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Il coronavirus è molto più di una brutta influenza

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E’ ora di finirla col dire che il coronavirus è poco più di un’influenza, come ha scritto su Facebook Daniele Macchini, medico alle Cliniche Humanitas Gavazzeni, di Bergamo.

L’asserzione e il post del dottore sono diventati virali in Italia e nel mondo, come importante testimonianza della reale dimensione del nuovo virus.

In effetti tra il coronavirus, che causa la malattia che oggi conosciamo come Covid-19, e l’influenza ci sono sostanziali differenze. La nuova Sars- Cov2 è mortale in circa il 3,5 per cento dei casi (almeno in Cina, In Italia è forse più alta), mentre il tasso di mortalità dell’influenza stagionale è in genere intorno allo 0,1 per cento.

Secondo gli esperti, la nuova malattia, per ogni portatore di coronavirus, ne infetta altri 2-3.

Il coronavirus è, dunque, molto più contagioso dell’influenza, poi, mentre per l’influenza stagionale esistono i vaccini, non esiste alcun vaccino contro il coronavirus.

Se, il corso dell’infezione da coronavirus dipende principalmente dal nostro organismo, sovente l’infezione si trasforma in polmonite interstiziale bilaterale. Nessun virus dell’influenza causa una tragedia così, ha detto Macchini.

Perché questa è la differenza tra l’influenza classica, che oltre a infettare molto meno persone per diversi mesi, si complica meno spesso, solo quando il virus distrugge le barriere protettive delle vie respiratorie e consente ai batteri che normalmente risiedono nelle vie aeree superiori di invadere i bronchi e i polmoni, causando casi più gravi.

Covid 19 provoca influenza lieve in molti giovani, ma in molte persone anziane (e non solo) raggiunge direttamente gli alveoli dei polmoni e li infetta, rendendoli incapaci di svolgere la loro funzione. L’insufficienza respiratoria che ne risulta è spesso grave e dopo alcuni giorni di ricovero, il semplice ossigeno, che può essere somministrato in una stanza può non essere sufficiente.

Si dice che in genere a morire col coronavirus e non per il coronavirus sono le persone con patologie pregresse, che aggravano la situazione del paziente affetto da Covid-19. Tra queste, l’alta pressione sanguigna, le malattie cardiache, le malattie polmonari, il cancro e il diabete.

Ad essere più infettati sono, quindi, gli anziani, che spesso hanno vari problemi di salute, e le persone di tutte le età, con patologie croniche. Ma mentre per l’influenza queste categorie di persone possono vaccinarsi, per il nuovo coronavirus non possono farlo.