentrata sui gesti del “fare carta” – dai più antichi a quelli che ancora sopravvivono – concepita dall’artista visiva Luisa Eugeni durante la Residenza d’Artista 2023, il progetto pensato per ospitare creativi e artisti, che ogni giorno usano, interpretano e sperimentano ogni genere di carta, nei territori in cui ha avuto origine la plurisecolare tradizione cartaria, come esperienza immersiva e d’ispirazione per le loro opere. Fabriano ha così potuto accogliere negli anni un’importante squadra di talenti: David Gentleman, Umberto Giovannini, Maria Pina e Gianna Bentivenga, Anusc Castiglioni, Massimo Zanelli, Nick Morley, Alberto Madrigal, il fotografo e storyteller Brahmino e l’architetto Giuseppe Ricupero.
La performance live che accompagna l’installazione esordirà venerdì 10 novembre alle 17.30 e si ripeterà anche sabato 11 alle 16.00 e alle 17.00: si tratta di una messa in scena che – tra installazioni video multi-canale, musica e canto lirico – ha sullo sfondo gli ambienti dismessi delle cartiere storiche dislocati digitalmente nelle stanze dell’esposizione, tornati idealmente ad accogliere il ciclo di produzione. L’artista ha fissato in un video i gesti del “fare carta”: la gestualità ripetitiva del mastro cartaio che immerge la forma nel tino per produrre la carta a mano, del ponitore che insieme al “bardasciu” distacca il foglio ancora umido dalla forma al feltro, della cucitrice che passa l’ago e il filo di argentana da una parte all’altra della tela della forma per fissare le filigrane o le tele metalliche, della contatrice che conta ripetutamente i fogli a cinque a cinque o a ventaglio, con un’inedita danza di braccia, mani e dita che getta le basi per una performance live.
I gesti infatti sono stati trasmessi ai performer, ai musicisti e ai danzatori, vestiti di abiti-sculture di carta, per lo spettacolo dal vivo: tutti i corpi agiscono contemporaneamente a livello motorio, auditivo, visivo, in un dialogo orchestrato; lo scroscio del fiume Giano, il battere delle pile a magli, lo scricchiolio del torchio sono mescolati alle voci dei cantanti; le musiche scritte appositamente per l’atto performativo, prendendo le mosse dal finale del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, sono interpretate attraverso computer e sintetizzatore.
L’Opera multimediale potrà poi essere ammirata anche nei due weekend successivi, l’11-12 e il 18-19 novembre, in occasione (ingresso gratuito e libero) della XXII Settimana della Cultura d’Impresa, l’evento nazionale promosso da Confindustria e MUSEIMPRESA che porterà i visitatori alla scoperta dell’immenso patrimonio culturale custodito all’interno dei musei e degli archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane. Il tema di quest’anno è appunto “La persona al centro dello sviluppo sostenibile. L’anima dell’impresa consapevole”, dove l’uomo è al centro delle dinamiche produttive, come è al centro il “gesto del lavoro” che grazie ai performer diventa arte.
Tornano così ad accendersi le sale del Supermercato delle Cartiere meglio conosciuto come “spaccio”, lo spazio inaugurato lo scorso anno dalla Fondazione per aggiungersi al Fabriano Paper Pavilion – il padiglione interamente dedicato alla carta realizzato nel 2019 per il XIII Meeting Creative Cities UNESCO – visitabile negli stessi giorni su prenotazione. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio gratuito del Comune di Fabriano, della Regione Marche, della Pia Università dei Cartai, di Passeggiando tra la storia.
Luisa Eugeni, nata ad Assisi ma residente in Germania, co-fondatrice e coordinatrice del gruppo artistico interdisciplinare Sineumbra, è un’artista visiva con particolare interesse per le arti performative che esplora attraverso pratiche multimediali temi come l’appartenenza in relazione alle identità individuali e collettive. Dal 2017 ha sviluppato alleanze interdisciplinari con performer, musicisti, registi, fotografi, designer di moda e grafici, ma anche matematici, architetti, scrittori e artigiani: gli ambienti immersivi realizzati attraverso film, interventi spaziali, oggetti scultorei, corpi danzanti, musica ed elementi di letteratura mirano a indagare ed elaborare collettivamente memoria storica e contemporaneità.
L’artista infatti ha aperto lo spazio della propria residenza, invitando a sua volta altri artisti internazionali a creare collettivamente una narrazione transmediale a partire dal patrimonio gestuale della produzione cartaria: Paolo Casali (compositore), Gabrio Gabrielli (ballerino), Anna Jäger (ballerina), Manuela Molinelli (mezzosoprano), Janis Elias Müller (sound designer), Claudio Rocchi (tenore), Antonio Stella (ballerino), Raphael Wutz (fashion designer).
La cucitrice, i mastri cartai, il filigranista, le contatrici, le donne del Reparto Allestimento delle Cartiere sono alcune delle figure chiave intervistate da Luisa Eugeni durante la residenza che punta a traslare nel futuro, attraverso il potere dell’arte, il valore culturale e storico di un prodotto pluricentenario come la carta di Fabriano, mettendo in risalto non semplicemente l’eccellenza dell’artefatto, ma la manualità delle persone che ci lavorano e le loro specifiche gestualità.
Grazie alla collaborazione di diversi cartai e cartare che si sono prestati a rievocare di fronte alla telecamera i singoli gesti delle fasi di produzione, il gesto è stato trasmesso ai performer. Il corpo di ballo incarna queste preziosissime testimonianze performative sottolineandone le qualità materiali e le gestualità fisiche appositamente messe in atto dalle mani e dalle braccia che nei secoli hanno realizzato la carta di Fabriano. Classico e contemporaneo, manuale e digitale, reale e virtuale, convivono in un’ibridità vibrante, simbolo di una realtà territoriale diventata in otto secoli identità collettiva, memoria storica sublimata in uno sguardo verso il futuro.

By IN DIES

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