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Festa del Perdono e riapertura chiesa San Salvatore in Colpersito

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Come ogni anno i frati cappuccini di San Severino Marche celebrano la Festa del Perdono che, in questa occasione, acquista un valore particolare visto che sarà riaperta la chiesa di San Salvatore, che ospita la comunità di religiosi, messa in sicurezza dopo il terremoto.
Le celebrazioni inizieranno venerdì prossimo (31 luglio), alle ore 21, con una liturgia penitenziale, nel giardino del santuario, che sarà presieduta dal cardinale Edoardo Menichelli. A seguire si terrà anche un piccolo momento conviviale.
Sabato 1 agosto la Festa del Perdono proporrà, a partire dalle ore 18,30, proprio le celebrazioni con l’inaugurazione della chiesa, sempre alla presenza del cardinale Menichelli. Alle ore 21, invece, spettacolo “Insieme a Francesco e Leone” nel giardino del santuario con musiche originali di Stefano Corsi e testi francescani. Domenica 2 agosto, alle ore 10, santa messa per bambini con lancio dei palloncini in giardino. Alle 11,30 santa messa in chiesa e poi, alle ore 21, messa sotto le stelle in giardino. Da lunedì 3 agosto le celebrazioni delle sante messe riprenderanno in chiesa.
La chiesa dei Cappuccini da sempre rappresenta un luogo di aggregazione per la comunità settempedana mentre il santuario, ospitando anche un importante Centro di Studi Francescani, è divenuto ormai riferimento per persone che arrivano anche da fuori.
Dopo il sisma il luogo di culto, in particolare, è stato interessato da importanti opere di messa in sicurezza che ne hanno reso fruibili di nuovo alcuni spazi.
La chiesa dal 1576 appartiene ai Francescani. La prima costruzione risale però all’XI secolo, quando un gruppo di pie donne, dopo aver ricevuto due visite da San Francesco, si insediò in questa zona, abbracciando l’ordine delle Clarisse. Della chiesa originale rimane la facciata in pietra bianca locale, qualche testimonianza negli archi della parete meridionale. La chiesa oggi si presenta nella forma acquisita in seguito all’ampliamento e ai rifacimenti cinquecenteschi messi in opera dai Francescani in seguito ai danni provocati dall’esercito di Francesco Sforza. L’interno, a navata unica coperta da volta a botte, presenta due cappelle laterali a pianta quadrata realizzate nell’Ottocento.