Malasanità e conciliazione obbligatoria: risarcimento in tempo di record

È accaduto che una parmigiana sia stata sottoposta a due interventi chirurgici all’anca sinistra presso un ospedale della provincia.

Visto che, in seguito al medesimo la paziente ha riportato danni fisici, consistenti nell’incapacità deambulatoria per non oltre 200 metri, la stessa si è rivolta alla sede di Parma di Konsumer Italia.
Quest’ultima, nella persona del presidente regionale avv. Giovanni Franchi, l’ha consigliata di intraprendere le vie legali per il tramite della mediazione obbligatoria
Nel corso della stessa il mediatore, come consentito dalla legge, ha nominato un consulente tecnico, il quale ha concluso la relazione, ravvisando un pregiudizio all’integrità psico-fisica, tanto di natura permanente, quanto temporanea.
È stato così accertato un danno biologico, temporaneo parziale del 50%, complessivo del 30% con un danno alla capacità lavorativa nella misura del 50%.
Sulla base di tali rilievi i pretesi responsabili hanno offerto la complessiva somma di € 32.000,00, somma accettata dall’istante, che le verrà pagata, in conformità a quanto stabilito nel verbale già sottoscritto dalle parti, entro la fine del mese di marzo.
Secondo ‘avvocato Giovanni Franchi, presidente regionale di Komsumer, è questo un caso che dimostra che, tramite la mediazione obbligatoria e l’assistenza di un’associazione consumeristica, il consumatore può ottenere quanto dovutogli in brevissimo tempo senza necessità di un lungo giudizio.
Sempre per l’avv. Franchi la mediazione non è durata, infatti, più di sei mesi con costi accettabili, quando un giudizio sarebbe terminato non prima di quattro anni, probabilmente con gli stessi esiti in considerazione delle conclusioni del perito, un esperto della materia.

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