25 Aprile, Rai Storia racconta le imprese del Battaglione Mario

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In occasione del 25 Aprile, Festa della Liberazione, il programma televisivo di divulgazione storica “Passato e Presente”, prodotto dalla Rai e condotto da Paolo Mieli, presenta una puntata dedicata al Battaglione Mario, una formazione partigiana operante sui monti di San Severino Marche, guidata dal comandante Mario Depangher.
Il documentario, in onda il 23 aprile, alle 13,15 su RaiTre e alle 20,30 su Rai Storia e disponibile al link https://www.facebook.com/raistoria/videos/497406688098189/, racconta di questa formazione operante nella zona del monte San Vicino. Il gruppo era costituito da partigiani italiani, ex prigionieri alleati, jugoslavi, sovietici, ebrei e da somali ed etiopi. Di esso discutono la professoressa Isabella Insolvibile e il giornalista Paolo Mieli ospitando anche un intervento dello storico Matteo Petracci, autore del saggio “Partigiani d’Oltremare. Dal Corno d’Africa alla Resistenza italiana” dedicato proprio alla ricostruzione della storia del Battaglione Mario e alla presenza, al suo interno, di somali ed etiopi protagonisti di un’odissea cominciata ancora prima della guerra.
“Tutto ha inizio il 9 maggio 1936, quando Mussolini annuncia la nascita dell’Impero – spiega lo storico Matteo Petracci – Negli ambienti fascisti si fa strada l’idea di realizzare una Mostra triennale delle Terre d’Oltremare a Napoli per esibire la supremazia italiana nei territori del Corno d’Africa. Aree e padiglioni espositivi saranno dedicati all’Albania, al Dodecaneso, alla Libia e all’Africa Orientale. Vengono ingaggiati anche settanta sudditi coloniali, tra eritrei, somali ed etiopi, da esporre in un villaggio indigeno, ricostruito per l’occasione. La mostra si apre il 9 maggio 1940, in occasione del quarto annuale dell’Impero, ma poche settimane dopo l’Italia entra in guerra. I britannici interdicono il passaggio attraverso il canale di Suez e la piccola comunità africana resta bloccata in Italia. Divenuta un peso per i responsabili della Triennale, la comunità viene trasferita a Villa la Quiete (Villa Spada), a Treia, dove era stato attivo un ex campo di prigionia fascista. Somali, eritrei ed etiopi entrano allora in contatto con la comunità treiese, grazie alla quale assumono informazioni sull’arresto di Mussolini, la caduta del fascismo e poi l’armistizio dell’8 settembre. A quel punto, aiutati dalla popolazione locale, alcuni etiopi scappano diretti verso il monte San Vicino, dove opera il Battaglione Mario. Qualche giorno dopo il loro arrivo – ricostruisce la storia Petracci – i partigiani attaccano Villa Spada per recuperare armi e aprire le porte del campo. Una decina di ex sudditi coloniali decidono in quell’occasione di unirsi alla formazione partigiana”.
La puntata di “Passato e Presente”, in onda alla vigilia del 25 Aprile, fornisce un’occasione per spiegare quanto accadde nel territorio settempedano e in quello Maceratese durante la lotta di Liberazione.

 

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