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Covid-19: il virus muta e riappare nei guariti

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I risultati di un nuovo studio cinese ha mostrato che i medici sottovalutano significativamente la capacità complessiva del Coronavirus di mutare, scoprendo che diverse varianti hanno colpito le varie parti del mondo, portando a potenziali difficoltà nel trovare un trattamento completo.

Lo studio è stato condotto dal professor Li Lanjuan e dai suoi colleghi dell’Università di Hangzhou, in Cina, ed è stato pubblicato sul sito web medRxiv.org.

Il team di Li ha analizzato dei campioni di 11 pazienti con Coronavirus selezionati in modo casuale a Hangzhou, dove sono stati segnalati 1264 casi, quindi ha testato l’efficacia con cui potevano infettare e uccidere le cellule.

Sono state rilevate oltre 30 diverse mutazioni, 19 delle quali in precedenza non rilevate.

“SARS-CoV-2 ha acquisito mutazioni in grado di cambiare sostanzialmente la sua patogenicità”, ha scritto Li nell’articolo.

Il team cinese ha scoperto che alcune delle mutazioni possono portare a cambiamenti funzionali nella proteina utilizzata per attaccarsi alle cellule umane.

Lo studio potrebbe avere implicazioni future per il trattamento del Covid-19, poiché ceppi diversi di Coronavirus sono stati identificati in tutto il mondo.

Il fatto è ancora piu’ inquietante se si considera che i medici in Cina hanno trovato un numero crescente di pazienti che si erano ripresi dal virus Sars-CoV-2 e che continuano a essere positivi senza mostrare sintomi.

Quei pazienti negativi per il virus dopo il recupero, sono diventati positivi di nuovo, alcuni anche 70 giorni più tardi. Molti sono tornati positivi dopo 50-60 giorni.